Ricordo

La sala operatoria dedicata al dottor Sarcina

La Poliambulanza di Brescia rende omaggio al chirurgo di Vergo Zoccorino

La sala operatoria dedicata al dottor Sarcina
Caratese, 01 Novembre 2020 ore 09:04

La Fondazione Poliambulanza di Brescia è stata una seconda casa per il dottor Antonio Sarcina. E lì, da venerdì scorso, il suo nome è inciso sulla parete della sala operatoria che l’istituto ospedaliero ha voluto dedicare al primario di Chirurgia Vascolare scomparso nel febbraio del 2016, a 62 anni.

Omaggio al dottor Sarcina

E’ stata una cerimonia sentita quella di intitolazione della sala riservata alla chirurgia vascolare, alla presenza del professor Mario Taccolini, presidente di Fondazione Poliambulanza, e del direttore generale, il dottor Alessandro Triboldi. C’erano anche tanti medici «e soprattutto amici», come tengono a sottolineare i membri della bella famiglia del dottor Sarcina. Tre di loro hanno partecipato al taglio del nastro: la moglie Cristiana Gavio, i figli Eleonora e Carlo.
Loro, insieme agli altri due fratelli – Ilaria e Giacomo – e a diversi amici lo scorso anno avevano fondato l’associazione «Cura e Vita. Associazione Antonio Sarcina». Un nome che racchiude i cardini attorno ai quali è girata l’esistenza umana e la professione del chirurgo, originario di Milano e per oltre trent’anni residente a Vergo Zoccorino di Besana in Brianza, dove ha sede il sodalizio.

L’associazione non si ferma

Anche se l’emergenza sanitaria sta mettendo diversi paletti, rendendo difficoltoso il proseguo della sua importante attività, «Cura e Vita» non ha alcuna intenzione di mollare. Tutt’altro, nel segno della cura concepita come presa in carico del paziente in tutti i suoi aspetti, clinici e umani, e dell’attenzione al personale infermieristico che hanno fatto di Sarcina un grande medico. Continua così «la sinergia con Poliambulanza e l’Università Cattolica del Sacro Cuore campus di Brescia: il giorno 11 novembre si terrà la seconda edizione del Premio “In memoria del dottor Antonio Sarcina”, dove verrà consegnato all’infermiere/a neolaureato che si è distinto per meriti di studio e del lavoro di tesi, un assegno-borsa di studio», ha spiegato la figlia Eleonora.
«Come potrete immaginare è molto difficile organizzare eventi in presenza, come la cena tenutasi l’anno scorso. Le attività dell’associazione riprenderanno quindi soprattutto online, a breve verrà definito il calendario degli eventi».
Tra questi ci saranno le presentazioni del libro dedicato al primario della Poliambulanza «che racconta la sua vita professionale e umana, con tante testimonianze e ricordi di amici e colleghi».

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