Villa Reale Monza come non l’avete mai vista: i giardini scomparsi

Un libro e un dvd fanno rivivere in 3D un tesoro settecentesco perduto

09 Giugno 2017 ore 11:09

Villa Reale Monza come non l’avete mai vista: i giardini scomparsi

Villa Reale Monza come non l'avete mai vista: i giardini scomparsi

Nell’anno del 240° anniversario dall’inizio del cantiere della Villa Reale, un libro e un dvd fanno rivivere in 3D una meraviglia scomparsa: “I giardini arciducali di Monza“.

Vale a dire, com’erano i giardini della Reggia nell’ultimo quarto del XVIII secolo, al tempo dell’arciduca Ferdinando D’Asburgo (figlio della regina Maria Teresa d’Austria) e della consorte Beatrice d’Este.

Meravigliosi giardini che inizialmente, contrariamente a quanto si possa pensare, non erano all’inglese, ma in stile barocco alla francese semmai, architettati dal Piermarini secondo il volere del granduca.

Un viale Battisti del tutto diverso portava a Palazzo, all’ingresso del quale c’erano pensate un frutteto (dove ora sorge il famoso roseto) e un ortolario.

Sul retro, a Est, un fiorire d’agrumi, una maestosa scalinata (i cui resti sono forse ancora da qualche parte sottoterra) e un’imponente vasca con ninfei. Oltre, un viale con canale annesso e laghetto finale puntato verso Villasanta.

Sul lato Nord, un roccolo per la caccia. E a Sud, un viale diretto verso il centro città, un labirinto all’inglese, un giardino “lunare” con 100 betulle.

Oltre, il giardino all’inglese sopravvissuto fino ad oggi con laghetto, tempietto, collinette e avallamenti artificiali, persino una vigna (ormai scomparsa).

Tutto ricostruito in tre dimensioni sulla base di documenti d’epoca inediti.

L’indagine e il giallo svelato

Si è finora creduto che Giuseppe Piermarini realizzò a Monza i primi giardini all’inglese. Gli studi recentemente condotti dagli autori del volume confrontando mappe, disegni, registri di cassa e diari hanno invece messo in luce una storia diversa.

Gli indizi c’erano già e sono nell’acquerello dell’Albertolli che ritrae Eugenio di Beauharnais e una maestosa scalinata sul fondo, due quadri di Martin Knoller apparsi ad un’asta di Christie’s solo nel 1998 con una veduta inusuale dei giardini della reggia.

Solo ora c’è la conferma che quei giardini sono realmente esistiti, Piermarini, fin dai primi mesi di cantiere della Villa aveva previsto di realizzare per l’Arciduca Ferdinando, una piccola Versailles con parterre fioriti, vasi d’agrumi, un labirinto, il roccolo e un giardino lunare.

Fino ad oggi si pensava che i disegni conservati nel Fondo Piermarini di Foligno fossero rimasti solo sulla carta e che le tavole, conosciute come “tavole di Vienna” fossero di “progetto” e non riproducessero invece una realtà esistente.

A confermare l’esistenza di questi giardini c’è un promemoria del 1784, ritrovato all’archivio di Stato di Modena, in cui l’Arciduca Ferdinando scrive al fratello Giuseppe, diventato Imperatore, in cui elenca i lavori eseguiti per i giardini di Monza e vi allega una pianta.

La scoperta affascinante ha portato alla realizzazione del volume e del Dvd che per la prima volta racconta i giardini di Piermarini, di cui non è rimasta quasi più traccia dopo l’intervento del Canonica.

Gli autori del volume

Sono Valeriana Maspero che propone un ritratto di Ferdinando d’Asburgo, Ivano Galbiati a cui si deve la scoperta del documento conservato a Modena che mette in luce i difficili rapporti tra Ferdinando e il fratello, Giorgio Mollisi che indaga la figura dell’incisore ticinese Giacomo Mercoli a cui Piermarini chiese sei incisioni che rappresentassero i lavori eseguiti a Monza.

Marina Rosa propone un saggio sulle incisioni di Vienna e Bellinzona e un altro sul cantiere di costruzione dei giardini. Pierluigi Tagliabue racconta la storia della casa di campagna di Ferdinando.

Giuliana Ricci approfondisce il progetto del verde del Piermarini e Giorgio Grossi gli aspetti botanici che hanno permesso la ricostruzione in 3d realizzata da Guido Bazzotti con testo di Rosella Redaelli.

I commenti

“Grazie all’accordo di programma firmato con la Regione, mi auguro che si possa magari ripristinare in futuro qualcuno di questi elementi scomparsi”, ha commentato il direttore del Consorzio Parco e Villa Reale, Piero Addis, rispondendo a una sollecitazione dell’ingegner Tagliabue, il cui sogno sarebbe far rivivere fruitier e potager grazie ai ragazzi della Scuola d’Agraria del Parco di Monza.

“Bellissimo lavoro: i finanziamenti della Regione ora ci aiuteranno a recuperare l’ala Nord della Reggia, ma, perché no, anche molte altre parti dei giardini”, ha rilevato il sindaco e presidente del Consorzio Parco Robero Scanagatti.

“Un lavoro incredibile, che contiamo di valorizzare anche nel quadro della rassegna provinciale Ville aperte in Brianza”, ha assicurato il presidente della Provincia Mb Gigi Ponti.

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