Economia
La protesta

Contratto fermo dal 2019, lavoratori delle cooperative sociali in presidio

La Cisl Monza Brianza Lecco "Ci chiedono flessibilità senza nessun riconoscimento economico, un atteggiamento per noi inaccettabile”.

Economia Brianza, 19 Maggio 2022 ore 17:20

I lavoratori delle cooperative sociali (che in Brianza sono circa 8000) questa mattina si sono riuniti in Presidio davanti alla sede milanese di Legacoop Lombardia per chiedere la sottoscrizione del contratto integrativo provinciale della cooperazione sociale. Nelle altre Provincie è già stato sottoscritto ma a Milano e Monza e Brianza è fermo al 2019.  A Dare notizia del presidio in queste ore è stata la Cisl Monza Brianza Lecco che questa mattina, attraverso le categorie Funzione Pubblica Cisl e Fisascat Cisl, era al fianco del lavoratori.

Contratto fermo dal 2019, lavoratori delle cooperative sociali in presidio

"Da allora viene negato anche l’elemento economico territoriale - si legge nella nota del sindacato - il premio previsto dal precedente contratto che avrebbe dovuto essere sostituito con un nuovo sistema premiale ma che di fatto non è più stato erogato".

“Oggi abbiamo indetto questo presidio perché da due anni stiamo cercando di rinnovare il contratto territoriale delle cooperative sociali e la controparte - associazioni datoriali, Legacoop e Agc - rispondono con atteggiamenti dilatori, mai orientati alla volontà di voler raggiungere un accordo” ha dichiarato Francesco Barazzetta, Segretario Generale della FISASCAT CISL Monza Brianza Lecco. “Ci chiedono flessibilità senza nessun riconoscimento economico, un atteggiamento per noi inaccettabile”.

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Le rivendicazioni dei lavoratori non sono solo di tipo economico ma chiedono inoltre una revisione della parte
normativa, con una migliore gestione degli orari di lavoro e una dotazione di personale adeguato per l’assistenza.

Segnali per una potenziale apertura

Al termine del Presidio le centrali cooperative hanno dato segnale di una potenziale apertura che però non
convince i Sindacati “Manterremo alta l’attenzione e continueremo la mobilitazione finché i lavoratori non si
vedranno riconosciuto quanto gli spetta”.

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