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Varedese arrestato ad Alessandria per omicidio

Si tratta di Giuseppe Proietto Aiello, 46enne, cresciuto al quartiere Valera, dove ha abitato fino a pochi anni fa.

Varedese arrestato ad Alessandria per omicidio
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E’ cresciuto al quartiere Valera, dove ha abitato fino a pochi anni fa, il presunto assassino del portiere di un hotel ad Alessandria. Per l’omicidio del 69enne Alberto Faravelli, avvenuto nella notte tra domenica 8 e lunedì 9 maggio nella hall dell’albergo «Londra», i Carabinieri hanno arrestato Giuseppe Proietto Aiello, 46 anni, fino al 2018 residente in città, attualmente senza fissa dimora.

Varedese arrestato ad Alessandria per l'omicidio del portiere di un hotel

Le indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia dei Carabinieri di Alessandria, coordinate dalla Procura della Repubblica alessandrina, hanno determinato il fermo dell’uomo, disposto dal sostituto procuratore Andrea Trucano. Proietto, già noto alle Forze dell’ordine e con alle spalle problemi di tossicodipendenza, aveva lasciato anni fa Varedo dopo aver conosciuto una donna residente dalle parti di Alessandria con la quale si era fidanzato. Pochi mesi fa era tornato a Varedo, dove ancora vive la madre, ed era rimasto per qualche settimana in città, poi la decisione di rientrare in Piemonte.

In base alle ricostruzioni della Procura, nella notte tra domenica e lunedì è scattato l’allarme poco dopo la una, quando un passante ha notato un corpo riverso a terra davanti alla reception dell’hotel, in una pozza di sangue, quindi ha chiamato il 112. Sul posto si sono precipitate diverse pattuglie dei Carabinieri. I militari hanno subito bloccato il presunto responsabile e, successivamente, rinvenuto gli oggetti verosimilmente utilizzati per colpire la vittima: una statuetta etnica e un vaso. Per il 69enne, nonostante l’intervento dei soccorsi, non c’è stato più nulla da fare.

Sugli abiti che aveva indosso il 46enne, gli uomini dell’Arma hanno notato alcune macchie riconducibili a sangue, poi analizzate dalla Scientifica. Appena fermato, l’uomo ha ammesso di aver aggredito il portiere, poi ha mostrato agli investigatori dove aveva nascosto il tablet utilizzato dagli addetti dell’albergo per gestire le telecamere, probabilmente nel tentativo di occultare eventuali registrazioni dell’accaduto. Le immagini però non sono state registrate a causa di un guasto tecnico del sistema di videosorveglianza dell’hotel.

Ricostruendo i movimenti del varedese, i Carabinieri hanno accertato che era arrivato in hotel domenica 8 maggio intorno alle 18 e registrato come cliente. Il portiere invece, aveva preso servizio intorno alle 22. Poi nel cuore della notte l’efferato omicidio sulla cui dinamica e movente gli investigatori dovranno ancora fare piena luce.
Poco dopo l’arresto, il 46enne è stato accompagnato al Comando Provinciale dei Carabinieri e sottoposto ad un lungo interrogatorio alla presenza del suo avvocato. Messo di fronte ai numerosi elementi a suo carico raccolti dagli investigatori, ha confessato al magistrato e agli inquirenti di aver ucciso Faravelli ma senza fornire indicazioni sulle motivazioni dell’efferato gesto. Tuttavia, in occasione dell’udienza di convalida del fermo, svoltasi nella tarda mattinata di mercoledì davanti al Gip, Proietto Aiello si è avvalso della facoltà di non rispondere.

«Il movente non è certo, dalle dichiarazione dell’indagato sicuramente ci porremo il problema di un accertamento psichiatrico, alcune dichiarazione depongono per uno stato di non evidente lucidità. Gli accertamenti sono in corso» ha detto durante la conferenza stampa di mercoledì il procuratore della Repubblica di Alessandria, Enrico Cieri.
Nelle stesse ore si è svolto l’esame autoptico sul corpo del 69enne da parte del medico legale incaricato, al quale hanno presenziato anche i Carabinieri della sezione Investigazioni Scientifiche che avevano proceduto ai rilievi tecnici sul luogo del delitto.

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