Confimi Industria

Pmi manifatturiere di Monza e Brianza, crescono i problemi

Fatturato in calo, previsioni negative ma si accede al credito: i risultati della rapida survey realizzata dall’associazione di imprese.

Pmi manifatturiere di Monza e Brianza, crescono i problemi
Monza, 17 Novembre 2020 ore 10:22

Pmi manifatturiere di Monza e Brianza, come stanno in questa nuova fase di emergenza sanitaria? Il fatturato è in calo, le previsioni non sono positive ma le imprese riescono ad accedere al credito. Confimi Industria Monza e Brianza ha realizzato una rapida indagine su un mini campione rappresentativo delle imprese associate, per misurare la temperatura su fatturato, gestione delle risorse umane e accesso al credito in questo particolare momento di attività nella Lombardia da qualche tempo zona rossa.
L’associazione imprenditoriale conta circa 200 aziende appartenenti per lo più ai settori della metalmeccanica, dell’alimentare, del settore edile e dei servizi, con in media fino a 30 addetti e un fatturato annuo che nella maggior parte dei casi si attesta sui 10 milioni di euro.

Pmi manifatturiere di Monza e Brianza, come stanno?

Per un terzo degli intervistati il fatturato a oggi rispetto al 2019 è rimasto invariato, per il 7% è fortunatamente in costante crescita e per la restante parte degli intervistati (il 60%) il fatturato è calato di una percentuale mediamente compresa tra il 10 e il 30%, con picchi fino al 40%.
Per l’ultimo bimestre dell’anno, novembre-dicembre, a fronte di un 13% di ottimisti che prevedono un aumento di fatturato, la maggior parte prevede un calo dello stesso (64%), mentre per un’azienda su cinque (il 23% degli intervistati) il fatturato sarà costante.
Il 40% delle imprese campione non ha avuto assenze nell’organico causa Covid in questo periodo, poco più della metà ha avuto una riduzione di organico inferiore al 50% e nello specifico inferiore al 20% in media.
Oltre 4 aziende su 10 sta facendo ricorso agli ammortizzatori sociali o ha intenzione di farlo da qui a fine anno. Il 57% non ha bisogno dello strumento.
Infine, sul fronte del ricorso al credito, buona parte degli intervistati non ha difficoltà nell’accesso alle risorse finanziarie. C’è un 6% degli intervistati che segnala difficoltà evidenti. Prevalentemente la difficoltà è nell’accesso a nuovi finanziamenti, in qualche caso si lamenta l’applicazione di tassi fuori mercato.

Il presidente Goretti: “Chiediamo misure urgenti e mirate a rilanciare l’industria”

Franco Goretti

“Abbiamo voluto sondare lo stato di salute delle nostre associate in questo periodo delicato dell’anno, nel pieno della seconda ondata della pandemia Covid-19 – spiega il presidente di Confimi Industria Monza e Brianza, Franco Goretti – analizzando con una rapida analisi fatturato, percentuale di assenteismo e ricorso al credito. In questa seconda tornata pandemica le attività manifatturiere non sono state fermate, ma è innegabile che il rallentamento di tutte le economie mondiali ha prodotto e produrrà effetti anche nelle nostre piccole e medie imprese. La nostra associazione, anche per il tramite dei livelli nazionali e regionali, sta sostenendo con forza l’introduzione di misure urgenti e mirate a rilanciare l’industria e più in generale tutta l’economia del nostro Paese. Il crollo dei consumi, le difficoltà nella mobilità internazionale, l’eccesso di burocrazia, soffocano quotidianamente l’azione delle nostre Pmi e i numeri delle indagini congiunturali certificano tale stato”.

Il direttore Ranzini: “Per molte imprese il futuro è ormai seriamente compromesso”

Edoardo Ranzini

“L’indagine svolta in questo fine settimana – sostiene il direttore Edoardo Ranzini – conferma quanto si percepisce dal dialogo quotidiano con gli imprenditori associati. Il settore delle Pmi manifatturiere evidenzia situazioni diverse tra di loro con connotati ben chiari fin dall’avvio della pandemia dello scorso mese di marzo. Una nicchia di aziende, che definirei ‘Champions’, crescono come quote di mercato, nel fatturato, acquisiscono nuovi clienti, assumono, faticando a trovare manodopera adeguata. Di contro vi è una percentuale di imprese, purtroppo superiore a quelle eccellenti, in difficoltà ormai cronica e per le quali il futuro aziendale è ormai seriamente compromesso. La maggior parte delle Pmi del nostro territorio, il circa l’80% del totale delle manifatturiere, ricorre agli ammortizzatori sociali per limitare i danni dovuti al calo di fatturato, non avverte particolari problemi di accesso al credito in quanto ben gestite e spesso adeguatamente patrimonializzate, sta riuscendo pur con fatica a gestire l’assenteismo del personale per lo più contenuto e dovuto alla pandemia in corso soprattutto nella nostra provincia. Il rischio che parte di queste non riesca a sopportare a lungo questa situazione è alto, la metà di questa fascia di aziende rischia di scivolare verso una zona di non ritorno, su queste Pmi occorre concentrare l’attenzione di noi operatori del settore”.

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