Verso il Convegno Unesco sabato a Monza: gli articoli degli studenti del Porta sulla Turchia. “Una Repubblica democratica?”

Sabato mattina si terrà il nostro convegno con Unesco Giovani Lombardia al liceo Porta in occasione della Giornata mondiale dei diritti umani

Verso il Convegno Unesco sabato a Monza: gli articoli degli studenti del Porta sulla Turchia. “Una Repubblica democratica?”
08 Dicembre 2016 ore 12:24

Sabato mattina si terrà il nostro convegno con Unesco Giovani Lombardia al liceo Porta in occasione della Giornata mondiale dei diritti umani: QUI TUTTE (MA PROPRIO TUTTE) LE INFO SULL’EVENTO, CHE TRASMETTEREMO IN DIRETTA FACEBOOK

I ragazzi della scuola hanno lavorato molto, in queste settimane, per prepararsi all’appuntamento. E in particolare hanno approfondito uno dei temi che saranno al centro del dibattito: la condizione del giornalismo in Turchia, oggi, che approfondiremo in sala con l’aiuto di Marta Ottaviani, giornalista esperta di esteri e autrice del libro “Il Reis, come Erdogan ha cambiato la Turchia”, che ha da poco vinto il prestigioso premio FiuggiStoria 2016.

Vi ricordiamo infatti che il tema di quest’anno della Giornata dei diritti umani è proprio il diritto all’informazione, come diritto fondamentale e inalienabile dei cittadini.

Ecco qui un articolo preparato da Longoni Alessandra, 5 CL

Una Repubblica democratica?

 

Il 10 dicembre 2016, in occasione del sessantottesimo anniversario della proclamazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, sarà celebrata la Giornata mondiale dei diritti umani. In questa circostanza il Comitato Giovani della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO ha deciso di organizzare una serie di eventi dedicati alla libertà di espressione e di stampa.

Quest’ultima è riconosciuta in Italia dall’articolo 21 della Costituzione, il quale afferma che tutti possono comunicare il proprio pensiero attraverso i diversi mezzi di diffusione senza che venga applicata alcuna forma di censura. Le uniche eccezioni riguardano le circostanze nelle quali sia implicata la pubblicazione di un contenuto contrario al buon costume.

Ciò può determinare alcuni problemi in quanto questa interpretazione comporta una componente fortemente soggettiva che dipende dalla concezione che ognuno ha della morale. Ulteriori difficoltà sono insorte in seguito alla diffusione delle reti sociali le quali hanno portato ad un quantità di informazioni tali da essere quasi impossibili da controllare. Nonostante questo aspetto, bisogna sottolineare il ruolo fondamentale che questo nuovo mezzo di diffusione ha assunto per la società, tanto da poter essere paragonato a quelli tradizionali come la stampa.

I social network hanno infatti dato la possibilità a tutti di poter esprimere la propria opinione su diverse tematiche, condividendola con qualsiasi persona del mondo che abbia accesso a questi strumenti. Per questa ragione essi possono costituire una grave minaccia per quei Paesi nei quali vigono dei governi autoritari, tra i quali si può citare un esempio contemporaneo, ossia la Turchia.

Il presidente Erdogan nel corso degli ultimi anni ha disposto diverse volte il blocco all’accesso ad alcuni siti Internet, tra i quali Facebook, Twitter e YouTube, a causa dei contenuti che erano stati pubblicati in essi. La censura non riguarda solo la Rete, ma anche la Stampa e l’ambito accademico, come dimostrato dai recenti arresti e provvedimenti nei confronti di giornalisti e professori in seguito al colpo di stato avvenuto il 15 luglio scorso.

Un’esemplificazione di come la libertà di espressione sia limitata è la presenza della legge 301 la quale considera reato denigrare pubblicamente la cultura o il governo turchi, mentre l’articolo 299 prevede per chi insulti il presidente una pena da 1 a 4 anni di prigione, la quale può essere aumentata di un terzo se ciò avviene tramite stampa.

Ciò che sorprende è che la Turchia sia riconosciuta ufficialmente come una repubblica parlamentare, anche se questa forma di governo non è in linea con la negazione dei diritti fondamentali che avviene in questo paese. Affinché uno Stato possa essere definito democratico, è infatti necessario che esso garantisca ai propri cittadini quelle libertà che devono essere proprie di ogni essere umano, in quanto conferiscono dignità e fanno sì che ognuno possa vivere la propria vita pienamente, seguendo i propri ideali ed esprimendo liberamente la propria opinione.

 

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