Verano Brianza

Verano, madre e figlio contagiati e abbandonati da tutti

La denuncia di Luca Russolillo che ha curato da solo la mamma di 94 anni

Verano, madre e figlio contagiati e abbandonati da tutti
Caratese, 18 Novembre 2020 ore 11:13

Verano, madre e figlio contagiati e abbandonati da tutti. Il calvario di una famiglia

La denuncia del veranese

Un vero incubo è quello vissuto da Luca Russolillo, 54 anni di Verano.   Da una parte la paura di perdere l’anziana madre positiva al Covid, da cui è stato contagiato a sua volta, dall’altra le numerose difficoltà incontrate  nella gestione dell’assistenza, a causa di una grande disorganizzazione.  Disorganizzazione che ha voluto denunciare pubblicamente, perchè qualcosa cambi.

Il racconto

Russolillo vive a Verano Brianza con la moglie, che attualmente si trova in Brasile bloccata dal Covid. La madre, Giuseppina Motta, 94 anni, vive nella stessa abitazione in un altro appartamento, non è autosufficiente ed è assistita da una badante.

Il 16 ottobre la badante manifesta mal di gola, e l’anziana che accudisce alcuni sintomi di stanchezza e malessere. “Sono riuscito privatamente ad organizzare uno screening a domicilio (tamponi molecolari) il 22 ottobre  – racconta –  Il 24 ottobre è arrivato l’ esito: mia madre positiva, così come la badante, io negativo. E’ stato l’inizio dell’incubo. Siamo stati improvvisamente abbandonati”.

Il veranese ha contattato  subito il  medico di famiglia che però – da quanto racconta – non è intervenuto  poichè ha avuto indicazioni di non visitare a domicilio, ha  proposto quindi il ricovero. “Fortunatamente un caro amico medico mi ha consigliato la terapia a domicilio, e mi  ha supportato telefonicamente giornalmente con la terapia e il controllo dell’andamento generale  dalla temperatura alla saturazione”.

All’anziana signora però serviva anche un’assistenza. ” Ho contattato l’ufficio servizi sociali del comune per avere  dei contatti: mi è stato trasmesso il numero telefonico dell’ATS e di una cooperativa, ma nulla di più. Ho dovuto sbrigarmela da solo e trovare attraverso una cooperativa di Seregno una persona che si occupasse  dell’igiene personale di mia madre.  Con la stessa cooperativa  ho organizzato il secondo tampone di controllo non avendo ricevuto ancora nessuna chiamata dall’ATS”.

Grazie all’insistenza e tenacia di Russolillo, il veranese è riuscito ad ottenere anche la sorveglianza infermieristica a partire dal 27 ottobre, ma per poco: ” l’infermiere è venuto a  visitarci  solamente un giorno, il  3 novembre, poi è  scomparso”.

Ma i problemi non sono ancora finiti per la famiglia: “Purtroppo il secondo tampone è risultato  ancora positivo sia per mia madre che per la badante e logicamente sono diventato positivo anch’io, avendo deciso consapevolmente di ammalarmi per assistere mia madre. L’ATS mi  ha contattato il 6 novembre, dopo 15 giorni dalla segnalazione del medico di famiglia, e dopo aver illustrato la situazione mi  ha proposto il tampone di controllo a Vimercate o Monza. Significava stare un’ora, un’ora e mezza  in auto con mia madre che non cammina,  che è debilitata e non è in grado di uscire di casa.  Ho  chiesto l’USCA, ma  la risposta è stata negativa e la promessa di ricevere comunque un riscontro il 9 novembre. Ma sto ancora aspettando”.

A questo punto  non gli resta  che  muoversi ancora privatamente. ” Sono riuscito a riprogrammare privatamente i tamponi di controllo l’ 11 novembre, con esito finalmente negativo. E’ stato un vero incubo. E’ assurda la burocrazia “malata” della Regione Lombardia, c’è  disorganizzazione e abbandono.  Manca il supporto logistico. Chi non ha capacità, relazioni professionali,  condizioni economiche per risolvere in autonomia tutto questo, fa davvero fatica ad affrontare e combattero questo virus”.

 

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