10 e 11 ottobre

Dalla Cappella espiatoria alle Ville Mirabello e Mirabellino, ecco le meraviglie delle Giornate Fai d’Autunno

«Cinque pregevoli realtà - dichiara Elena Colombo, capo delegazione - con cinque storie diverse, tutte da scoprire». A Monza, Seregno e Giussano

Dalla Cappella espiatoria alle Ville Mirabello e Mirabellino, ecco le meraviglie delle Giornate Fai d’Autunno
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Tornano, sabato 10 e domenica 11, le Giornate d’autunno del Fai (Fondo per l’ambiente italiano), una preziosa occasione per visitare monumenti e ambienti anche di recente recupero, non sempre visitabili con facilità. In questa quinta edizione saranno proposti al pubblico dalla Delegazione e dal Gruppo Fai Giovani di Monza la Cappella espiatoria, le Ville Mirabello e Mirabellino, nel Parco, con il Belvedere dei Liriodendri recuperato, il quartiere Cederna con la chiesa di San Francesco, il teatro appena riaperto al pubblico e la memoria viva del cotonificio e del villaggio operaio. A Seregno il monastero di San Benedetto con la sua preziosa biblioteca e l’abbazia. A Giussano le vetrate di Aligi Sassu nella sala consiliare del Comune.

Le Giornate d’autunno sono uno dei grandi eventi nazionali dedicati dal Fai alla scoperta del patrimonio italiano. L’apertura di beni culturali e naturalistici si conferma uno strumento di sensibilizzazione sui temi dell’educazione, della passione civica e della sostenibilità. La manifestazione è inoltre un importante momento di raccolta fondi per sostenere la missione e le attività del Fai. A Monza, Seregno e Giussano saranno 120 i volontari impegnati nell’accoglienza del pubblico e come narratori delle visite culturali. In due luoghi, i volontari Fai saranno affiancati da sessanta studenti che avranno il ruolo di apprendisti ciceroni e che condivideranno con i visitatori un’importante esperienza di cittadinanza attiva.

«Cinque pregevoli realtà – dichiara Elena Colombo, capo delegazione Fai Monza -, con cinque storie diverse: un monumento eretto a memoria di un regicidio, due ville di delizia e un Belvedere recuperato, un quartiere nato come un villaggio operaio, un’abbazia ottocentesca la cui biblioteca conserva antichi e preziosi documenti e volumi, un ciclo di vetrate artistiche contemporanee. Insieme raccontano come si è formato il volto di questo nostro territorio, il suo patrimonio culturale e artistico, il suo paesaggio urbano e naturale».

Nel dettaglio, la Cappella espiatoria (apprendisti ciceroni gli studenti del Collegio Bianconi) sarà visitabile sabato dalle 10 alle 19 (ultimo ingresso alle 18) e domenica dalle 10 alle 14 (ultimo ingresso ore 13). Realizzata tra il 1901 e il 1910, recentemente restaurata, è il memoriale voluto dalla vedova, Margherita di Savoia, e dal figlio, Vittorio Emanuele III, per ricordare l’assassinio di Umberto I, avvenuto qui il 29 luglio 1900. Alla sua realizzazione operarono i migliori artisti, artigiani, mosaicisti, scultori, orafi italiani e 300 eccellenti operai. Per la grande ricchezza e varietà dei materiali pregiati usati rappresenta il meglio della tradizione artistica italiana del suo tempo.

Le Ville Mirabello e Mirabellino (apprendisti ciceroni gli studenti dell’Istituto Bassi di Seregno) saranno visitabili sabato dalle 12 alle 18 (ultimo ingresso alle 17) e domenica dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso ore 17). Magnifico esempio di ville di delizia, furono volute tra Sei e Settecento da esponenti della famiglia Durini, feudatari di Monza dalla metà del Seicento. Grazie alla capillare raccolta firme promossa anche dai volontari, Villa Mirabellino si è classificata nel 2022 al decimo posto del censimento nazionale “I Luoghi del cuore” del Fai con 17.993 voti. Nel giardino della villa si potrà apprezzare il lavoro di recupero del Belvedere, reso possibile anche grazie al Fai: il Belvedere sarà inaugurato sabato 10 ottobre alle 10, proprio durante le Giornate d’autunno.

Il quartiere Cederna nacque attorno al cotonificio per poi espandersi con i servizi connessi all’azienda (villaggio operaio, chiesa e teatrino). Visite sabato dalle 10 alle 17 (ultimo ingresso ore 16), domenica dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso ore 17). Fino al 1904, l’anno di apertura del cotonificio Antonio Cederna, l’odierno popoloso quartiere era campagna. Con la crescita della fabbrica e delle maestranze, a partire dagli anni Venti l’azienda fece costruire attorno alla fabbrica un numero crescente di case per operai e impiegati. Nacque così Cedernopoli, un villaggio operaio a tutti gli effetti grazie alla presenza delle Istituzioni Cederna, attorno alle quali ruotava un sistema di servizi che copriva l’intera vita del lavoratore. Lo stesso edificio ospitava la chiesa di San Francesco, pregevole opera della “Scuola superiore d’arte cristiana Beato Angelico” fondata a Milano nel 1921, e un teatro recentemente restaurato e riaperto al pubblico. Ad arricchire la visita saranno le fotografie dell’Archivio fotografico Alfredo Villa, una fonte importantissima per la storia del quartiere e un modo coinvolgente per rivedere i visi dei bambini, degli uomini e delle donne che hanno popolato gli edifici e le strade di Cedernopoli.

A Seregno sarà invece possibile visitare il monastero di San Benedetto, la sua biblioteca e la sua abbazia. Visite sabato e domenica dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso ore 17). Una comunità olivetana in Brianza da oltre un secolo. La sua storia inizia nel 1886 quando i primi monaci acquistarono il terreno per la costruzione del monastero, mentre è nel 1892 la posa della prima pietra della chiesa abbaziale di San Benedetto. Sarà possibile apprendere come viene declinata oggi la regola dell’Ordine di San Benedetto che si riassume nel motto “ora, labora et lege” e, oltre al monastero, si visiteranno l’abbazia, la cripta, gli spazi di vita e lavoro dei monaci e la biblioteca, il cui fiore all’occhiello è una raccolta di “cinquecentine”, preziosi volumi del XVI e XVII secolo.

A Giussano, infine, visite alle vetrate artistiche opera di Aligi Sassu in aula consiliare: sabato e domenica dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso ore 17). La storia dell’uomo attraverso la luce, il colore e la visione universale di Aligi Sassu. Nella sala consiliare del Comune, quattro grandi vetrate in dalles de verre (41 metri di sviluppo complessivo per 2,15 metri di altezza) furono commissionate a Sassu dall’amministrazione per celebrare episodi e protagonisti della storia locale e dell’umanità, dai primordi alla conquista dello spazio. I lavori iniziarono nel 1990 e l’opera fu inaugurata nel 1994. Sassu realizzò i bozzetti; a dare loro corpo fu la bottega di Tito Toneguzzo, maestro vetraio di Monza. Le figure, i simboli e le vicende rappresentate costruiscono una narrazione che attraversa il tempo e mette in dialogo la dimensione locale con quella universale, impreziosendo un luogo istituzionale nel quale l’arte diventa spazio di conoscenza oltre che di incontro e di esercizio della democrazia.

Modalità di partecipazione, orari ed elenco luoghi su www.giornatefai.it. A ogni visita sarà possibile sostenere la missione e le attività della Fondazione con una donazione.