Economia e lavoro

Mahle cambia proprietà: 349 lavoratori verranno ceduti alla brianzola Imr Group

L'azienda opera nel settore della gommaplastica. La chiusura formale dell’accordo è schedulata per ottobre.

Mahle cambia proprietà: 349 lavoratori verranno ceduti alla brianzola Imr Group
Caratese, 30 Luglio 2020 ore 14:31

I 349 lavoratori della Mahle impiegati negli impianti di La Loggia e Saluzzo vedranno salvato il loro posto grazie a un accordo con la brianzola Imr Group.

Lavoratori Mahle: l’accordo con l’azienda lombarda

I 349 lavoratori della Mahle verranno ceduti a Imr Group, azienda con sede a Carate Brianza che opera nel settore della gommaplastica, già presente in Piemonte con uno stabilimento a Mondovì. In base a quanto riportato dai nostri colleghi di PrimaTorino.it, l’azienda, ha un fatturato di 330 milioni di euro e circa 2200 dipendenti, ed è attiva nel settore della gommaplastica con clienti come Fca, Volvo, Maserati, Ferrari, Bentley, Psa e Lamborghini.

L’accordo è stato raggiunto durante l’incontro in videoconferenza all’assessorato regionale al Lavoro, a Torino, cui hanno preso parte i vertici delle due aziende, i rappresentanti sindacali, i funzionari regionali, quelli del Mise e Confindustria Cuneo.

Divisione dei lavoratori

Attualmente i dipendenti Mahle sono 349 (a ottobre 2019 erano 453), di cui 25 resteranno in carico all’azienda tedesca e si occuperanno di marketing nel mercato italiano. Per altri 50 è previsto il ricorso alla mobilità volontaria. Per la reindustrializzazione IMR chiederà una cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione di 24 mesi, durante la quale verrà effettuata un’opera di formazione del personale che dovrà apprendere le nuove mansioni. L’obiettivo dichiarato è quello, sempre nei due anni, di occupare circa 270 persone. La chiusura formale dell’accordo è schedulata per ottobre.

I motivi della chiusura

L’autunno scorso la Mahle aveva reso noto di voler chiudere gli stabilimenti di Saluzzo e La Loggia perché operanti in un mercato “non più competitivo”, ovvero quello della produzione di pistoni per il mondo diesel. Da quel momento è iniziato il braccio di ferro tra sindacati e azienda per cercare di salvare centinaia di posti di lavoro. Successivamente è intervenuto anche il Mise. Soddisfazione per l’accordo espressa anche dal presidente Alberto Cirio che si complimenta con l’assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino per la mediazione svolta.

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