Dopo una serata trascorsa in maniera allegra e spensierata a casa di un loro amico, a Camparada, decisero di fare una passeggiata notturna per fare ritorno a casa e, forse in presa ai fumi dell’alcool, di prendere a calci un velobox che si trovava lungo via 25 Aprile, a Lesmo.
Un gesto, quello compiuto da 4 ragazzini, due dei quali minorenni e residenti in Brianza, che non era passato inosservato, a tal punto che i responsabili dell’atto vandalico vennero identificati e prontamente denunciati dalle Forze dell’Ordine. Ora, a distanza di quasi 8 mesi da quell’episodio i baby vandali hanno deciso di prendere carta e penna e di chiedere scusa al sindaco di Lesmo Sara Dossola e a tutta la comunità lesmese, mettendosi a disposizione per lavori socialmente utili da svolgere a Lesmo.

Una storia di speranza
Una storia di speranza quella che ha voluto raccontare il primo cittadino nei giorni scorsi sul suo profilo Facebook.
“Nei giorni scorsi ho ricevuto una lettera, una delle tante indirizzata alla sindaca – ha spiegato Dossola – Appena l’ho aperta ho subito capito che non era una missiva come le altre. Insomma non era il solito scritto di chi si lamenta o vuole denunciare buche, una multa ritenuta non corretta, i lampioni spenti. Quella era una lettera per chiedere scusa per quel loro gesto che aveva arrecato un danno all’intera comunità. Chiedere scusa non è mai semplice: significa riconoscere il male fatto, assumersi la responsabilità e accettare che un gesto sbagliato lasci un segno… e ci in-segni. Ma significa anche capire che nessun segno è definitivo, se si ha il coraggio di ripararlo. Questi ragazzi hanno scelto la via più difficile: non l’indifferenza, ma la consapevolezza. Affronteranno un percorso giudiziario, ma hanno deciso anche di intraprendere un cammino di riparazione”.
L’incontro in municipio
Dossola, dicevamo, dopo aver ricevuto la missiva ha voluto incontrarli.
“Ho provato tenerezza, rispetto e responsabilità – ha proseguito – quella di onorare un gesto profondamente umano, che racconta di quanto i giovani abbiano bisogno di adulti presenti, affidabili, capaci di guardare oltre l’errore. L’adolescenza è un tempo di slanci e inciampi. I ragazzi non cercano strade prefabbricate: cercano adulti che camminino accanto, che ascoltino, che aiutino a comprendere e trasformare. Educare significa proprio questo: introdurre al mondo senza abbandonare”.
Il sindaco ha anche voluto ringraziare i loro genitori
“Nei loro occhi e nelle loro parole ho visto coraggio e desiderio di ricominciare, anche nella paura e nella fragilità – prosegue la sindaca di Lesmo – La lettera è stata scritta con l’aiuto di un genitore, un genitore che oggi ha scelto di mandarli soli davanti alla loro responsabilità e anche questo è un gesto prezioso: la fatica di restare vicino a un figlio mentre inciampa è una delle forme più profonde di umanità. Quando ci siamo salutati ha iniziato a echeggiarmi nella mente la strofa di una canzone: “Mi alzo sui pedali e ci riprovo” L’augurio è che ciascuno di loro sappia alzarsi sui pedali non per mostrare forza, ma per ritrovare un equilibrio nuovo. Sono certa che sarà così per questi quattro ragazzi. Voglio crederci profondamente perché credo in una comunità che non pretende perfezione, ma verità; che chiede rispetto e restituisce fiducia; che guarda ai giovani non per ciò che sono stati, ma per ciò che possono diventare. E questa storia di oggi mi lascia una certezza semplice e luminosa: quando trovano adulti pronti a camminare con loro, i giovani sanno rialzarsi. Sempre. Io voglio essere uno di quegli adulti”.