Economia
La protesta

Blocco dei licenziamenti, la retromarcia del Governo innesca gli scioperi. La Brianza metalmeccanica si ferma

Agrati, Malvestiti, Fontana, Micron, Microtecnica, Ksb, Cbi, Vrv, Beta utensili, Babcock, Rosler e tante altre hanno incrociato le braccia in questi giorni.

Blocco dei licenziamenti, la retromarcia del Governo innesca gli scioperi. La Brianza metalmeccanica si ferma
Economia Brianza, 26 Maggio 2021 ore 10:14

Alla retromarcia del Governo sulla proroga del blocco dei licenziamenti hanno risposto immediatamente le RSU di diverse aziende metalmeccaniche della Brianza proclamando scioperi che si stanno effettuando in questi giorni. Lo comunica la Fiom Cgil in una nota.

Blocco dei licenziamenti, la retromarcia del Governo innesca gli scioperi

Al grido Licenziare non è un diritto si sono fermate le lavoratrici ed i lavoratori di diverse aziende brianzole. Agrati, Malvestiti, Fontana, Micron, Microtecnica, Ksb, Cbi, Vrv, Beta utensili, Babcock, Rosler e tante altre hanno incrociato le braccia per rispondere ad una scelta, quella del Governo dettata dalla volontà di Confindustria, sbagliata e profondamente ingiusta.

"Necessario prorogare il blocco"

“È necessario prorogare il blocco dei licenziamenti per il tempo necessario per consentire il rafforzamento degli ammortizzatori sociali in direzione di una copertura universale – afferma Pietro Occhiuto, Segretario Generale della Fiom Cgil Brianza - Non possiamo assolutamente permetterci il rischio della perdita di ulteriori centinaia di migliaia di posti di lavoro e per questo sosteniamo l’iniziativa di mobilitazione promossa dalle Rsu in tantissime fabbriche metalmeccaniche del territorio”.

Protesta il 28 maggio a Roma

“Una questione, quella della proroga del blocco dei licenziamenti, che non può considerarsi chiusa ed è per questo che venerdì 28 maggio prossimo saremo in piazza a Roma a sostenere le ragioni di Cgil, Cisl e Uil per chiedere la revoca del provvedimento ed una riforma degli ammortizzatori sociali – prosegue Pietro Occhiuto che conclude – A fronte di milioni di ristori consegnati alle aziende il Governo decide di abbandonare l’anello più debole della catena. Dopo la lotta per la sicurezza in reparto e i sacrifici degli ultimi 15 mesi, le lavoratrici ed i lavoratori ricevono questo bel ringraziamento. Non possiamo permetterci di perdere centinaia di migliaia di posti di lavoro”.

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