La rivoluzione dell’housing sociale: Regione Lombardia ha stanziato 96 milioni di euro
L’assessore Paolo Franco ha presentato a Monza il nuovo piano che consentirà di ristrutturare 2.500 abitazioni per alloggi a prezzi accessibili destinati a lavoratori e famiglie con Isee fra 14.000 e 40.000 euro
10/06/2026 alle 05:42
L’obiettivo è duplice: da una parte rispondere alla domanda abitativa di nuclei familiari con una situazione economica che non consente di accedere né alle case popolari né al mercato privato; dall’altra riqualificare il patrimonio abitativo esistente. Regione Lombardia ha stanziato 96 milioni di euro ampliare l’offerta di alloggi a prezzi accessibili destinati a lavoratori e famiglie con Isee compreso fra 14.000 e 40.000 euro, studenti e persone in condizioni di fragilità che hanno difficoltà nel reperire soluzioni abitative sostenibili.
Stiamo parlando del nuovo piano di housing sociale voluto dall’assessore regionale alla casa Paolo Franco e finanziato con fondi Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) e Fsc (Fondo per lo sviluppo e la coesione): consentirà di ristrutturare 2.500 abitazioni da affittare a costi inferiori rispetto ai valori di mercato. Il tutto è stato presentato lunedì 8 giugno a Monza, nell’Ufficio Territoriale Regionale, dove si è svolta la seconda tappa del tour istituzionale, denominato «Abita in Lombardia. Qui puoi». Nell’occasione le nuove misure sono state illustrate attraverso un dialogo con gli stakeholder pubblici e privati.
Le parole dell’assessore Paolo Franco
«In Lombardia – ha evidenziato l’assessore Franco – c’è una parte sempre più rilevante di cittadini che lavora, paga le tasse e fa funzionare la società, eppure, paradossalmente, non può permettersi una casa. Si tratta di persone e famiglie comuni, con uno stipendio normale, che però a causa del crescente costo della vita non riescono a pagare un affitto. Siamo in campo per dare risposte concrete: la Lombardia è la prima Regione italiana ad aver strutturato un piano di housing sociale con una visione di medio e lungo periodo».
«Grazie a una gestione virtuosa dei fondi europei e a un intenso lavoro politico-istituzionale – ha proseguito Franco – siamo riusciti a convogliare ulteriori finanziamenti su una delle sfide più importanti del nostro tempo: sostenere la fascia di cittadini con redditi medi e medio-bassi che non riesce ad accedere al mercato privato degli affitti e dei mutui, né può partecipare alle graduatorie dell’edilizia residenziale pubblica. Una platea sempre più ampia».
Interessante il raffronto con le precedenti misure analoghe sperimentate con un certo successo dalla stessa Regione: il nuovo stanziamento da 96 milioni di euro si aggiunge al precedente bando regionale da 18,5 milioni di euro, attivato nel 2024, grazie al quale vengono rese disponibili circa 450 abitazioni a canone calmierato. Parliamo dunque di una misura che è quasi quintuplicata rispetto al passato.
«Regione Lombardia – ha concluso l’assessore Franco – è attenta ai cambiamenti sociali ed economici che stanno trasformando il fabbisogno abitativo dei cittadini, anche in provincia di Monza e Brianza. Il confronto odierno con gli stakeholder si inserisce in un percorso preciso: stiamo costruendo un modello innovativo e pragmatico fondato su una vera e propria “Alleanza per la Casa”, capace di mettere in rete istituzioni, operatori economici e Terzo settore. L’obiettivo è rafforzare le sinergie, condividere responsabilità e offrire risposte sempre più efficaci, garantendo il diritto all’abitare e sostenendo al tempo stesso la competitività e l’attrattività dei territori».
Paolo Franco
Interventi ammessi e non, tempistiche e scadenze
Nel dettaglio va evidenziato che fra gli interventi è ammessa la riqualificazione degli alloggi, mentre il cambio di destinazione d’uso solo se conforme alla normativa urbanistica vigente. Non sono ammesse la demolizione integrale e la ricostruzione dell’edificio, così come non è finanziabile l’acquisizione di aree o immobili. Vediamo ora l’importo dell’agevolazione che sarà concessa come contributo a fondo perduto: 700 euro al metro quadro (vincolo da 20 a 21 anni), 800 euro al metro quadro (vincolo maggiore di 21 e minore di 23 anni), 900 euro al metro quadro per vincolo maggiore uguale a 23 anni.
