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I Paperoni vivono a Biassono

Il Ministero delle Finanze ha pubblicato i guadagni 2020, in calo rispetto all’anno precedente a causa della pandemia.

I Paperoni vivono a Biassono
Economia Caratese, 30 Aprile 2022 ore 15:00

Abitano a Biassono i cittadini che stanno economicamente meglio nel Caratese, con un reddito annuo pro capite 2020 (dichiarazione dei redditi 2021) di 25.461 euro, comunque in calo rispetto all’anno precedente, che non era stato caratterizzato dal Covid.

I Paperoni vivono a Biassono

Il coronavirus, infatti, ha inciso sul reddito di molte famiglie e non è un caso se in nessuno dei dodici Comuni seguiti dal Giornale di Carate che questa settimana ha pubblicato un approfondimento sul tema, il reddito 2020 sia superiore a quello del 2019. A certificarlo sono i dati Irpef diffusi nei giorni scorsi dal Ministero delle Finanze che hanno evidenziato come pandemia, lockdown e ripresa a singhiozzo delle attività abbiano tagliato nel 2020 i redditi delle regioni del Nord con un’intensità dieci volte maggiore rispetto al Sud. A soffrire maggiormente, come è facile intuire, sono stati autonomi e dipendenti privati. I cedolini di dipendenti pubblici e pensionati sono rimasti invece per lo più al riparo dalla tempesta; lo stesso per le integrazioni assistenziali come le pensioni di invalidità. L’Irpef, c’è da premetterlo, dice molto ma non tutto, in particolare per gli autonomi per i quali i contributi a fondo perduto del Governo hanno parzialmente compensato le perdite dei fatturati e l’intreccio con la tassa piatta esclude una quota di attività dalla lente dell’aliquota in esame.

I dati

Mediamente da un anno all’altro le famiglie del nostro territorio hanno perso 716 euro. Con picchi di oltre mille euro a Macherio (mille e 417) ed Albiate (mille e 153).

Di seguito i redditi medi pro capite in euro riferiti all'anno 2020 e 2019.

Albiate: 23.524 (Reddito medio pro capite 2020); 24.677 (Reddito medio pro capite 2019)
Besana in Brianza: 23.634 ((Reddito medio pro capite 2020); 24.174 (Reddito medio pro capite 2019)
Biassono: 25.461 (Reddito medio pro capite 2020); 25.632 (Reddito medio pro capite 2019)
Briosco: 23.368 (Reddito medio pro capite 2020); 23.987 (Reddito medio pro capite 2019)
Carate Brianza: 24.461 (Reddito medio pro capite 2020); 25.063 (Reddito medio pro capite 2019)
Giussano: 21.639 (Reddito medio pro capite 2020); 22.113 (Reddito medio pro capite 2019)
Macherio: 22.425 (Reddito medio pro capite 2020); 23.842 (Reddito medio pro capite 2019)
Renate: 22.248 (Reddito medio pro capite 2020); 23.038 (Reddito medio pro capite 2019)
Sovico: 22.661 (Reddito medio pro capite 2020); 23.285 (Reddito medio pro capite 2019)
Triuggio: 24.057 (Reddito medio pro capite 2020); 24.865 (Reddito medio pro capite 2019)
Veduggio con Colzano: 22.085 (Reddito medio pro capite 2020); 22.811 (Reddito medio pro capite 2019)

I cittadini che hanno il portafoglio più gonfio, come detto, sono i biassonesi che risultano essere anche quelli che meglio hanno attutito il colpo del Covid, con una differenza tra quanto percepito tra il 2020 e il 2019 di «soli» 171 euro. Dopo di loro arrivano i residenti a Carate Brianza e Triuggio, con un reddito medio di 24 mila e 250 euro.

Fanalini di coda sono Verano e Giussano - quest’ultima la città più popolosa del Caratese -, rispettivamente penultimo e ultimo in classifica con un reddito medio pro capite dichiarato nel 2020 di 21.914 euro e 21.639 euro.

Dati nazionali

Giusto per avere un termine di paragone, sono i cittadini di Basiglio, nella Città metropolitana di Milano, i più «ricchi» d’Italia: lì i contribuenti dichiarano a testa (mediamente) 44.684 euro, più del doppio di quanto dichiarano tanti cittadini dei nostri paesi, pur risultando la Lombardia la regione più «facoltosa» d’Italia.
Per quanto concerne la distribuzione della ricchezza, allargando lo sguardo all’intero Stivale, si osserva che circa il 27% dei contribuenti, che dichiara circa il 4% dell’Irpef totale, si colloca nella classe fino a 15 mila euro; in quella tra i 15 mila e i 70 mila euro si posiziona circa il 70% dei contribuenti, che dichiara il 67% dell’Irpef totale, mentre solo circa il 4% dei contribuenti dichiara più di 70 mila euro, versando il 29% dell’Irpef totale.

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