Economia

Pmi brianzole: luci e ombre per la manifattura locale nell’indagine Confimi

8 aziende su 10 non ridurranno l’organico, ma il recupero del fatturato perso in lockdown sarà lento.

Pmi brianzole: luci e ombre per la manifattura locale nell’indagine Confimi
Brianza, 23 Ottobre 2020 ore 11:13

Pmi brianzole: 8 aziende su 10 non ridurranno l’organico nel 2021, lento il recupero del fatturato perso in lockdown, utilizzata la cassa integrazione su oltre la metà dei dipendenti, stop allo smart working.
È quanto emerge dall’indagine di Confimi Industria, confederazione del manifatturiero italiano, condotta nei giorni scorsi ai propri associati. All’interno dell’analisi nazionale, sono stati estratti i dati relativi alle Pmi nel nostro territorio. Un campione, quello locale – di circa 200 aziende – appartenenti per lo più ai settori della metalmeccanica, dell’alimentare, del settore edile e dei servizi, con in media fino a 30 addetti e un fatturato annuo che nella maggior parte dei casi si attesta sui 10 milioni di euro.

Pmi brianzole: recupero lento ma c’è ottimismo

Il recupero del fatturato perso a causa del Covid-19 non è per tutti dietro l’angolo e di certo non avverrà con l’arrivo della prossima primavera, ovvero a un anno esatto dal lockdown.
Tempi di recupero più lenti quindi rispetto alle previsioni dell’Istat per oltre 7 industriali su 10. E se l’8% degli stessi dichiara di aver già recuperato il fatturato perso nelle settimane di blocco, c’è un 23,5% del campione che si sente ottimista e, guardando all’andamento del secondo semestre dell’anno, crede di chiudere il 2020 senza particolari scostamenti rispetto all’anno precedente.

Pmi brianzole tra ammortizzatori sociali e lavoro da casa

Tra i quesiti dell’indagine non potevano mancare quelli sull’occupazione. Il 35% degli industriali ha ancora in attivo gli ammortizzatori sociali coinvolgendo oltre il 50% (52,4%) del personale in forza.
Addio all’utilizzo dello smart working per 7 aziende su 10. E se dalle precedenti indagini era già emerso che un buon 15% non aveva optato per il lavoro agile, oggi solo il 17% degli industriali ha ancora personale che lavora da remoto e, di questi, solo il 25% prevede che lo smart working possa in un prossimo futuro diventare una reale modalità di lavoro. Complice anche il settore di appartenenza, gli imprenditori di Confimi Industria prevedono smart working per i soli reparti di amministrazione e marketing.
L’81,6% degli industriali manterrà invariato il proprio livello occupazionale. Riduzione, e fino a un massimo di 5 unità, per il 5,2% delle imprese rispondenti, mentre il 13,2 del campione ha dichiarato di avere in previsione perfino nuove assunzioni. Percentuale che cresce e arriva al 25% per il settore della meccanica.

Credito: non ci sono buone notizie

Non ci sono invece buone nuove sul versante del credito: 4 imprenditori su 10 hanno usufruito delle misure per il credito e più dell’10% sta ancora aspettando di accedervi. L’interesse degli imprenditori del manifatturiero si è concentrata per lo più nelle richieste dei 30mila euro (nel 36% dei casi) e in quelle da 800mila (46%), mentre il 18% delle imprese ha fatto richiesta per il credito di importo superiore.

Il commento del presidente Franco Goretti

Franco Goretti

«Da questa fotografia emerge che le aziende manifatturiere sono fiduciose nei propri mezzi e nella capacità di restare sul mercato, ma la situazione non chiara per le scelte da parte del Governo incide negativamente sulle aziende». Questo il commento del presidente di Confimi Industria Monza Brianza, Franco Goretti.
«Ovviamente la capacità produttiva delle Pmi della Brianza è stata intaccata, ma dimostrano la capacità nel proseguire la propria attività – prosegue Goretti – Si evidenzia la scarsa applicabilità nella nostra imprenditoria manifatturiera dell’utilizzo dello smart working. Certamente c’è l’impegno di proteggere i lavoratori dall’infezione, ma il Governo deve fornirci i mezzi adeguati. Il termine “faremo” non ci aiuta, abbiamo bisogno di “facciamo” o “abbiamo fatto”».
«Gli imprenditori stanno lottando per ottenere risultati, e per riuscirci devono anche affrontare lacci e laccioli della pubblica amministrazione – conclude il presidente di Confimi Monza e Brianza – Ci auguriamo che le promesse fatte si concretizzino coerentemente in certezze per gli imprenditori».

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