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E' partita la sperimentazione

Vaccino “Made in Monza”: ecco chi è il primo paziente

E' Luca Rivolta, giovane cuoco di 21 anni, il primo volontario che è stato sottoposto al siero ideato da Takis-Rottapharm Biotech

Cronaca Monza, 01 Marzo 2021 ore 16:42

Vaccino anti Covid: ecco chi è il primo paziente del siero “Made in Monza”. E’ un giovane 21enne di Monza il primo volontario che è stato sottoposto all’iniezione della dose.

Vaccino: ecco il paziente “uno”

E’ Luca Rivolta, 21enne fresco di diploma all’istituto alberghiero Olivetti di Monza, il primo volontario che è stato sottoposto al vaccino ideato da Takis e sviluppato in collaborazione con Rottapharm Biotech.


Un’emozione davvero grandissima per il ragazzo che oggi, lunedì 1 marzo, si è sottoposto al nuovo siero studiato dalla nota azienda farmaceutica monzese nei locali dell’ospedale San Gerardo.

Sono emozionatissimo e molto contento di aver preso parte. Volevo aiutare, tutti dobbiamo fare la nostra parte per evitare che il virus dilaghi. Fare il vaccino è un servizio alla società, è egoistico non farlo.

Questo il primissimo commento in diretta del ragazzo in attesa di occupazione dopo aver lavorato per qualche mese in un ristorante poi fermo a causa dell’emergenza sanitaria.

Il giovane cuoco ha scoperto solo venerdì di essere insieme a un’ottantina di altri volontari. I genitori sono stati molto orgogliosi della scelta di accogliere con entusiasmo questa opportunità.

Lo studio monzese

La prima fase della somministrazione coinvolgerà 80 volontari sani divisi in 4 gruppi con dosi diverse somministrate con o senza richiamo, mentre in Fase 2 si raggiungeranno fino a 240 soggetti sulle dosi più promettenti.

Il vaccino a Dna rappresenta una innovazione rispetto alle altre piattaforme tecnologiche già disponibili, quali quelle a Rna messaggero o a vettore virale.

Una grande task force di prim’ordine ha lavorato a questo ambizioso progetto. Il vaccino, infatti, è stato sviluppato quindi interamente in Italia e che si avvale anche di un consorzio prestigioso di centri clinici italiani per la Fase 1 e la Fase 2 della sperimentazione clinica.

A partecipare allo studio sono infatti l’Istituto Nazionale Tumori Ircss Fondazione Pascale di Napoli, l’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma e l’Ospedale San Gerardo di Monza in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca che ha la sua facoltà di Medicina proprio all’interno del nosocomio monzese.

Il San Gerardo a Monza è responsabile del trattamento dei primi soggetti di ciascuna dose e quindi della verifica dei risultati preliminari: la prima somministrazione è avvenuta oggi nel Centro di ricerca di Fase 1 diretto dalla professoressa Marina Cazzaniga, ricercatrice di Oncologia medica dell’Università di Milano-Bicocca.

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