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Monza vuole omaggiare Puccini con l’opera in Autodromo

È nato un comitato per le celebrazioni in occasione dei 100 anni dalla morte del compositore

Monza vuole omaggiare Puccini con l’opera in Autodromo
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Un evento epico, con l’originalità di essere il primo al mondo e di raccontare un legame forse sconosciuto tra Giacomo Puccini e il nostro Autodromo.

Un evento per Puccini in Autodromo

Lo storico Ettore Radice, fondatore in città del Comitato per le celebrazioni del centenario di Puccini vorrebbe fare il miracolo, ma la strada è tutta in salita.

Lo svela con l’emozione di chi sa di aver avuto una bellissima idea: «Dopo il Gran Premio a settembre ci piacerebbe portato l’opera al circuito, sarebbe la prima volta al mondo e Aci ci ha già dato la disponibilità, ma servono i fondi del Comitato nazionale e dobbiamo convincerli a sposare questa proposta».

Tra l’altro fu proprio Puccini con Filippo Tommaso Marinetti tra il 1920 e 21 a chiedere all’allora Ministro dei Lavori pubblici Giuseppe Micheli di creare un autodromo anche in Italia e poi la scelta andò su Monza. Puccini però non riuscì mai a vederlo. Spiega ancora Radice: «In una lettera conservata al Museo casa di Torre del lago racconta al figlio che avrebbe voluto andare a vedere la corsa ma che si stava arrabattando per concludere la Turandot. E infatti poi non ci andrà, si ammalerà e morirà nel 1924».

Il legame di Puccini con Monza

Da qui l’idea di Radice come fosse un estremo omaggio al genio di un compositore che con Monza ebbe per molti aspetti un legame fortissimo.

«Portiamo la Turandot in Autodromo nel centenario della morte. Alcuni parlamentari brianzoli ci stanno appoggiando, Massimiliano Romeo della Lega ha avanzato la proposta ad Alberto Veronesi che presiede il comitato nazionale per le celebrazioni, ma al momento questi ha dissentito perché teme per l’acustica, ma anche all'Arena di Verona i cantanti vengono microfonati. Capisco che un’opera alla Scala sia un’altra cosa, ma sarebbe un primato mondiale. Si potrebbe montare un palco sulla pista e gli spettatori potrebbero stare sulle tribune».

Radice non si è arreso davanti al no. «Nel 2008 facemmo una mostra sul legame tra Puccini e i motori ed ebbe molto successo- ha continuato Radice - Nel 2022 ho parlato con l’assessora Arianna Bettin perché Monza partecipasse al Comitato per le celebrazioni pucciniane e non ha fatto nulla, ma noi andiamo per la nostra strada».

L'appello di Radice

Da qui l’appello di Radice ai parlamentari brianzoli e ai consiglieri regionali perché se Monza diventasse città pucciniana, ci sarebbe un riscontro sul turismo lirico con visitatori anche da Germania, Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud (che sono le nazioni di maggiori provenienza per la Scala di Milano). «A Monza potrebbero vedere la casa dove ha vissuto - conclude Radice - Ovviamente a quel punto non basterebbe più solo la targa che fu apposta in corso Milano, ma si può organizzare qualcosa per inserirsi nel turismo lirico».

Il comitato ha già molte altre idee e oltre a Radice ci sono Antonetta Carrabs (La Casa della Poesia e Parco letterario Regina Margherita); Tiziana Achilli (Amici dei musei); Tiziana Gori (Amici della musica) Gianna Parri (Premio letterario Brianza); Maria Zanni e Silvana Zanetta ( talia Nostra); Carlo Cappuccio (Monza Regale); Marco Gianfala (Corale Monzese); Elena De Giacomi (Pro Monza); Valeriana Maspero e Francesco De Giacomi (Università Popolare di Monza Upm).

«Vogliamo fare letture sceniche, laboratori per bambini, concerti, spettacoli teatrali, si inizia 2 maggio al Binario 7, mentre a giugno in via Bergamo porteremo l’Opera in strada: ci saranno diverse isole con un tastierista e due cantanti (soprano e tenore vestiti con abiti dell’opera) e in ognuna ci sarà un’opera con le arie più famose, Manon Lescot, Madama Butterfly e molte altre. Ci saranno poi volantini per far conoscere e far appassionare all’opera i ventenni-trentenni».

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