Migranti, una mostra a Seveso racconta il loro travaglio

Un allestimento narra le esperienze di chi lascia la propria casa per una terra lontana

Migranti, una mostra a Seveso racconta il loro travaglio
28 Aprile 2017 ore 10:21

Una mostra per conoscere meglio la condizione dei migranti e comprenderla. Dal 6 al 21 maggio al Centro Pastorale Ambrosiano di Seveso sarà possibile visitare la mostra presentata al Meeting di Rimini. Un percorso di immedesimazione per scoprire che l’altro è un bene. Il titolo è “Migranti. La sfida dell’incontro”. E’ stata organizzata decanato di Seregno-Seveso, Centro Ambrosiano e Comunità Pastorale San Pietro da Verona.

L’inaugurazione

L’inaugurazione avverrà domenica 7 maggio alle 11.30 e interverranno monsignor Pierantonio Tremolada, Vicario Episcopale per l’Evangelizzazione; don Alberto Lolli, rettore del Santuario di san Pietro Martire e don Flavio Riva, responsabile Decanato Seregno-Seveso.

Un tema attuale e importante

Il problema dei migranti è sulla bocca di tutti. Fa discutere, e divide. I politici ne fanno buon uso pensando alle elezioni, l’opinione pubblica oscilla tra la paura dell’invasione e la disponibilità all’accoglienza. I media un po’ raccontano è un po’ strumentalizzano in varie direzioni.

Un percorso di immedesimazione

La mostra del Meeting propone un percorso di immedesimazione nelle vicende umane di coloro che lasciano la loro terra in cerca di un futuro migliore. E racconta come il rapporto con queste persone interpella ciascuno di noi, nella consapevolezza che l’incontro è la dimensione fondamentale di ogni esistenza umana. La mostra lancia una provocazione: proviamo ad affrontare l’argomento non anzitutto come un “problema”, ma guardando negli occhi gli uomini e le donne che emigrano. Proviamo a chiederci chi è quell’”altro” che bussa alle porte delle nostre società, da quali terre arriva, perché ha deciso di lasciarle per venire dalle nostre parti.

Le parole di Papa Francesco d’ispirazione

Proviamo a misurarci con le parole pronunciate da Papa Francesco in occasione dell’ennesimo naufragio nelle acque del Mediterraneo con centinaia di morti. “Sono uomini e donne come noi- dice – fratelli nostri che cercano una vita migliore, affamati, perseguitati, feriti, sfruttati, vittime di guerre; cercano una vita migliore. Cercavano la felicità…”.

La situazione italiana conclude il giro della mostra

In particolare, la sezione finale presenta la situazione italiana, dove vivono 5 milioni di stranieri di 198 nazionalità, con approfondimenti su alcuni aspetti. Il sistema di accoglienza messo in campo dallo Stato, i percorsi di accompagnamento offerti da molte realtà del mondo cattolico raccogliendo l’appello lanciato da Papa Francesco, il lavoro, la scuola, le appartenenze religiose, l’acquisizione della cittadinanza italiana come indicatore di una crescente integrazione.

Tre storie emblematiche raccontate in video

In un video parlano i protagonisti di tre storie emblematiche. Una famiglia di profughi siriani che dopo la sua visita nell’isola greca di Lesbo il Papa ha portato con sé in Italia, un rifugiato afghano divenuto mediatore linguistico, un giovane della Repubblica democratica del Congo che ha dato vita a un coro multietnico che valorizza le diverse tradizioni musicali e culturali. Tre esempi che testimoniano quanto la dinamica dell’incontro sia essenziale per favorire una ripartenza umana e una convivenza tra persone che appartengono a differenti mondi.

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