Una serata per non dimenticare gli orrori delle foibe

A Concorezzo la testimonianza dell'esule istriano Ezio Barnabà.

Una serata per non dimenticare gli orrori delle foibe
12 Febbraio 2020 ore 15:36

Una serata per non dimenticare gli orrori delle foibe. A Concorezzo la toccante testimonianza dell’esule istriano Ezio Barnabà.

Sala di rappresentanza gremita

Lunedì sera, in occasione del Giorno del ricordo, in tantissimi hanno preso parte alla serata andata in scena nella Sala di rappresentanza del Comune e organizzata dalle associazioni “Agp Cuncuress”, “Atena” e “Lombardia comunica”. Grande protagonista dell’iniziativa l’85enne Ezio Barnabà, esule istriano residente a Concorezzo ormai dal 1971. Classe ’34, Barnabà è nato a Verteneglio d’Istria (in croato Brtonigla, in veneto Vertenejo), un Comune di 1.607 abitanti, ora in Croazia e nel corso della sua infanzia ha dovuto fare i conti con gli orrori delle foibe, diventando testimone di una pagina di storia per troppo tempo dimenticata. Fuggito dall’Istria a 17 anni, il concorezzese d’azione ha emozionato il numeroso pubblico con i suoi ricordi, che hanno arricchiato una serata in cui c’è stato spazio anche per la proiezioni di alcuni filmati. Presenti anche l’onorevole Massimiliano Capitanio, il sindaco Mauro Capitanio e il consigliere comunale Fabio Ghezzi, rappresentante di Atena, una delle associazioni che si è occupata dell’organizzazione dell’evento.

“La legge 30 marzo 2004 n. 92, vuole conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale – ha dichiarato l’onorevole Capitanio – Questa sera fermiamo la frenesia e la superficialità del quotidiano per parlare di pace, di speranza, per ricordare che con l’articolo 11 della Costituzione l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, per non dimenticare i livelli di orrore a cui può arrivare l’uomo in quel filo rosso che, in queste settimane, ha idealmente unito il Giorno della memoria, il giorno del sacrificio alpino e, oggi, il giorno del ricordo. Nelle foibe è stata sepolta l’umanità e sarebbe folle oggi, come fanno alcuni, cercare giustificazioni, spiegazioni, contestualizzazioni. Nelle foibe finirono uomini, donne, bambini, madri, padri, nonne, nonni, militari, fascisti, antifascisti, sacerdoti, laici. Purtroppo nelle foibe, come nei campi di concentramento, l’umanità muore ogni giorno, anche oggi. Questa serata nasce per ricordare una sciagura nazionale alla quale i contemporanei non attribuirono – per superficialità o per calcolo – il dovuto rilievo. Lo dobbiamo alle vittime e a chi, come il nostro concittadino Ezio Barnabà, porta nel cuore e negli occhi troppi anni di silenzi, revisionismi, negazionismi”.