K-Flex, il M5S: “Subito tutto il TFR ai lavoratori”

La causa del pagamento parziale sarebbe da attribuire ad una circolare dell’Inps. Tripiedi deposita un’interrogazione alla Camera

K-Flex, il M5S: “Subito tutto il TFR ai lavoratori”
Economia 11 Luglio 2017 ore 16:47

K-Flex il deputato Davide Tripiedi deposita un’interrogazione alla Camera

K-Flex, il Movimento 5 Stelle sollecita il TFR

Si torna a parlare del caso K-Flex, l’azienda di Roncello che nell’aprile scorso ha licenziato 187 lavoratori.

“Dopo che l’hanno fatta diventare una multinazionale con fatturati da favola, vengono licenziati ingiustamente e non ricevono nemmeno tutto il TFR”. Sono le parole di Davide Tripiedi, deputato del Movimento 5 Stelle eletto in Provincia di Monza e Brianza, che, su questa vicenda, ha depositato un’interrogazione alla Camera. I trattamenti di fine rapporto infatti erano attesi entro il 15 giugno ma i lavoratori hanno ricevuto solo la parte maturata fino al 2006.

Le parole del deputato Davide Tripiedi

La causa sarebbe da attribuire ad una circolare dell’Inps, che stabilisce che in caso di superamento di una determinata soglia, la liquidazione maturata dal 1° gennaio 2007 deve essere pagata dall’Inps stessa.

“E’ però l’azienda – continua Tripiedi – che deve consentire all’Inps di liquidare il prima possibile tutto il TFR ai lavoratori. Quello che abbiamo chiesto al Ministro del Lavoro è che solleciti l’Inps affinché la cifra mancante gli venga data nel più breve tempo possibile”.  “Dopo aver subito ogni genere di vessazione – ha proseguito Davide Tripiedi che da subito ha seguito molto da vicino la vicenda –  ora anche questa tegola dei Tfr”.

 K-Flex, gli ultimi sviluppi sul caso

Il Caso K-Flex in Tribunale si è chiuso nel maggio scorso con una buona uscita di 42mila euro a lavoratore, dopo 110 giorni di presidio davanti ai cancelli dell’azienda contro la delocalizzazione in Polonia. In totale la cifra che l’azienda dovrà mettere a disposizione dei dipendenti è di otto milioni di euro, per evitare la pronuncia sulla violazione dell’accordo sindacale di dicembre. Accordo che prevedeva di non chiudere la produzione e di non ritoccare il personale fino al 2018.

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