Si è svolta oggi, presso la sede della Provincia di Monza e della Brianza, la presentazione del Rapporto 2025 dell’Osservatorio del Mercato del Lavoro e della Formazione, appuntamento annuale promosso dalla Provincia insieme ad AFOL MB e quest’anno, per la seconda volta, con il contributo di PTS CLASS. Questo report si inserisce nell’ambito del Sistema regionale degli Osservatori del mercato del lavoro territoriali, coordinato da Regione Lombardia.
Il tema
Il tema scelto per questa edizione — “La trasformazione dell’ecosistema produttivo e le nuove sfide del mercato del lavoro” — vuole cogliere la fase che sta attraversando il territorio brianzolo: segnali di rallentamento nella creazione di nuova occupazione e nella stabilizzazione dei rapporti di lavoro, più marcati nella provincia di Monza e Brianza rispetto al resto della regione, ma anche l’immagine di un tessuto imprenditoriale attivo, alle prese però con una difficoltà crescente nel trovare i profili professionali di cui ha bisogno. Confermando tendenze consolidate ormai da tempo, più della metà delle entrate previste risulta di difficile reperimento, quota che sale a tre quarti nel caso degli operai specializzati — figure essenziali per le specificità produttive del territorio.
I cambiamenti demografici
Il Rapporto dedica particolare attenzione alla trasformazione demografica del territorio. La popolazione residente in provincia di Monza e Brianza è in crescita, ma con una composizione che cambia: aumenta la percentuale di residenti stranieri e si accentua l’invecchiamento complessivo. L’indice di dipendenza degli anziani e la mappa di vecchiaia confermano una tendenza progressiva che riduce la disponibilità di forza lavoro e complica ulteriormente le dinamiche del mercato occupazionale.
Un mercato del lavoro che tiene, ma cambia pelle
Dopo anni di crescita, anche significativa dell’occupazione, il 2025 mostra segnali di rallentamento nella creazione di nuova occupazione, ma non di riduzione.
I dati relativi ai nuovi rapporti di lavoro continuano a registrare un saldo positivo tra attivazioni e cessazioni, sebbene decisamente più contenuto rispetto agli ultimi anni e, comunque, prevalentemente circoscritto ad alcuni specifici settori economici.
Tra i segnali positivi si registrano la disoccupazione ai minimi storici (3,1% nel 2025, con il 2,8% di quella femminile) e saldi occupazionali positivi nel lavoro subordinato tempo indeterminato per costruzioni, commercio, noleggio e le pulizie.
Tra le criticità gli avviamenti che, dopo il picco del 2022, calano ulteriormente nel 2025, con una variazione negativa del 3,4% nell’ultimo anno che, per quanto compensata da una riduzione anche delle cessazioni, segnala un indebolimento della capacità di attivazione di nuovi rapporti di lavoro e la diminuzione delle trasformazioni a tempo indeterminato e quindi i processi di consolidamento dei rapporti di lavoro in essere che avevano caratterizzato gli ultimi anni.
Fuori dalle tendenze contingenti, si conferma l’importante ruolo del terziario, che assorbe oltre il 51% degli occupati residenti in provincia. Milano resta il principale polo di attrazione per i nuovi rapporti di lavoro dei cittadini brianzoli, oltre ad aumentare anche gli spostamenti fuori regione. Nondimeno la Brianza non si confonde con la Città Metropolitana Milanese, mantenendo peculiarità proprie nel profilo produttivo e occupazionale, quali il peso del settore legno-arredo, dell’elettronica e dell’industria in genere.
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Le sfide all’orizzonte
I dati del 2025 fotografano un mercato ancora attivo, con buona capacità di assorbimento, ma attraversato da fragilità e trasformazioni strutturali che non possono essere ignorate. La manifattura tradizionale che rallenta, la popolazione che invecchia e la difficoltà di reperire manodopera qualificata disegnano uno scenario che richiede risposte sistemiche e coordinate, non interventi isolati.
I commenti
“La sfida che abbiamo davanti è concreta e urgente: si tratta di accompagnare le persone inattive, disoccupate o che hanno appena perso il lavoro verso le professionalità di cui il nostro mercato del lavoro ha bisogno e che fatica a trovare – ha detto il presidente della Provincia di Monza e della Brianza, Luca Santambrogio – Non è una sfida che si vince da soli. Il nostro metodo — quello che, come Provincia, abbiamo scelto da anni — è mettere intorno allo stesso tavolo istituzioni e stakeholder, per progettare insieme le soluzioni migliori. questo “fare rete” si concretizza in strumenti operativi che, in questi anni, hanno prodotto risultati straordinari, come il Tavolo di Concertazione territoriale, il Patto per il lavoro della Brianza e il Patto per la manifattura del legno e dell’arredo. Quest’ultimo in particolare, come abbiamo avuto modo di raccontare pochi mesi fa, ha visto lavorare insieme ben quindici soggetti del territorio che hanno sperimentato modalità innovative per il reperimento di manodopera in uno dei comparti più preziosi della nostra economia. Come Provincia, continueremo a investire nella conoscenza e nella collaborazione di rete, perché solo partendo da questi due elementi è possibile costruire politiche efficaci e condivise”.
L’Amministratore Unico di AFOL MB, Marcello Correra, ha aggiunto che
“la capacità di fare rete richiamata dal Presidente Santambrogio trova la sua concreta attuazione anche nei servizi per il lavoro e nelle politiche attive. In una fase in cui le imprese faticano a trovare competenze e molte persone restano ai margini del mercato del lavoro, il nostro impegno è accompagnare queste transizioni in modo sempre più mirato, mettendo in connessione domanda e offerta, investendo sulle competenze e personalizzando i percorsi. L’obiettivo è rendere il lavoro non solo accessibile, ma anche più stabile, qualificato e inclusivo.”