Fra Milano, Brianza e Lodi la metà delle aziende lombarde

Imprese che danno lavoro a 2,5 milioni di addetti, il 60% del totale lombardo, e a un lavoratore su sette in Italia.

Fra Milano, Brianza e Lodi la metà delle aziende lombarde
07 Febbraio 2020 ore 15:57

Cresce il numero delle imprese di Milano, Monza Brianza e Lodi. Insieme i tre territori arrivano a 385 mila aziende, facendo registrare un saldo positivo dell’1%, che rappresentano la metà del totale regionale (814 mila realtà) e quasi un decimo del dato nazionale (5,1 milioni). Imprese che danno lavoro a 2,5 milioni di addetti, il 60% del totale lombardo e un lavoratore su sette in Italia. I numeri diffusi nei giorni scorsi dalla Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi, confermano una volta di più il positivo stato di salute della nostra economia, ma il sistema imprenditoriale e manifatturiero del nostro territorio trova conferma anche nel puntuale sostegno di Regione Lombardia. L’assessorato per la Ricerca, Innovazione, Università Export e Internazionalizzazione guidato da Fabrizio Sala ha recentemente definito il Programma strategico triennale mettendo in campo oltre 250 milioni tra fondi propri e fondi europei (Fesr e Feasr), oltre ad altri 126 milioni che arrivano da Stato e Europa e 374 milioni da privati per un plafond complessivo di ben 750 milioni da investire in ricerca e innovazione.

Quali sono gli ambiti di intervento individuati?

«Abbiamo individuato otto ambiti, veri e propri ecosistemi dell’innovazione: nutrizione, salute e life science, cultura, connettività, smart mobility, sviluppo sociale, manifattura avanzata e sostenibilità. Il programma prevede in particolare sperimentazioni uniche in Europa come l’utilizzo di blockchain per semplificare la pubblica amministrazione e algoritmi predittivi per ottimizzare le risorse».

Il suo assessorato ha recentemente promosso anche il bando Call Hub Ricerca e Innovazione. Di cosa si tratta?

«Con questa iniziativa la Regione chiama a raccolta le imprese – grandi ma anche medie, piccole e micro – e gli organismi di ricerca pubblici e privati – università istituti di ricerca, Irccs – per realizzare insieme progetti strategici di ricerca e sviluppo. L’obiettivo è rafforzare la capacità innovativa del territorio e le infrastrutture della ricerca e dell’innovazione per rendere sempre più breve il passo tra le idee e la loro realizzazione: per fare, cioè, trasferimento tecnologico e sostenere la crescita competitiva della Lombardia. Per il 2019 sono stati stanziati 114 milioni di euro e sono risultati ammissibili 33 progetti unici al mondo».

E’ grazie anche a queste iniziative che in Lombardia il 58% delle imprese svolge attività di ricerca, un dato che porta la nostra regione ad essere la prima in Italia.

«In Lombardia ci sono quasi 3.000 start-up innovative sulle 10.000 esistenti in Italia. Qui ci sono tutte le condizioni ideali per emergere, ma occorre aiutare le nostre imprese svincolandole dalla burocrazia e da una legislazione che spesso non aiuta i nostri imprenditori. Queste aziende rappresentano quasi l’1% del pil lombardo, e sono in sinergia con centri ricerca e università».

Tutto questo lavoro genera anche occasioni virtuose. Infatti recentemente il gruppo Haier ha riportato in Lombardia, per la precisione alla Candy di Brugherio, alcune produzione di lavatrici che aveva trasferito in Cina. Lei ha recentemente visitato il quartier generale di Brugherio. Che idea si è fatto?

«Il gruppo cinese, dopo aver acquistato il colosso brianzolo, ha studiato molto bene le caratteristiche della Candy e a meno di un anno di distanza si è convinto del valore di questa azienda, dell’eccellenza della produzione italiana e della grande professionalità del capitale umano esistente a Brugherio. Quindi non solo la produzione rimarrà in Italia ma qui in Brianza il gruppo Haier ha pure deciso di tenere la base di sviluppo e ricerca per tutta l’Europa. Questo è stato possibile anche grazie all’avanguardia di alcuni prodotti, come la connessione degli elettrodomestici, un progetto innovativo tra l’altro finanziato anche con il contributo di Regione Lombardia».