Un braccio di ferro durato anni e che vede al centro il servizio di ritiro e custodia dei veicoli per il quale ora il Comune di Monza deve sborsare 206mila euro a favore della ditta Agliata.
Veicoli in deposito mai reclamati
A ricostruire la vicenda è stato il vicesindaco e assessore al Bilancio Egidio Longoni introducendo, in occasione della seduta del Consiglio Comunale di lunedì, la proposta di delibera legata alla variazione con riconoscimento del debito fuori bilancio, condizione ricorre nel momento in cui l’ente deve autorizzare il fondo rischi legali in capienza per sentenze passate in giudicato.
Il debito fuori bilancio
«Era, ahimè, già successo in questo Consiglio per debiti ben più consistenti, come quello legato all’appalto rifiuti rispetto alle gestioni precedenti – ha evidenziato il vicesindaco – In questo caso la variazione è relativa a una cifra pari a 206mila euro circa e riguarda un aspetto legato alla concessione ad Agliata Sas, impresa di cui il Comune come Polizia Locale si è avvalso sin dagli anni Novanta, per il recupero, il trasporto, il deposito e la custodia dei veicoli presso la loro autorimessa». Il nodo è legato a quei veicoli per cui non era stata chiesta la restituzione e che dunque erano rimasti poi in giacenza presso il deposito. Per questi mezzi mai reclamati fu disposta una demolizione esecutiva e Agliata, nel 2019, trasmise all’allora Commissario capo della Polizia Locale, la quantificazione delle spese di trasporto e custodia dei veicoli per un importo complessivo di circa 270mila euro.
Il Comune sborserà 206mila euro
«L’impresa aveva poi sollecitato la richiesta al Comune, considerando anche i numerosi aspetti problematici che erano emersi all’interno di questo tipo di contratto, come ad esempio l’individuazione delle tariffe di riferimento, la mancata valutazione dei tempi di custodia e deposito e questo ha determinato poi una serie di richieste di incontro». Nel mezzo c’era stato un accordo saltato e ora è arrivata la sentenza che impone al Comune il pagamento di 156mila euro, oltre ad altre spese, per arrivare a circa 206mila euro.