ripartenza e difficoltà

Parrucchieri ed estetisti riaprono, non senza disagi

Unione Artigiani: il decreto arrivato in ritardo e la difficoltà a reperire dispositivi di protezione non hanno aiutato.

Parrucchieri ed estetisti riaprono, non senza disagi
18 Maggio 2020 ore 11:54

Parrucchieri ed estetisti riaprono, non senza disagi. La stima di Unione Artigiani: in Brianza serrande alzate per il 70% degli addetti ai lavori delle due categorie.

Parrucchieri ed estetisti riaprono, non senza disagi

Permangono tuttavia alcune difficoltà, come spiega l’Unione Artigiani in una nota. Difficoltà dovute principalmente al problema del decreto arrivato in ritardo, così come l’ordinanza regionale e le linee guida. Disagi anche per l’approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale.

L’Unione Artigiani di Milano e di Monza-Brianza stima che a Milano città circa l’85% degli acconciatori abbia riavviato l’attività stamane, con percentuali che scendono un po’ nell’hinterland e in Brianza (70% circa).

Più timida la risposta al via libera del settore estetica quasi ovunque, per una media tra milanesi e brianzoli che si attesta tra il 50 e il 60%.

“Unione Artigiani si è battuta con successo – commenta il segretario generale Marco Accornero – per convincere Governo e Regione Lombardia a consentire la riapertura ai parrucchieri e agli estetisti e la risposta sembra premiare l’accoglimento delle nostre istanze.”

I ritardi non aiutano

“Certo – prosegue Accornero – occorre considerare che la certezza di poter riavviare i saloni e soprattutto le linee guida ufficiali da seguire sono giunte con pesante ritardo, di domenica sera, a pochissime ore dal giorno annunciato per poter tornare a lavorare. Solo coloro che in settimana avevano deciso di crederci, investendo in una ripartenza ancora aleatoria, stamattina erano pronti ad aprire. E con loro i clienti, che avevano preso appuntamento confidando in una decisione positiva delle istituzioni. Per gli altri si presenta la difficoltà di reperire i dispositivi indicati dai protocolli come obbligatori, mascherine e guanti soprattutto, e ciò comporta un disagio evidente che doveva essere previsto da chi governa, mettendo a disposizione per tempo gli indispensabili strumenti di sicurezza richiesti da decreti e ordinanze.”

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Ora serve assistere il settore

“Si poteva e si doveva fare meglio – conclude Accornero -, ma ora occorre assistere il settore agevolando l’approvvigionamento dei dispositivi obbligatori con celerità e a prezzi calmierati. Unione Artigiani, tramite la controllata Upi Servizi, ha da tempo organizzato convenzioni con fornitori affidabili, consigliando le singole realtà anche sotto il profilo dell’adeguamento normativo al Documento di valutazione dei rischi. Dopo lunghe settimane, mesi, di chiusura forzata comunque gli artigiani acconciatori ed estetisti si stanno rimboccando le maniche con l’auspicio di tornare al più presto alla normalità.”

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