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Medea 1905 in crisi dopo oltre un secolo. Chiesta la cassa per tutti i 32 dipendenti

Colpita dall’emergenza Covid. I titolari assicurano: "Stiamo definendo un piano di rilancio".

Medea 1905 in crisi dopo oltre un secolo. Chiesta la cassa per tutti i 32 dipendenti
Economia Seregnese, 02 Ottobre 2021 ore 15:00

Dopo oltre un secolo di attività, in cui si è distinta per la produzione di mobili eleganti e raffinati, la Medea 1905 ha accusato il colpo a causa dell’emergenza Covid: chiesta la cassa integrazione straordinaria per crisi aziendale per tutti i suoi 32 dipendenti. I titolari però assicurano che «è in corso di definizione un piano di rilancio».

Medea 1905 in crisi dopo oltre un secolo. Chiesta la cassa per tutti i 32 dipendenti

La domanda è stata presentata qualche giorno fa dalla rinomatissima ditta del settore del legno tramite la società P7 in liquidazione.
Una scelta che appare incredibile, se si considera che la prestigiosa azienda di via Vignazzola gestita da Augusto, Andrea e Luigi Tagliabue, fondata nel 1905 come Fratelli Tagliabue e che negli anni ha cambiato il nome in Medea 1905, in 116 anni di attività non ha mai dovuto affrontare momenti di crisi, anzi ha saputo creare un marchio che è diventato sinonimo di qualità artigianale, cura del dettaglio ed efficienza industriale, distinguendosi per i suoi prodotti di arredo, veri e propri capolavori di ebanisteria.

"Finora, a quanto ci risulta, l’azienda non aveva mai fatto richiesta di ammortizzatori sociali - riferisce Settima Buccarella, sindacalista di Fillea Cgil - Attendiamo di confrontarci con la proprietà, in un incontro che sarà convocato in Regione, per discutere della situazione. Vogliamo tutelare i lavoratori e trovare la strada migliore per loro".

I titolari assicurano: "Stiamo definendo un piano di rilancio"

"Come tante altre ditte abbiamo risentito della crisi dovuta all’emergenza sanitaria - conferma Andrea Tagliabue, uno dei titolari - Nei primi mesi di pandemia il contatto coi clienti, per noi fondamentale, è venuto a mancare. Negli ultimi mesi stavamo ripartendo, ma purtroppo grandi commesse in corso all’estero sono saltate. Abbiamo avuto delle ripercussioni sugli incassi, perché alcuni nostri clienti hanno accusato il colpo sempre a causa della crisi. Inoltre il problema della reperibilità dei materiali ha causato un aumento dei costi e alcuni ordini sono rimasti in sospeso. Abbiamo avuto delle difficoltà a concludere le trattative".
Ma l’idea è quella di rilanciare l’azienda, "attraverso un piano di ristrutturazione che stiamo definendo".
Sui dipendenti: "Non abbiamo mai usufruito della cassa Covid, ne abbiamo fatto richiesta solo adesso, e gli stipendi sono sempre stati pagati".

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