Solidarietà dei Circoli Pd ai lavoratori della “K-Flex”: raccolti 7mila euro

Tutti a sostegno degli operai di Roncello

Solidarietà dei Circoli Pd ai lavoratori della “K-Flex”: raccolti 7mila euro
20 Aprile 2017 ore 12:45

Sconfiggere la crisi con la solidarietà. E’ un grande risultato quello raggiunto dai Circoli del Pd di Monza e Brianza a sostegno dei lavoratori della “K-flex” di Roncello: sono stati raccolti infatti ben 7mila euro, già versati sull’apposito conto corrente aperto per l’occasione. I problemi per gli operai erano iniziati lo scorso 24 gennaio, quando l’azienda aveva annunciato 187 licenziamenti e la volontà di chiudere i capannoni.

Una doccia gelata: tutti a casa

Una resistenza eroica quella dei lavoratori della K-Flex, azienda leader nella produzione di isolanti termici e acustici, diventata il simbolo della battaglia contro le delocalizzazioni delle imprese che prendono soldi pubblici e aprono fabbriche all’estero chiudendo quelle italiane. A gennaio, infatti, il colosso della famiglia Spinelli aveva fatto sapere di voler chiudere i battenti, licenziando i 187 operai e salvando solo i 60 impiegati nella logistica e nella ricerca e sviluppo. Immediatamente era cominciato lo sciopero di questi ultimi, che si sono accampati nelle tende fuori dalla fabbrica. Settimana scorsa, dopo due mesi e mezzo, gli operai hanno manifestato la volontà di tornare a lavorare ma l’azienda ha interdetto loro l’ingresso. I sindacati hanno allora avviato le procedure per denunciare l’azienda, rea di condotta antisindacale, più precisamente per “il mancato rispetto da parte dell’azienda dell’accordo del 28/12/2016, l’indisponibilità ad aprire una trattativa per discutere un piano industriale che preveda il mantenimento di un insediamento produttivo e di una parte dei posti di lavoro e le motivazioni riportate nella procedura di licenziamento collettivo”.

Solidarietà collettiva

La voci a favore degli operai non sono certo mancate: dai sindaci ai politici alle gente comune, tutti hanno tentato di trovare una soluzione affinché la fabbrica non chiudesse. Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda è intervenuto personalmente sulla vicenda, invitando la proprietà “a fare un passo indietro”, Il grillino Luigi Di Maio ha chiesto la restituzione dei soldi pubblici, i sindaci del territorio hanno sfilato con la fascia tricolore al grido di “Lavoro! Lavoro! Lavoro!” e perfino il leader leghista Matteo Salvini ha voluto festeggiare il suo 44esimo compleanno con gli operai. E infine sono stati organizzati concerti, lotterie e la raccolta fondi per aiutare le  famiglie dei lavoratori. L’azienda nel frattempo è ancora piuttosto criptica riguardo le decisioni che intende affrontare, ma i sindacati hanno comunque sottolineato l’utilità dello stare uniti per sconfiggere le ingiustizie.

 

Andrea Loddo

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