Comunicato unitario

I sindacati: “Alla OEB di Lissone cassa senza rotazione e primi licenziamenti. E’ questa la brugola del futuro?”

I rappresentanti sindacali precisano inoltre che da inizio pandemia ad oggi in Brugola non è stato possibile svolgere assemblee con i lavoratori.

I sindacati: “Alla OEB di Lissone cassa senza rotazione e primi licenziamenti. E’ questa la brugola del futuro?”
Economia Monza, 26 Gennaio 2021 ore 11:32

C’è grande preoccupazione tra i lavoratori della OEB di Lissone. I sindacati in queste ore hanno diffuso una nota in cui annunciano che, oltre la cassa senza rotazione, stanno arrivando i primi licenziamenti.

Preoccupazione alla OEB di Lissone

“La situazione alla Brugola OEB  – si legge nella nota sindacale unitaria diffusa questa mattina da Fiom, Fim e Uilm – ancora oggi, nonostante svariati incontri relativi alla verifica della corretta applicazione della rotazione derivanti dagli accordi sottoscritti in merito alla CIGO richiesta dall’azienda, registra purtroppo lo stato di difficolta in cui si trovano alcuni lavoratori mai fatti rientrare al proprio posto di lavoro”.

“Continuiamo a registrare lamentele da parte dei lavoratori posti in cassa integrazione fin dall’inizio dell’utilizzo dello strumento, che risale al lockdown di marzo 2020, e la mancata rotazione che tra l’altro avevamo già denunciato pubblicamente nel mese di ottobre 2020” aggiunge Stefano Muzio della UILM – UIL.

Eppure, a quanto risulta alle sigle sindacali, il lavoro non manca, tanto è vero che spiegano che essendoci stato un calendario di chiusura condiviso un con le RSU, l’azienda ha poi comunicato che non ci sarebbe stata chiusura aziendale nelle appena trascorse festività natalizie se non nelle giornate del 24 e 31 dicembre proprio per sopperire alle necessità produttive e per evadere gli ordini.

“Anche riguardo gli orari di lavoro – si legge nella nota dei sindacati -, che dopo il lockdown era ridotto, si è tornati a svolgere i turni di lavoro ad orario completo proprio per le esigenze lavorative e anche questa scelta senza che sia stato preventivamente comunicato e concordato con la RSU come invece prevede il CCNL dell’industria metalmeccanica”.

“Inoltre, ci risulta che siano state fatte assunzioni, anche in reparti in cui vi sono lavoratori sospesi in CIGO, e che vengano svolti straordinari lavorativi” aggiungono i sindacalisti territoriali.

“Certo l’azienda ha anticipato il trattamento di CIGO, fortunatamente non mettendo in ulteriore difficoltà i lavoratori per aspettare il pagamento dell’INPS, ma non è la sola che ha fatto questa scelta, nelle aziende metalmeccaniche brianzole in cui la FIOM, la FIM e la UILM sono presenti è stato anticipato il trattamento di cassa integrazione tranne alcune eccezioni – dice Stefano Muzio che poi prosegue – ci è stato anche detto che siano stati erogati per alcuni lavoratori che scendevano sotto una certa soglia di stipendio nel mese di aprile e maggio, a causa della CIGO, delle integrazioni e sicuramente è un dato positivo, ma la scelta di erogare le integrazioni in modo unilaterale non ha riguardato tutti i lavoratori creando una disparità o, a nostro modo di vedere, una discriminazione che forse già lasciava intendere che non tutti i lavoratori avevano la forma mentis o ‘il fuoco’ dentro per essere graditi”.

“Chiediamo all’azienda la rotazione della cassa”

“Quello che possiamo aggiungere, che ha reso la situazione dei lavoratori ancora oggi sospesi dal lavoro più difficile economicamente, è che non conosciamo a chi sia stata erogata l’integrazione ma sappiamo che a Dicembre, per allietare il Natale, ai lavoratori sospesi e mai rientrati e stato chiesto di restituire il premio mensile previsto dall’accordo integrativo aziendale, che è stato trattenuto nel cedolino di Dicembre anche superando il quinto dello stipendio massimo previsto dal Contratto per trattenute di questo tipo – sottolinea Stefano Bucchioni della Fiom Cgil Brianza che poi prosegue – chiediamo all’Azienda di rispettare i lavoratori e farli rientrare dalla CIGO e di applicare, là dove ci fosse bisogno dell’ammortizzatore, la rotazione in maniera equa e senza alcun pregiudizio e di gestire con correttezza, buona fede e nel rispetto del principio della responsabilità sociale dell’impresa la dinamica del rapporto contrattuale e delle corrette relazioni sindacali”.

Interrotto qualche rapporto di lavoro

“Inoltre – si legge nel comunicato dei sindacati – ad inizio 2021 nonostante le normative nazionali emanate dal Governo per la gestione della fase emergenziale dovuta alla pandemia di COVID prevedono il divieto di licenziamento, la Brugola ha comunque proceduto a interrompere il rapporto di lavoro con qualche lavoratore che già era in cassa integrazione, chi da più e chi da meno tempo”.

“Tali cessazioni di rapporto sono state fatte non solo in pieno divieto di licenziamento ma anche senza rispettare le normative previste per i licenziamenti collettivi (L.223/91) e il conseguente coinvolgimento delle OO.SS. in rappresentanza dei lavoratori per trovare soluzioni, anche alternative al licenziamento che ripeto ad oggi sono bloccati” precisa Stefano Bucchioni e subito aggiunge Eliana Dell’Acqua: “nell’eventuale necessità, comunque di dover ridurre la struttura le norme ad oggi lo consentono attraverso accordi collettivi con le organizzazioni dei lavoratori e le eventuali uscite devono essere volontarie, ma anche questo percorso è stato aggirato e non attuato da parte della Direzione della bulloneria Brugola di Lissone”.

Nessuna assemblea nonostante le richieste

I rappresentanti di FIOM CGIL Brianza, FIM CISL Monza Brianza Lecco e UILM – UIL Milano Monza e Brianza precisano inoltre che “da inizio pandemia ad oggi in Brugola non è stato possibile svolgere assemblee con i lavoratori”.

“Più volte le RSU – ribadiscono i sindacati nella nota congiunta –  anche i funzionari territoriali, hanno chiesto alla direzione di individuare un luogo adeguato in azienda per esercitare il diritto di assemblea, in sicurezza, nel rispetto del protocollo aziendale anti-contagio, ma ancora oggi non è stata data alcuna disponibilità da parte della Direzione Aziendale. FIOM, FIM, UILM, nel sostenere con convinzione che il divieto di licenziamento vada prorogato per evitare disastri sociali ed occupazionali, in una situazione già difficile dovuta alla pandemia, aggiungono che bisogna trovare anche il metodo per implementare il controllo del rispetto di quanto previsto per evitare che queste situazioni possano estendersi, soprattutto nelle aziende dove non è presente sindacato o RSU”.

(nella foto di copertina Stefano Bucchioni della Fiom Cgil)

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