Cultura
Coop Lombardia

Un monumento per celebrare tre donne milanesi del 900

Un albero simbolico per ricordare le figure di Alda Merini, Inge Feltrinelli, e Onorina Brambilla

Cultura 10 Giugno 2022 ore 09:47

La riqualificazione della piazza antistante il Centro Piazza Lodi, lungo viale Umbria, ha restituito, nel cuore di questa zona di Milano, un luogo nuovo, rinnovato. Coop Lombardia, artefice del rinnovamento della piazza, ha voluto completare l’intervento con una dedica a tre donne milanesi che hanno offerto, in ambiti diversi, significativi contributi non solo alla Città, ma alla cultura italiana. La cerimonia di inaugurazione si è svolta giovedì 9 giugno 2022 nel piazzale antistante l’Ipercoop di viale Umbria. Erano presenti, oltre al presidente di Coop Lombardia Daniele Ferrè, il presidente di ANPI Milano Roberto Cenati, la presidente di associazione Alda Merini Marina Bignotti, Carlo Feltrinelli, Tiziana Pesce, la delegata alle pari opportunità del Comune di Milano Elena Lattuada e l’autore dell’opera Nicola Marinello

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L’albero delle donne milanesi del Novecento

L’idea è quella di un albero simbolico, resistente, moderno, slanciato, con fronde ricche che si piegano al vento, ma che resistono. La scultura è un omaggio alla memoria di tre grandi donne che hanno vissuto e operato a Milano. La poetessa delle terre promesse Alda Merini, la fotografa tedesca Inge Feltrinelli, divenuta qui editrice, e la partigiana Onorina Brambilla. Così il presidente Ferrè ha motivato la scelta dell’opera:

“Quello che abbiamo scelto di creare non è e non vuole essere un monumento funebre. Anzi, tutto il contrario. Con quest'opera dell'architetto Marinello, abbiamo voluto rappresentare la forza di tre donne importanti per la città di Milano. Sia per quello che hanno lasciato alla società, ma anche e soprattutto per quello che hanno dimostrato. Forza, tenacia, resistenza, capacità imprenditoriali, e attenzione per gli ultimi. Tutti valori che noi di Coop condividiamo e ci impegniamo a trasmettere con le nostre azioni”

Un solo tronco d’albero, con la chioma cinta da un cerchio (che, come è noto, simboleggia il femminile) a rappresentare tre donne diverse, accomunate dalla loro appartenenza a una storia in divenire. Da qui, l’idea di tre grandi foglie, dissimili per forma - ma non per essenza - che si protendono in direzioni diverse dentro l’immagine complessiva dell’albero. Un albero che riprende la figura di donna. L’idea della modernità è resa dal colore, una figura monocromatica rossa. Il contrasto tra la staticità della base e l’accentuato dinamismo della struttura sovrastante sta a significare la permanenza del ricordo e l’imminenza del futuro. Le tre foglie color oro sono il segno del valore delle tre donne milanesi e dell’eredità che hanno lasciato alle nuove generazioni.

La scultura dedicata alle donne milanesi del 900

Le tre donne celebrate

Le donne milanesi celebrate da questo monumento hanno fatto, ciascuna a suo modo, la storia della resistenza. Storie di cui questo monumento vuole essere un costante ricordo.

Alda Merini donna dalla singolare vicenda artistica e umana, è stata una straordinaria scrittrice, che amava definirsi “la poeta”. Di lei si è detto che abbia scritto “le più belle poesie con la mente aguzzata dal mistero”. Tra i temi prediletti dalla “poeta dei Navigli” – visse a lungo nella zona di Porta Genova - vanno senz’altro ricordati la ricerca di un Dio umano, l’amore carnale e totale, lo straniamento e il dono di sé. Fra le sue opere si ricordano La Terra Santa (1984), La pazza della porta accanto (1995) e Superba è la notte (2000).

Inge Schönttal Feltrinelli è stata una fotografa e reporter tedesca naturalizzata italiana. Capace di immortalare in famosi scatti personalità del mondo del cinema, della letteratura e della politica: Greta Garbo, Hemingway, Picasso, Kennedy. Giunta una sessantina d’anni fa in una Milano ben diversa da quella attuale, al fianco del marito Giangiacomo Feltrinelli, è riuscita a imprimere, grazie al suo carattere deciso, alla sua curiosità intellettuale e alle sue prestigiose frequentazioni, un’impronta particolare all’attività della Casa editrice divenuta, dunque, un importante punto di riferimento per gli intellettuali di mezzo mondo. Dopo la tragica morte del marito, nel marzo 1972, supportata dal comitato di redazione, è stata lei a proseguire la politica editoriale della Feltrinelli e a salvare la casa editrice, consegnata poi al figlio Carlo.

Onorina Brambilla detta “Nori” dagli amici, è stata una partigiana e sindacalista che si è strenuamente battuta contro il nazismo. Dopo essere scampata al campo di concentramento di Bolzano-Gries nel quale era stata rinchiusa (venne liberata il 29 Aprile 1945) non ha mai smesso di tenere viva la memoria della Resistenza.vHa partecipato a convegni, laboratori e lezioni nelle scuole, e di battersi contro alcune derive del revisionismo e di certe sue pericolose falsificazioni. Insieme al marito Giovanni Pesce, è stata protagonista di un film documentario, intitolato Senza tregua (2003), presentato alla sessantesima edizione della Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

L’opera di riqualificazione

Lo scopo progettuale è stato quello di valorizzare un’ampia area entro un tessuto urbano consolidato. Dal punto di vista formale, si è reso riconoscibile l’intervento tramite la realizzazione di un’ampia tettoia che, oltre alla mera funzionalità pratica di riparo dalle intemperie e di ombreggiamento, sapesse dare una connotazione riconoscibile all’intervento, donando così una qualità urbana all’intera area. Tale copertura metallica è sorretta da soli due pilastri che si separano in cima all’innesto con la pensilina. Il restyling dell’ingresso consiste: nella creazione un nuovo “androne aperto", parzialmente schermato con vetrate per la zona di accesso all’edificio esistente ampliando lo spazio di competenza della porzione di ingresso al piano terra; e nella ridefinizione della sagoma della “veranda” soprastante l’androne al piano primo, mantenendo invariata la superficie preesistente.

"Il nostro obiettivo fin dall'inizio era quello di restituire alla città uno dei suoi spazi centrali, e in questo modo, ci siamo riusciti" ha concluso Ferrè

L'architetto Nicola Marinello e il presidente di Coop Lombardia Daniele Ferré
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