Il capolavoro di Ettore Scola arriva al Teatro Manzoni

"Una giornata particolare", capolavoro cinematografico di Ettore Scola, compie 40 anni. Il Manzoni gli dedica uno spettacolo con due grandi attori.

Il capolavoro di Ettore Scola arriva al Teatro Manzoni
Monza, 11 Dicembre 2017 ore 10:22

“Una giornata particolare” di Ettore Scola, interpretato da Sophia Loren e Marcello Mastroianni, compie 40 anni. E il Teatro Manzoni di Monza omaggia questo capolavoro cinematografico con uno spettacolo interpretato magistralmente da due grandi attori: Giulio Scarpati e Valeria Solarino.

“Una giornata particolare”: il capolavoro di Scola al Teatro Manzoni

A mettere in scena il capolavoro cinematografico “Una giornata particolare”, presentato per la prima volta al Festival di Cannes nel 1977, saranno due attori di primo piano del panorama nazionale: Giulio Scarpati, già David di Donatello e volto noto della tv nella serie “Un medico in famiglia” e Valeria Solarino, famosa attrice italiana e già interprete teatrale per Vacis e Baricco.

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Dal 14 al 17 dicembre

Dal 14 al 17 dicembre, sotto la direzione artistica di Paola Pedrazzini, va dunque in scena la grande prosa. Lo spettacolo racconta l’incontro tra due solitudini disperate, discriminate per motivi diversi. La data è il 6 maggio del 1938, giorno della visita di Hitler a Roma.
Gabriele, interpretato da Giulio Scarpati, ex annunciatore dell’EIAR che sta preparando la valigia in attesa di andare fuggire perché omosessuale. Antonietta, interpretata da Valeria Solarino, serva di marito e figli. Ignorante e sottomessa lei, colto e raffinato lui, apparentemente diversissimi. Si incontrano e si “riconoscono”.

Il racconto in breve

“Abbiamo deciso di mettere in scena “Una giornata particolare”, superando timori e scrupoli verso il capolavoro cinematografico originale, perché a ben guardarla la sceneggiatura di Scola e Maccari nasconde una commedia perfetta” – spiega Paola Pedrazzini. “Un ambiente chiuso, due grandi protagonisti, due storie umane che si incontrano in uno spazio comune in cui sono “obbligati” a restare. Fuori il mondo, di cui arriva l’eco dalla radio. Un grande evento che fa da sfondo a due piccole storie personali, in una giornata che sarà particolare per tutti: per Gabriele, per Antonietta, per la sua famiglia che si reca alla parata, per gli italiani che festeggiano l’incontro tra Mussolini e Hitler, senza sapere quanto fatale sarà per i destini del Paese”.

Due personaggi che, grazie al loro incontro, cambiano

“Unità di tempo, unità di luogo” – prosegue la Predazzini. “E due personaggi che, grazie al loro incontro, cambiano, scoprono una parte nuova di sé stessi, modificano il loro sguardo sulla realtà che li circonda. Antonietta, asservita ai figli e al marito, grazie a Gabriele mette in discussione le sue certezze sul regime, inizia a dubitare sulle verità propagandate dal fascismo, acquista maggiore rispetto di sé stessa, assapora un modo diverso di stare con un uomo. Gabriele, omosessuale licenziato dalla radio e costretto tutta la vita a fingere e a nascondersi, con Antonietta finalmente si sente libero, per la prima volta si sente accettato, apprezzato e amato per quello che è”.

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