Anticipo pensionistico sociale (a.pe): è già boom a Monza e in Brianza

L’affluenza agli uffici Inas di via Dante 17/A a Monza è aumentata del 40%

Anticipo pensionistico sociale (a.pe): è già boom a Monza e in Brianza
Economia 28 Giugno 2017 ore 11:15

Anticipo pensionistico sociale (a.pe): è già boom a Monza e in Brianza

Si può già parlare di «boom». Perché a livello nazionale, nei primi quattro giorni, sono state oltre 17mila le domande arrivate all’Inps per l’anticipo pensionistico sociale (a.pe) e per la pensione anticipata per i lavoratori precoci.

L’interesse era già elevato nei mesi scorsi

Adesso, dopo la pubblicazione il 17 giugno dei decreti attuativi sulla Gazzetta Ufficiale, anche agli sportelli dell’Inas Cisl della provincia di Monza Brianza sono sempre di più le persone che si informano su queste novità previdenziali. Entrambe sono previste dalla Legge 11 dicembre 2016 Numero 232.

L’affluenza agli uffici Inas di via Dante 17/A a Monza è aumentata del 40%

Gli stessi uffici, in una decina di giorni, hanno preparato un centinaio di domande. Nello stesso periodo quasi altrettante persone si sono presentate agli sportelli per chiedere notizie sull’a.pe e sulla normativa per i lavoratori precoci. Gli addetti ai lavori consigliano, in ogni caso, di rivolgersi a chi può garantire un’assistenza professionale.

Evitare danni e innescare inutili aspettative

«L’Inps – sottolinea Marco Colombo, responsabile Inas Cisl Monza Brianza – ha già dichiarato che le domande incomplete non verranno accettate. C’è perciò la necessità di avere la consulenza di personale particolarmente preparato. Noi esaminiamo la documentazione, compiliamo la domanda di certificazione del diritto o come lavoratore che ha diritto all’a.pe o come lavoratore precoce e la inviamo all’Inps di competenza».

L’a.pe è un’indennità economica,

finanziata dalla fiscalità generale, destinata a garantire un sostegno al reddito fino a che non si raggiungano i requisiti per la pensione di vecchiaia. Questi ultimi sono fissati, per il 2017, a 66 anni e 7 mesi per gli uomini e 65 anni e 7 mesi per le donne; nel 2018 saranno 66 anni e 7 mesi per tutti.

L’a.pe non è un prestito che deve essere restituito

Non è esportabile e deve essere percepito in Italia. L’importo è calcolato in base all’ammontare del futuro trattamento pensionistico con un massimale di 1.500 euro mensili lordi. La durata massima è di 3 anni. Tra i requisiti soggettivi ci sono l’avere compiuto almeno 63 anni di età, l’avere maturato almeno 30 anni di contributi, l’essere in stato di disoccupazione per licenziamento individuale o collettivo e dimissioni per giusta causa.

Inoltre è necessario che da almeno 3 mesi sia cessata l’intera prestazione di disoccupazione spettante (naspi, mobilità, trattamento speciale).

Altra possibilità è riservata agli invalidi civili con percentuale superiore al 74%; chi assiste il coniuge o un familiare di primo grado convivente portatore di handicap grave.

Chi svolge lavori usuranti

o particolarmente faticosi potrà accedervi con 36 anni di contributi.

La domanda va presentata entro il 15 luglio 2017. La pensione anticipata per i lavoratori precoci, invece, è una possibilità per chi ha almeno un anno di lavoro effettivo (sotto questo punto di vista non hanno valore il servizio militare o altri contributi figurativi) prestato prima del compimento del 19° anno di età. Questa opportunità non è un prestito, né un’indennità, ma un anticipo pensionistico riservato a chi raggiunge 41 anni di contribuzione.

Le categorie di lavoratori interessate sono le stesse a cui è rivolto l’a.pe (disoccupati, invalidi civili, lavoratori che assistono disabili e chi svolge lavori faticosi).

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