Infine le tempistiche: i prossimi passi di Regione Lombardia prevedono la pubblicazione degli avvisi entro la fine di giugno; la presentazione delle domande avverrà tra la fine di settembre e la metà di ottobre; l’approvazione delle graduatorie è prevista tra fine novembre e metà dicembre. Le scadenze per i beneficiari prevedono la pubblicazione della gara d’appalto (per i soggetti pubblici) o l’acquisizione del titolo edilizio (per i soggetti privati) entro 6 mesi dall’approvazione della graduatoria, pena la revoca del contributo. Inoltre il collaudo dei lavori dovrà essere fatto entro il 31 dicembre 2029, con la rendicontazione delle spese entro il 30 giugno 2030.
Le tre linee di intervento
Il pacchetto di misure di housing sociale da 96 milioni di euro, i cui criteri sono stati recentemente approvati dalla Giunta regionale, si inserisce nell’ambito di «Missione Lombardia», il piano di Regione per le politiche abitative, ed è rivolto a imprese, cooperative, Comuni, Aler, enti del Terzo settore ed enti religiosi, articolandosi in tre linee di intervento.
Una è dedicata a imprese, cooperative e amministrazioni comunali (linea 1 da 48 milioni di euro); una è riservata alle Aler (linea 2 da 35 milioni di euro); una è destinata agli enti che operano in ambito sociale, compresi gli enti religiosi, per sostenere situazioni di fragilità e rispondere alle esigenze abitative temporanee legate a studio, lavoro o percorsi di cura (linea 3 da 13 milioni di euro).
Il contributo a fondo perduto massimo concedibile per ogni proposta di intervento sarà pari a 2 milioni di euro per le linee 1 e 3 e a 15 milioni di euro per la linea 2. Il vincolo di destinazione d’uso a servizi abitativi sociali avrà una durata pari o superiore ai 20 anni. Le agevolazioni regionali saranno destinate a sostenere gli interventi di riqualificazione edilizia necessari per la messa a disposizione degli alloggi o dei posti alloggio.
Focus su linee 1 e 2
Le linee 1 e 2, nello specifico, sono finalizzate a incrementare l’offerta di servizi abitativi sociali attraverso l’utilizzo di patrimonio immobiliare di soggetti pubblici e privati, per la messa a disposizione di alloggi in locazione permanente a prezzi calmierati inferiori al canone di mercato. La misura, che contribuisce alla rigenerazione dei quartieri residenziali pubblici favorendo il mix abitativo, si rivolge in particolare a nuclei familiari, anche monopersonali, con capacità economica insufficiente per accedere al mercato privato e, al contempo, non idonea per i Servizi abitativi pubblici (Sap).
E poi la linea 3
La linea 3 è finalizzata ad ampliare l’offerta di servizi abitativi sociali promuovendo interventi di valorizzazione del patrimonio immobiliare, realizzati da enti privati operanti nel sociale su immobili di loro proprietà o nella piena disponibilità, per mettere a disposizione in locazione prevalentemente temporanea posti alloggio a prezzi calmierati inferiori al canone di mercato. L’obiettivo, attraverso processi di rigenerazione edilizia, è offrire soluzioni abitative a particolari categorie sociali, tra le quali, ad esempio, i soggetti in situazione di fragilità sociale, gli studenti, i lavoratori con contratto a termine, i parenti di familiari ricoverati presso strutture sanitarie, le donne vittime di violenza, i genitori separati.
«La linea destinata agli enti che operano in ambito sociale – ha evidenziato l’assessore Paolo Franco – affronta esigenze abitative più specifiche che possono trovare una risposta proprio nello strumento dell’housing sociale. Investire in queste iniziative significa ampliare il concetto stesso di intervento pubblico nel settore della casa».