Evento

Femina: sul palco il riscatto di dieci donne

Lo spettacolo teatrale nato nell’accademia di Lissone andrà in scena il 7 febbraio nel Teatrino di Corte della Villa Reale

Femina: sul palco il riscatto di dieci donne

Dieci donne forti, ribelli, spezzate, illuminate; lontane nel tempo ma costrette a fare continuamente i conti con la prevaricazione nonostante gli anni passino, i mezzi a disposizione aumentino, gli studi arricchiscano la mente.
Le protagoniste di «Femina. Ritratti di donne» dicono che andare a vedere il loro spettacolo teatrale sia un «dovere morale e civile»: c’è da fidarsi perché è frutto della collaborazione tra professionisti di spessore. La penna è di Laura Nicotra, al timone dell’accademia di danza e musical «Events Theatrica» di via Caravaggio a Lissone, i costumi e le scenografie di Katia Spartano e Alessandro Riccio, le coreografie di Benedetta Brambilla. «Anche se poi ogni ballerina, attrice e cantante che calcherà il palco ha contribuito, mettendo un pezzo di sè», ha tenuto a sottolineare la coreografa. Partecipazione speciale quella della Compagnia Corpi Folli, una realtà inclusiva che unisce performer normodotati e ragazzi con disabilità.

Un palco speciale

«Femina» andrà in scena sabato 7 febbraio in una location splendida e insieme complessa: il Teatrino di Corte della Villa Reale di Monza. Due gli spettacoli: il primo alle 19, il secondo alle 21,30, intervallati da un aperitivo a cura di «Corpi Folli» (biglietti su www.ticket.it). L’obiettivo è poi quello di portarlo nelle scuole secondarie di primo e secondo grado.
Lo spettacolo si articola in dieci scene che si passano il testimone; al centro altrettante donne «con qualcosa da dire». C’è una delle sei sventurate mogli di Enrico VIII – la scintilla che ha acceso in Laura Nicotra l’idea di scrivere la sceneggiatura -, regina dimenticata e sposa sottomessa che riesce a riprendere le redini della sua vita; c’è Frida Kahlo, celebre pittrice capace di trasformare il dolore in espressione artistica; c’è Artemisia Gentileschi, altro mito dell’arte, che nel Seicento sfidò il mondo che non voleva donne artiste; c’è Alda Merini che scriveva per restare viva. Ci sono poi Uxor, la casalinga stanca che tra piatti, figli e lavatrici perde il nome ma non il cuore; Muriel, donna con disabilità che danzando trasforma la sua fragilità in potenza; Anna, simbolo delle donne che tradiscono e che sono tradite «specchi l’una dell’altra», Aurelia Josz, pioniera dell’emancipazione femminile e fondatrice della Scuola Agraria del Parco di Monza. Infine Domina, donna matura con ancora «più sogni che rughe» e Serena, violata nella sua innocenza. Personaggio quest’ultimo non previsto originariamente ma sentito come un’esigenza nel corso delle audizioni per il cast dello spettacolo.

Il cast

Cast che vede volti giovani, anche giovanissimi, che non si sono tirati indietro davanti alla sfida impegnativa di calarsi nei panni di personaggi dal trascorso faticoso: Khrystianna Stino, Lucia Lisperguer, Arianna Monguzzi, Fabrizia Parisio, Micaela Elisetti, Muriel Baù, Arianna Monguzzi, Serena Maconi, Arianna Sara Caliri, Serena Scardovelli, Giulia Mesi, Camilla Carena, Giulia Andreoni, Elena Crucitti. E infine i due uomini, Gabriele Sannicandro e Andrea Riva.
«Tutti ci stiamo mettendo l’anima – hanno garantito – “Femina” parla delle prevaricazioni che le donne hanno subito e subiscono ancora: parliamone oggi affinché non se ne dovrà parlare più in futuro».