Novecento

In mostra il capolavoro di Bucci a lungo ritenuto scomparso

L'opera La scuola della Bigia, omaggio dell'artista a sua sorella, è esposta ai Musei Civici

In mostra il capolavoro di Bucci a lungo ritenuto scomparso

Per decenni se ne erano perse le tracce. I cataloghi d’arte stessi lo davano per disperso. Poi, il ritrovamento in un sottoscala e il restauro (a cura del Comune di Bresso, a cui appartiene).

In mostra il capolavoro di Bucci

Ora “La scuola della Bigia”, capolavoro dell’artista Anselmo Bucci è in prestito a Monza, ai Musei Civici, nel contesto della mostra Anselmo Bucci. Monza e il Novecento (a cura di Alberto Crespi) esposto accanto alle altre opere del celebre artista, tra i principali esponenti del Novecento italiano e che con Monza sviluppò un forte legame.

Un omaggio alla sorella insegnante

Sarà possibile ammirare l’opera ai Musei Civici, fino al 15 marzo, quando, come ha spiegato la conservatrice Milena Pannitteri, verrà esposta al Mart, il Museo d’arte contemporanea di Rovereto. L’opera costituisce un omaggio affettuoso alla sorella dell’artista, Emilia soprannominata “La Bigia”, di professione insegnante presso la scuola elementare di Bresso. Dopo la morte dell’autore, avvenuta nel 1955, il dipinto fu acquistato grazie a una sottoscrizione pubblica e successivamente donato alla città di Bresso nel 1962. Poi, l’oblio. Fino al ritrovamento e al restauro nella sua cornice originale.

Il dialogo con le opere in mostra

Il prestito consente di arricchire il percorso espositivo della mostra in corso ai Musei Civici e si colloca in dialogo con alcuni dei dipinti già esposti nel contesto dell’esposizione: in primo luogo il Ritratto della Bigia (1933), che raffigura la sorella dell’autore e, soprattutto, il dipinto preparatorio Studio per “La Scuola” (1922-1924) che costituisce una fase preliminare nella realizzazione del dipinto custodito dal Comune di Bresso e rappresenta un’importante testimonianza del processo creativo dell’artista.

Un’opera Novecentista

“Ci troviamo di fronte alla rappresentazione di una classe di una scuola di Bresso in cui insegnava la sorella Emilia – ha spiegato il curatore Crespi evidenziando come l’opera in questione sia stata posizionata proprio accanto a un suo ritratto del 1933 – L’opera è novecentista e di una rigorosa strutturazione geometrica, ma anche di un grande affetto. Bucci era molto legato alla sorella e si è recato nella classe di Bresso nel 1922, compone un disegno e da lì realizza questo grande quadro che esporrà alla Biennale di Venezia del 1924 e al Salon des Indépendants a Parigi nel 1931. Il quadro è rimasto nascosto per tanti anni, fino a che il Comune di Bresso non lo ha finalmente ritrovato e restaurato e questa è la prima occasione di esposizione museale di questo dipinto”. Un’opera, ha concluso il curatore, che rientra a pieno titolo nella corrente Novecento: “Del resto Bucci è l’artista che dà il nome al movimento di Margherita Sarfatti”.

Arte e scuola

Particolarmente lieto del prestito, il sindaco di Monza Paolo Pilotto: “Stiamo celebrando i settant’anni dalla morte di Anselmo Bucci, nativo di un’altra regione, ma che ha vissuto a lungo nella nostra città, oltre che a Parigi. All’interno di questa celebrazione che per noi significa tenere per quattro mesi aperta nei Musei Civici una grande esposizione della sua opera, oggi si aggiunge un elemento interessante, grazie a un prestito che ci ha concesso il Comune di Bresso, la rappresentazione della vita quotidiana della scuola in cui insegnava la sorella di Bucci e che è una rappresentazione artistica di un passato da cui veniamo tutti quanti, a partire dalla centralità della scuola che consente a noi tutti di raggiungere una migliore conoscenza di noi stessi e del mondo”.

“Uno spaccato di come eravamo”

L’assessora alla  Cultura Arianna Bettin ha evidenziato come, l’arrivo a Monza de “La scuola della Bigia” sia un “ultimo tassello di una mostra che sta riscuotendo grandissimo interesse e che celebra la figura di Anselmo Bucci a 70 anni dalla sua scomparsa. Quest’opera, in particolare, viene esposta grazie a un lavoro importantissimo di collaborazione tra comuni e istituti museali. Un museo non deve mai essere uno spazio statico, deve essere vivace e dinamico, un luogo in cui le opere entrano, vengono ospitate, oppure vengono passate in prestito. In questo momento abbiamo sette opere di Mosè Bianchi che verranno date in prestito al Must di Vimercate. Questo rappresenta un territorio che riesce a collaborare insieme nonostante si tratti di enti diversi con poli espositivi differenti”. Conclude l’assessora: “Ci fa molto piacere ospitare questa bellissima opera che racconta l’intimità dell’artista, i suoi affetti e anche uno spaccato della realtà degli anni Venti del Novecento che ci racconta come eravamo, ma anche un po’ di come siamo ora”.

Le informazioni

L’opera Anselmo Bucci. La Scuola della Bigia è visitabile ai Musei Civici di Monza fino al 15 marzo 2026, mentre la mostra Anselmo Bucci. Monza e il Novecento continuerà fino al 6 aprile. Orari: mercoledì 10-13 | 15-18, giovedì 15-18, venerdì, sabato e domenica 10-13 | 15-18. La mostra è interamente accessibile a persone con disabilità motorie; sono disponibili per persone cieche audiodescrizioni di alcune opere in mostra e schede facilitate per persone con disabilità intellettive.