Cronaca
Brutta pagina

Vandalizzati i giardini con svastiche e frasi razziste

E' accaduto a Monza in via Masaccio. Dura la condanna di Anpi e del sindaco

Vandalizzati i giardini con svastiche e frasi razziste
Cronaca Monza, 21 Settembre 2021 ore 07:38

Svastiche, scritte che inneggiano al duce e bruttissime offese razziste.
Il Parco giochi di via Masaccio-Buonarroti a Monza è stato preso d’assalto dai writers.

Svastiche e frasi razziste ai giardinetti

I vandali hanno riempito  muri, cartelli e pavimenti di giardinetti di via Masaccio di Monza di simboli nazisti e frasi oltraggiose nei confronti delle persone di colore.
Una brutta pagina monzese che un cittadino ha già segnalato al Comune chiedendo presto un intervento di ripristino.
Ma il monzese ha fatto di più: si è proposto di pulire con una tolla di vernice gratuitamente se qualcuno gli avesse fornito i materiali.

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Condanna unanime

Unanime anche sui social, dove è stato condivisa con alcune foto la situazione, la condanna. Una bruttura che - tra l’altro - arriva a pochi giorni alla pulizia di un altro angolo di Monza che era stato recentemente vandalizzato.  E’ di qualche settimana fa, infatti, la notizia che il Comune aveva provveduto a cancellare le scritte offensive sulla statua di Garibaldi sulla quale prima dell’estate qualcuno aveva vergato parole come «Infame» con la bomboletta rossa. Un episodio fermamente condannato anche da Anpi. «Purtroppo oggi dobbiamo ancora vedere questi episodi. Era un po’ che non capitava e dispiace davvero molto», ha commentato la presidente di Anpi Monza Rosella Stucchi. 

Appena ripulita la statua di Garibaldi

Ripulita la statua dei Boschetti Reali («E non senza fatica», come aveva sottolineato la consigliera Anna Martinetti che ne aveva chiesto la sistemazione), subito è comparsa un’altra area vandalizzata.
«Interverremo appena possibile, abbiamo già mandato la segnalazione agli uffici competenti, purtroppo la mamma degli imbecilli è sempre incinta - ha commentato sconsolato anche Dario Allevi - Contiamo di essere più veloci che per la statua di Garibaldi per cui ci voleva anche l’assenso della Soprintendenza».

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