Lutto

Villasanta e il Parco di Monza piangono l'amato batterista

Addio a Francesco "Frank" Di Carlo: lottava da tempo contro la malattia.

Villasanta e il Parco di Monza piangono l'amato batterista
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Villasanta e il Parco di Monza piangono l'amato batterista. Addio a Francesco "Frank" Di Carlo: aveva 53 anni e da tempo lottava contro la malattia.

Conosciuto e amato da tutti

Nel corso degli anni Frank Di Carlo era diventato un volto noto per tutti i frequentatori del Parco di Monza. Impossibile non notarlo quando, nei mesi estivi, si posizionava con la sua batteria all’ombra di un grande albero, e per tutto il pomeriggio suonava sul prato appena davanti al ponte che attraversa il Lambro nel tratto villasantese. Residente a Villasanta, era diventato un vero e proprio punto di riferimento per i tanti podisti e camminatori che ogni giorno frequentano il polmone verde monzese. Accendendo il suo amplificatore, e iniziando a suonare, Frank creava un sottofondo musicale che si diffondeva per centinaia di metri, attirando decine e decine di curiosi, quasi tutti con la monetina in mano, pronti a fare un’offerta al batterista. Negli ultimi mesi aveva diradato le sue presenze, complice la malattia che lo aveva colpito e che si faceva sempre più aggressiva e alcuni problemi con la Polizia locale di Monza, che gli contestava un mancato permesso necessario per suonare all'interno del Parco.

La speranza

Lo scorso aprile una mail aveva riacceso le speranze di Frank. La salvezza, infatti, sembrava poter da una cura mirata a base di anticorpi monoclonali, che avrebbero dovuto contrastare il tumore alla tiroide che lo aveva di fatto privato della voce. Le speranze, tuttavia, si sono esaurite nella giornata di oggi, venerdì 24 giugno 2022, quando su Facebook si è diffusa la notizia della scomparsa dell'amato "batterista del Parco".

"Sono stato un cantautore fino al 2005 e diciamo che ho scoperto questa dote quasi per caso - aveva raccontato in un'intervista rilasciata al Giornale di Vimercate proprio lo scorso aprile - Purtroppo qualche anno dopo mi diagnosticarono un tumore alla gola e dovetti sottopormi ad un’operazione che mi causò la perdita la voce. Carriera da cantante finita e repentino allontanamento da quel mondo. Nel 2012 sono rinato, musicalmente parlando, grazie a colui che sarebbe poi diventato il mio maestro di batteria, Paolo Pellegatti. Grazie a lui ho ripreso a suonare e ora faccio parte di diverse band della zona. Qualche anno fa, per non starmene sempre rinchiuso in quattro mura a provare i pezzi, decisi di suonare la batteria e di allenarmi all’aria a aperta, al Parco. Ne ho modificata una per renderla trasportabile con un carrello attaccato a una bicicletta elettrica. Quando arrivava la bella stagione mi posizionavo sul pratone vicino all’entrata del Dosso. Ultimamente la salute non me lo permette più ma spero di ritornare in forma per tornare a suonare. Mi manca il contatto con la gente. Ho voluto raccontare questa odissea, compresa la speranza della nuova terapia, per lanciare un messaggio di speranza a tutti coloro che si trovano ogni giorno al lottare contro la “bestia”, contro il tumore che ti porta via energie fisiche e mentali. Non bisogna mai arrendersi, mai mollare. La malattia non avrà il sopravvento sulla mia grande passione".

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