Economia e lavoro

“Voss di Osnago: crisi di portata nazionale”

Così l'ha definita il segretario generale della Cisl Roberto Benaglia, originario di Arcore. Sono in 70 a rischiare il posto di lavoro.

“Voss di Osnago: crisi di portata nazionale”
Economia Vimercatese, 29 Dicembre 2020 ore 08:21

“Voss di Osnago: crisi di portata nazionale”. Così l’ha definita il segretario generale della Cisl Roberto Benaglia, originario di Arcore.

“Voss di Osnago: crisi di portata nazionale”

I lavoratori hanno presidiato la fabbrica anche nei giorni delle festività natalizie ma la crisi alla Voss di Osnago, nella Brianza lecchese sul confine con Carnate e Ronco Briantino è lontana dall’essere risolta. Tanto che oggi, martedì 29 dicembre, alle 14, davanti all’azienda di via Stoppani si terrà una conferenza stampa promossa da Cgil, Cisl e Uil per fare il punto della situazione e sulle prospettive occupazionali, che ricordiamo interessano una settantina di lavoratori.

“A chi millanta, a nome e per conto della Voss la volontà di ‘iniziare un dialogo costruttivo’ con lavoratrici, lavoratori e rappresentanti sindacali, va ricordato che i diktat in merito ai licenziamenti previsti non depongono certo a favore di tale presunta volontà” ha sottolineato in una nota il segretario generale della Cisl Monza Brianza e Lecco Mirco Scaccabarozzi, che ha continuato: “L’aver disertato tavoli istituzionali, quale quello prefettizio della serata di venerdì 18, manifesta ulteriormente la chiara ‘volontà collaborativa’, così come l’avere chiuso la porta ad altri tavoli”.

A Osnago la protesta di lavoratrici e lavoratori della Voss dunque continua “con il nostro pieno sostegno e la nostra solidarietà. Insieme alla mia segreteria sono stato con loro la vigilia di Natale con il segretario della Cisl regionale Ugo Duci, ascoltando gli auguri di Annamaria Furlan, il giorno di Natale con Roberto Benaglia, segretario nazionale della Fim, così come nei giorni che hanno preceduto e seguito le festività di Natale, in compagnia della segreteria e degli operatori della Fim Cisl territoriale. Ad essi l’enorme merito di aver organizzato il presidio, cercando di ovviare a tutte le difficoltà organizzative, dal cibo al ricovero notturno” rimarca ancora Scaccabarozzi.

Il segretario generale della Cisl MB Lecco è grato soprattutto “per la lezione di umanità ricevuta dalle lavoratrici e dai lavoratori della Voss che rischiano di perdere il posto di lavoro”. Chiude quindi il suo scritto ricordando il contenuto di una lettera che qui riortiamo.

La lettera di un lavoratore

In questi giorni la mia azienda ha annunciato la chiusura per delocalizzazione del mio stabilimento e conseguenti 70 licenziamenti. E io con vergogna, non l’ho detto a nessuno.

Ho sperimentato sulla mia pelle l’apatia che questa notizia ti porta a subire. Questa apatia mi ha portato a vivere nella paura del domani e nemmeno a gioire delle decisioni importanti della mia vita come l’anello consegnato alla mia fidanzata solo qualche giorno prima, il desiderio della nostra vita insieme che si realizzava con il rogito firmato in questi giorni.

Mi vergognavo, pensavo di avere delle colpe, di essere stato uno stupido, un deficiente forse perché non «avevo capito» – come qualcuno mi ha detto.

Coerente con le mie scelte di vita, con i valori in cui credo ho chiesto rispetto, dignità, ho partecipato alla protesta nonviolenta insieme ai miei colleghi e provato sulla mia pelle il freddo delle notti all’addiaccio, dei dubbi sul futuro e dei sacrifici da intraprendere. (…)

Non sono disperato, perché la speranza mi è data dalle persone che ho a fianco.

Sono semplicemente senza un lavoro. Lavoro che mi è stato tolto (…). Avete provato a togliermi la dignità. Ma grazie a voi invece l’ho ritrovata. Avevo perso la fiducia nelle istituzioni. Ma grazie a voi l’ho ritrovata.

“La Cisl – conclude Scaccabarozzi – non cederà a nessun diktat, ma forte della fiducia di persone come l’autore della lettera, si batterà per un accordo sindacale che offra un orizzonte di prospettiva. Il lavoro al centro non è per noi solo uno slogan ma l’asse portante della politica dei prossimi mesi. Ad aprile non assisteremo impotenti a operazioni di macelleria sociale”.

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