Verso il Convegno Unesco sabato a Monza: gli articoli degli studenti del Porta sulla Turchia. "La Turchia nell’Ue? Pensiamoci due volte"

Sabato mattina si terrà il nostro convegno con Unesco Giovani Lombardia al liceo Porta in occasione della Giornata mondiale dei diritti umani

Verso il Convegno Unesco sabato a Monza: gli articoli degli studenti del Porta sulla Turchia. "La Turchia nell’Ue? Pensiamoci due volte"
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Sabato mattina si terrà il nostro convegno con Unesco Giovani Lombardia al liceo Porta in occasione della Giornata mondiale dei diritti umani: QUI TUTTE (MA PROPRIO TUTTE) LE INFO SULL'EVENTO, CHE TRASMETTEREMO IN DIRETTA FACEBOOK

I ragazzi della scuola hanno lavorato molto, in queste settimane, per prepararsi all'appuntamento. E in particolare hanno approfondito uno dei temi che saranno al centro del dibattito: la condizione del giornalismo in Turchia, oggi, che approfondiremo in sala con l'aiuto di Marta Ottaviani, giornalista esperta di esteri e autrice del libro "Il Reis, come Erdogan ha cambiato la Turchia", che ha da poco vinto il prestigioso premio FiuggiStoria 2016.

Vi ricordiamo infatti che il tema di quest'anno della Giornata dei diritti umani è proprio il diritto all'informazione, come diritto fondamentale e inalienabile dei cittadini.

Ecco qui un articolo preparato da Mariachiara Andreoni

 

"La Turchia nell’Ue? Pensiamoci due volte"

 

15 Luglio 2016. Ero in Puglia, in vacanza con la mia famiglia godendomi l’estate. Non potevo immaginare cosa sarebbe successo quella notte e nemmeno ero a conoscenza della gravità della situazione in cui la Turchia versava nell’ultimo periodo.

Il fallito golpe del 15 Luglio ha causato circa 290 vittime e decine di migliaia di arresti tra militari, civili e magistrati, accusati di aver partecipato o solamente di non aver ostacolato la presa di potere.

E questo è stato solo l’inizio: nei giorni seguenti il governo Erdogan, oltre ai numerosissimi arresti e dimissioni tra funzionari pubblici e presunti oppositori politici, ha portato avanti proposte di legge a favore della pedofilia e del fenomeno delle spose bambine, ha fatto bloccare più di 100 siti web, diverse televisioni locali e arrestato o dimesso moltissimi giornalisti.

Tutto questo va contro la Convenzione Europea sui diritti umani, che il paese dovrebbe impegnarsi a rispettare per poter entrare nell’Unione. È una situazione inaccettabile ma inaccettabile è soprattutto il poco interesse a questi avvenimenti da parte dei media europei. La Turchia non è un paese del terzo mondo, non è neanche lontano da noi, eppure ci sono talmente tante violenze, censure e violazioni che sembra quasi di essere tornati agli anni dei totalitarismi in Europa, dei regimi che imponevano il proprio comando e impedivano ogni torma di opposizione.

Si può pensare che il golpe sia stato necessario, poiché i militari volevano contrastare le influenze islamiste di Erdogan per garantire la laicità del paese, ma ora che il loro tentativo è fallito il governo avrà ancora più potere nelle proprie mani.

Ripercussioni del golpe e della nuova politica di Erdogan infatti, sono ben evidenti non solo sul piano sociale dei diritti della popolazione ma anche in campo economico: il colpo di stato infatti ha inevitabilmente causato un crollo della lira turca, la valuta nazionale e soprattutto degli introiti da turismo.

Non riesco proprio a vedere nulla di positivo in ciò che sta succedendo, perché credo che ogni atto, seppur in buona fede, portato avanti con la violenza può portare solo ad altra violenza.

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