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Assolombarda presenta il “Modello Brianza”

A Carate Brianza una tavola rotonda per raccontare il metodo con cui il territorio brianzolo costruisce la propria competitività

Assolombarda presenta il “Modello Brianza”

Non sono più le singole aziende a decidere le sorti della competizione globale, ma i territori capaci di mettere in rete manifattura, conoscenza, ricerca e istituzioni. È questa la premessa del Modello Brianza, il metodo di sviluppo territoriale presentato il 14 settembre all’Auditorium Ghezzi di BCC Carate e Treviglio, a Carate Brianza, nell’ambito dell’evento “Your Next Monza e Brianza 2026” promosso dalla Sede di Monza e Brianza di Assolombarda. All’incontro, moderato dalla giornalista Sabrina Scampini, hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Provincia di Monza e Brianza Luca Santambrogio, il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e la vicepresidente del Senato della Repubblica Licia Ronzulli, oltre ai protagonisti di una tavola rotonda dedicata al futuro del territorio.

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I numeri di un territorio e la proposta di un tavolo permanente

Il territorio brianzolo concentra in poco più di 400 chilometri quadrati 81mila unità produttive e 297mila addetti, esprimendo circa 36 miliardi di euro di PIL e 15 miliardi di export. A fornire questi dati, nel suo intervento dedicato allo scenario “Il modello Brianza: un patto per il futuro”, è stato Matteo Parravicini, presidente della Sede di Monza e Brianza di Assolombarda.

Parravicini ha ricondotto tali risultati proprio alla logica di sistema:

“Il Modello Brianza è il modo in cui la Brianza ha sempre scelto di crescere: non da sola, ma facendo sistema tra imprese, istituzioni, scuola, terzo settore e comunità. È nelle connessioni tra conoscenza e manifattura, tra scuola e impresa, tra ricerca e produzione che si costruisce la competitività dei territori ed è per questo che la nostra Sede si candida a promuovere un tavolo permanente interistituzionale, che metta a sistema le priorità del territorio senza sostituirsi ai soggetti che già lo animano. Non un centro di comando, ma un tavolo interistituzionale e interassociativo che anticipi i bisogni e ne programmi le priorità. Un’infrastruttura di coordinamento, capace di portare all’attenzione delle istituzioni le priorità condivise e di rafforzare quelle condizioni di sistema, dalle reti alla formazione fino all’apertura internazionale che si sono dimostrate più efficaci per la crescita delle nostre imprese”.

Un ecosistema chiamato ad aprirsi

Il presidente di Assolombarda Alvise Biffi, intervenuto in conclusione dei lavori, ha mostrato come il modello brianzolo possa essere inquadrato in una prospettiva più ampia:

“La Brianza è un sistema produttivo costruito nel tempo e dotato di una straordinaria capacità imprenditoriale. Oggi, però, questa capacità deve diventare ancora più ambiziosa. La competizione non è più soltanto tra singole imprese, ma tra ecosistemi capaci di mettere in relazione manifattura, competenze, ricerca, innovazione, finanza e istituzioni. La Brianza ha tutte le caratteristiche per giocare questa partita, ma deve continuare ad aprirsi, rafforzando le connessioni con Milano e con l’intero ecosistema metropolitano e guardando con sempre maggiore attenzione ai mercati internazionali”.

L’internazionalizzazione è stato uno dei temi chiave di tutto il convegno, ma “internazionalizzare”, come ha spiegato Biffi, non signifa semplicemente “esportare di più”.

“Significa diversificare i mercati, costruire nuove partnership industriali, andare a cercare tecnologia, competenze, capitali e materie prime e inserirsi nelle nuove catene globali del valore”.

La recente missione di Assolombarda nel Mercosur ha avuto proprio questo obiettivo:

“Per la nostra industria quell’area rappresenta una vera frontiera di crescita e un’opportunità per costruire nuove relazioni industriali. Per cogliere queste opportunità dobbiamo riuscire a presentarci con un’offerta integrata, che affianchi alla qualità della nostra tecnologia un solido supporto finanziario. In questo percorso sarà fondamentale il ruolo del sistema bancario e degli strumenti messi a disposizione da SACE e SIMEST, per facilitare l’accesso alla finanza e sostenere le imprese e i partner locali. È in questa prospettiva che deve evolvere il Modello Brianza: partire dalla solidità di un sistema produttivo profondamente radicato nel territorio per costruire nuove connessioni, dentro e oltre i suoi confini, e rafforzarne la capacità di competere sui mercati internazionali”.

I progetti già avviati sul territorio

Le priorità del territorio si traducono operativamente nelle venti Linee di Azione della Sede di Monza e Brianza di Assolombarda, allineate al Piano Strategico della Presidenza di Assolombarda e organizzate lungo tre dorsali: Investimenti, Talenti e Competenze, Crescita e Produttività. Con obiettivi e scadenze fino al 2029.

Tra le iniziative già in corso figurano il finanziamento della Metropolitana 5 da Milano a Monza con il relativo bando per l’assegnazione dei lavori, la rete ambiente riunitasi per la prima volta l’11 marzo 2026 con undici imprese impegnate su necessità comuni come la gestione degli scarichi idrici, e la Pedemontana Lombarda, per la quale è stato attivato in collaborazione con l’Associazione un canale comunicativo diretto per il monitoraggio dei cantieri.

Sul fronte della formazione sono stati avviati nuovi percorsi in collaborazione con gli enti del territorio, orientati al trasferimento tecnologico e alla competitività nei settori più forti, dal design-arredo al chimico-farmaceutico, a cui si affiancano l’impegno nelle attività di Action Learning Lab del Liceo STEAM di Monza e la progettualità con la Camera di Commercio nell’ambito del progetto INTEGRA dedicato ai migranti residenti in Brianza.

Il territorio ha inoltre aperto tavoli di confronto con gli enti pubblici su temi come la mobilità, di cui è un esempio il lavoro sulla metrotranvia Milano-Seregno, e il governo delle trasformazioni urbanistiche in un’area ad alta densità. A discutere di questi scenari, nella tavola rotonda “Ridisegnare il futuro del territorio”, sono stati chiamati anche il giornalista e saggista Ferruccio de Bortoli, il prorettore del Politecnico di Milano Emilio Faroldi, il presidente della Fondazione Comunità di Monza e Brianza Giuseppe Fontana, il presidente di Human Technopole e dell’Istituto Italiano di Tecnologia Gianmario Verona e la responsabile di unità IMM del CNR di Agrate Brianza Claudia Wiemer.