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Lavoro e sanità

Vaccini in azienda, Confartigianato c’è

"Attenzione però a non prevedere soltanto misure per la grande industria".

Vaccini in azienda, Confartigianato c’è
Cronaca Monza, 11 Marzo 2021 ore 11:53

Vaccini in azienda, Confartigianato c’è. “Attenzione però a non prevedere soltanto misure per la grande industria”.

Vaccini in azienda, Confartigianato c’è

Ieri, mercoledì 10 marzo, Regione Lombardia ha firmato il Protocollo con Confindustria Lombardia, Confapi e medici del lavoro per la vaccinazione anti Covid dei dipendenti direttamente nell’azienda in cui operano.

L’obiettivo dichiarato dall’assessore regionale al Welfare Letizia Moratti è duplice: mettere in sicurezza prima possibile i lavoratori e allentare la pressione sul personale degli ospedali visto che il vaccino in azienda sarà somministrato dai medici del lavoro.

Sulla firma del Protocollo oggi intervengono il presidente e il segretario generale di Apa Confartigianato Imprese Milano – Monza Brianza, rispettivamente Giovanni Barzaghi (foto) ed Enrico Brambilla.

“Vaccini in azienda? Progetto più che giusto – sottolineano –  che sposa l’indicazione che abbiamo dato già mesi or sono, un’opzione quasi inevitabile per far ripartire il sistema economico”.

C’è però un problema: “il protocollo siglato da Regione Lombardia prevede – come spesso accade in Italia, Paese delle Pmi, Piccole e medie imprese – una misura da grande industria. Attenzione, invece – è la nostra sollecitazione – a mettere al centro le realtà piccole e artigiane, soprattutto quelle di servizio che lavorano a stretto contatto con le persone (settore benessere, ma anche elettricisti, idraulici che operano nelle case).

“Valutiamo forme aggregate”

“Le piccole imprese – continuano Barzaghi e Brambilla – faticano a organizzare la presenza del personale sanitario indispensabile per la vaccinazione. Bisognerebbe valutare la ‘forma aggregata’ e naturalmente come Associazione siamo a disposizione, anche con gli spazi delle nostre sedi e il supporto logistico e organizzativo necessario”.

Con una premessa chiara: “i vaccini devono arrivare, perché altrimenti protocolli d’intesa e quant’altro resteranno solo parole!”

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