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Vaccinazione antinfluenzale: “La Lombardia è in ritardo”

"Oggi solo 30 dosi per ciascun medico, le altre arriveranno dalla prossima settimana".

Vaccinazione antinfluenzale: “La Lombardia è in ritardo”
Monza, 19 Ottobre 2020 ore 16:44

Vaccinazione antinfluenzale: “La Lombardia è in ritardo”. La Camera del lavoro di Monza: “Oggi solo 30 dosi per ciascun medico, le altre arriveranno dalla prossima settimana”.

Vaccinazione antinfluenzale: “La Lombardia è in ritardo”

Oggi è iniziata la campagna di vaccinazione contro l’influenza, anche nella nostra regione, ma con ritardo. Ritardi denunciati in un comunicato da Anna Bonanomi, segretaria generale del sindacato pensionati Spi Cgil di Mona e Brianza.

“Alla Regione Lombardia abbiamo richiesto più volte di attrezzarsi per tempo per organizzare la campagna vaccinale contro l’influenza – ha scritto nero su bianco – È noto a tutti infatti che è compito della Regione mettere a disposizione i vaccini e si sapeva da tempo che quella di quest’anno sarebbe stata una campagna particolarmente delicata a causa della presenza del Covid-19: vaccinarsi è ancora più importante per tutelare la salute della popolazione a rischio, anziani, persone fragili e operatori del sistema sanitario.

“I fatti emersi negli ultimi giorni hanno invece messo in evidenza che Regione Lombardia, forse per incompetenza, superficialità o sottovalutazione, ha ordinato un numero di dosi inferiore alla quantità necessaria; quando lo ha fatto è arrivata in ritardo e con un costo nettamente superiore a quanto avrebbe pagato se l’ordinativo fosse stato fatto a tempo debito”.

Così, mentre le altre Regioni sono già partite con le vaccinazioni, in Lombardia come preannunciato, si è partiti solo oggi, lunedì 19 ottobre,  “con  solo 30 per ciascun medico. Altre 20 dosi pare arriveranno tra il 26 e il 31 ottobre e altre 50 dal 2 novembre in poi”.

Troppo poche a giudizio della segretaria generale dello Spi, che aggiunge: “Se pensiamo che ogni medico di base ha una popolazione interessata alla vaccinazione di circa 300-400 persone è del tutto evidente come con un numero così esiguo di dosi fornite non sarà possibile garantire da subito il vaccino. Ciò comporterà inevitabilmente un grave rischio per la popolazione più esposta.

“Infatti, vaccinarsi contro il virus dell’influenza non contrasta direttamente il Covid, ma consente di rendere immune i più fragili ed evitare di contrarre malattie che possono portare anche al ricovero in ospedale, con la conseguenza di affollare le strutture che già sono sottoposte a stress a causa del Covid.

“Insomma, ancora una volta, nonostante le rassicurazioni, la tanto decantata sanità lombarda non brilla certo per efficienza e tempestività e, come sempre, a farne le spese sono i più esposti ed in particolare gli anziani”.

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