il bilancio

Ufficio vertenze CISL Monza Brianza Lecco, nel 2024 recuperati oltre 4,3 milioni di euro

Complessivamente sono stati assistiti 2.089 lavoratori nella nostra provincia. Cresce il numero totale delle vertenze

Ufficio vertenze CISL Monza Brianza Lecco, nel 2024 recuperati oltre 4,3 milioni di euro
Pubblicato:

Il 2024 ha fatto segnare numeri particolarmente importanti per l’ufficio vertenze CISL Monza Brianza Lecco: nei dodici mesi considerati ha infatti recuperato per i lavoratori assistiti nella provincia di Monza Brianza oltre 4,3 milioni di euro. E non solo: complessivamente sono stati assistiti 2.089 lavoratori, fra vertenze, fallimenti, conciliazioni, consulenze e dimissioni. Dati che segnano dunque un incremento significativo delle vertenze rispetto all’anno precedente: considerando anche la provincia di Lecco, sono state 1.016 contro le 812 del 2023 (erano 605 nel 2020).

L’introduzione del segretario generale Scaccabarozzi

Ad introdurre la presentazione di quanto emerso dal bilancio dell’ufficio vertenze è stato Mirco Scaccabarozzi, segretario generale CISL Monza Brianza Lecco: «Questo ufficio ha una centralità nel nostro operato ed è un servizio importante che viene erogato per ciascun associato - ha affermato - la sua finalità è quella di arrivare ad una conciliazione prima di finire in causa davanti ai giudici del lavoro. Abbiamo sportelli a Monza, Vimercate, Carate, Seregno e Cesano Maderno e siamo pronti ad affrontare il 2025: possiamo supporre che l’attività aumenterà ulteriormente nel corso dell’anno, dato che la situazione del territorio potrebbe risentire di qualche scricchiolio sul fronte occupazionale».

Parola ad Antonio Mastroberti

In seguito è intervenuto Antonio Mastroberti, responsabile dell’ufficio vertenze: «Senza dubbio il nostro è un osservatorio privilegiato per il mercato del lavoro e l’andamento complessivo dell’economia del nostro territorio - ha esordito - i dati mettono in mostra un incremento significativo del numero di vertenze rispetto al passato, contraddistinto anche da un aumento di procedure concorsuali e da una diminuzione delle dimissioni».

L’emergere di una tendenza preoccupante

Nel corso del 2024 è emersa poi una particolare tendenza: «Registriamo, in maniera preoccupante, i casi di lavoratori che in conseguenza del lavoro si ammalano e quindi si rivolgono a professionisti come gli psicologi, piuttosto che gli psichiatri, per curare il loro malessere. Sono sempre più frequenti i casi di lavoratori che vengono licenziati dopo lunghi periodi di malattia in conseguenza del lavoro. Oppure di lavoratori che si dimettono in quanto ravvisano nel lavoro la causa del loro malessere. Risultano in aumento anche i casi di denunce di malattie professionali (circa 30% in più, ndr), anche se scontiamo una legislazione che contempla prevalentemente patologie di natura fisica e molto meno di natura psichica. A fronte di un aumento di questi casi si rende necessario intervenire per rendere i luoghi di lavoro più rispettosi del benessere dei lavoratori».

I casi di discriminazione

Le ragioni dell’aumento costante del numero di vertenze nell’ultimo quinquennio sono da ricercare anche in una maggiore attenzione verso i casi di discriminazione: «Abbiamo aperto numerose vertenze a favore dei lavoratori somministrati che spesso non godono degli stessi diritti dei lavoratori diretti: mancata erogazione, per esempio, dei premi aziendali, piuttosto che anni di rapporto di lavoro somministrato nella stessa azienda, quindi costretti ad una perenne precarietà. Oppure discriminazioni legate al sesso, alle condizioni di salute, piuttosto che alla nazionalità, che ci vengono denunciate ma non sempre si trasformano in vere e proprie vertenze. Per i lavoratori degli appalti, piuttosto che dell'e-commerce, spesso risulta difficile e rischioso aprire delle vertenze, pena la perdita del posto di lavoro e quindi ci chiedono consulenze mentre ancora lavorano».

Conciliazioni e dimissioni

Da segnalare il dato relativo a conciliazioni e dimissioni. Sempre più spesso i lavoratori, per evitare un contenzioso dai tempi lunghi, in particolare sul Tribunale di Monza e con degli oneri che possono diventare anche molto onerosi in caso di soccombenza, scelgono la via degli accordi extragiudiziali: «Tra l’altro Il Jobs Act ha spinto alle conciliazioni introducendo l’offerta conciliativa esente e riducendo gli eventuali risarcimenti per i licenziamenti illegittimi - ha continuato Mastroberti - solo l'anno scorso abbiamo sottoscritto circa 587 conciliazioni, prevalentemente a seguito di una risoluzione del rapporto di lavoro». Sul fronte dimissioni nel 2024 l’ufficio vertenze ha assistito 1.237 lavoratori che le hanno rassegnate con CISL Monza Brianza Lecco. Come già accennato, con una significativa riduzione rispetto all'anno precedente: «Penso sia sintomo di un mercato del lavoro meno dinamico e che quindi desta qualche preoccupazione. Come sempre il settore che vede il maggior numero di lavoratori è quello dei servizi a ruota quello dei metalmeccanici. Sono numerosi anche i lavoratori delle agenzie di somministrazione che si dimettono per essere assunti direttamente dai committenti».

I settori coinvolti

Infine il bilancio analizza i settori interessati dalle vertenze: come sempre il contenzioso è più diffuso nel settore dei servizi, nelle aziende metalmeccaniche, nonché nei settori tessile - chimico, dell'edilizia e dei trasporti. «Nella ristorazione c’è sempre molto lavoro grigio, con qualche lavoratore addirittura in nero. Nel settore dell'edilizia, invece, spesso i lavoratori vengono pagati a giornate, indipendentemente dalle ore, il tutto in cantieri ove sono presenti una miriade di aziende tra appalti e subappalti. Nel settore dei trasporti, vista la carenza di autisti, i lavoratori spesso concordano verbalmente delle retribuzioni mensili nette più alte dei minimi contrattuali che poi vengono meno nel momento in cui il rapporto si incrina».

E la tipologia di vertenze

Chiudiamo con la tipologia di vertenze: il contenzioso riguarda prevalentemente il recupero crediti, sia per le difficoltà di alcune aziende nel pagare gli stipendi, sia per ritorsione nei confronti di lavoratori il cui rapporto di lavoro non si è chiuso nel migliore dei modi. «Abbiamo anche numerosi casi di inquadramenti non corretti, piuttosto che di straordinari non pagati. Nel settore metalmeccanico, invece, abbiamo numerose vertenze relative all’incidenza degli straordinari su 13°, ferie e permessi. Poi sono sempre numerose le vertenze per licenziamenti, sia di natura economica che disciplinari», ha concluso Mastroberti.

Seguici sui nostri canali
Necrologie