Le Zone di Innovazione e Sviluppo (Zis) come strumento per costruire il futuro produttivo della Lombardia, mantenere la leadership manifatturiera europea e creare un modello capace di generare innovazione, investimenti e nuove opportunità per le imprese. È questo il messaggio emerso dall’incontro «Zis. La nuova politica industriale di Regione per la Lombardia del 2050», organizzato da Ops! Media mercoledì 10 giugno al Ristorante Fondo Brugarolo di Sulbiate.
Durante l’incontro hanno preso parola i rappresentanti del mondo imprenditoriale, accademico e associativo, ma il cuore dell’evento è stato l’intervento di Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, che ha illustrato la strategia regionale alla base del progetto.
Una scelta che guarda ai prossimi decenni
«Quando abbiamo iniziato a mettere a terra le Zis abbiamo pensato a come potessero essere percepite – ha spiegato Guidesi – Chi è intervenuto prima di me ha descritto perfettamente il contesto, le motivazioni e gli obiettivi sui quali lavorare nel medio e lungo termine. Questo mi rende estremamente felice, significa che il messaggio è stato recepito positivamente». Per l’assessore, le Zis rappresentano prima di tutto un cambio di mentalità. Un progetto che nasce da una precisa scelta strategica: «Nel 2022 la Lombardia è stata certificata come prima regione manifatturiera d’Europa e abbiamo deciso di continuare ad esserlo».

Innovazione e connessioni per valorizzare il potenziale esistente
Le Zis, ha sottolineato l’assessore, riguardano direttamente il mondo della manifattura e nascono dalla convinzione che in Lombardia esista ancora un enorme potenziale inespresso. «La nostra strategia economica riconosce che disponiamo già di competenze e know-how straordinari, ma che spesso manca la connessione tra queste risorse», ha affermato. Da qui l’idea di creare luoghi in cui ricerca, sviluppo, formazione e impresa possano lavorare insieme in modo stabile, trasformando le conoscenze in innovazione concreta e successivamente in prodotti e servizi competitivi sui mercati.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla governance del progetto: «Non vogliamo un sistema in cui il soggetto pubblico guida tutto e gli altri seguono. Deve essere una realtà capace di autoalimentarsi attraverso l’innovazione e il proprio posizionamento, non solo in Lombardia ma a livello europeo».
Radicamento territoriale e attrazione di investimenti
Un altro tema centrale è quello del rapporto tra imprese e territorio: «Le aziende lombarde sono parte integrante delle nostre comunità e spesso lo diamo per scontato, ma non è così ovunque», ha osservato Guidesi. Secondo l’assessore, le future Zis potranno generare importanti ricadute economiche e sociali: dall’attrazione di nuovi investimenti alla creazione di indotto, fino allo sviluppo di modelli innovativi di welfare aziendale. La prospettiva è dichiaratamente di lungo periodo: «I progetti dovranno avere un piano strategico che guardi al periodo 2032-2050. Abbiamo rinunciato a risultati immediati per costruire risultati futuri. E di questo sono orgoglioso. Fra vent’anni vorrei guardarmi indietro e dire: quel giorno avevamo ragione».

Un’opportunità anche per le piccole imprese
Nel corso del dibattito è emersa più volte l’importanza di coinvolgere il tessuto delle micro, piccole e medie imprese che caratterizza la Brianza e gran parte della Lombardia. Su questo punto Guidesi è stato netto: «Le Zis – ha spiegato – potranno offrire alle Pmi la possibilità di accedere a competenze e strutture oggi difficilmente raggiungibili, come centri di prototipazione e sviluppo tecnologico. Inoltre la vicinanza significa risparmio di tempo e maggiori opportunità. Allo stesso tempo, le grandi aziende capofila potranno trovare nelle piccole realtà soluzioni innovative che oggi magari non conoscono». Da qui una definizione che riassume l’intera filosofia del progetto: «La Zis è la casa delle imprese. Funziona se serve a migliorare la competitività delle aziende che ne fanno parte».
Il sostegno di università e associazioni
Dopo i saluti della padrona di casa Barbara Colombi si sono alternati numerosi interventi che hanno evidenziato il valore strategico delle Zis. Dal professor Luca Beverina dell’Università Bicocca, che ha definito il progetto «un’opportunità per trasformare la ricerca in innovazione e poi in prodotto», a Matteo Parravicini, presidente di Assolombarda Monza e Brianza, che ha sottolineato come le nuove aree possano favorire investimenti, attrazione di giovani talenti e massa critica. Favorevole anche il mondo dell’artigianato, rappresentato da Enrico Brambilla di Apa Confartigianato Imprese Milano Monza Brianza, secondo cui «il progetto può contribuire a rafforzare le filiere senza perdere l’identità manifatturiera del territorio». Carlo Piemonte, direttore generale FederlegnoArredo ha ricordato l’importanza di fare sistema, superare gli individualismi e creare nuove occasioni di collaborazione tra aziende, ricerca e formazione.

Parola agli imprenditori
A confermare l’interesse suscitato dal progetto sono stati anche gli interventi dei rappresentanti delle imprese e delle associazioni. Maurizio Crippa di Gr3n ha evidenziato come «percorsi innovativi ad alto rischio, come quelli legati al riciclo chimico delle plastiche, abbiano bisogno di una collaborazione iniziale tra pubblico e privato per poter arrivare alla fase industriale». Rita D’Arenzo, vicepresidente vicario di Confimi Brianza, ha richiamato l’attenzione sul collegamento tra scuola e lavoro come «strumento per affrontare la carenza di personale qualificato». Serena Agostini di Virma Group ha sottolineato la necessità di «coinvolgere anche le realtà più piccole nei processi di innovazione e digitalizzazione, evitando il rischio di una progressiva deindustrializzazione». Chiara Franzini di InnoChem ha definito le Zis un’opportunità concreta per far crescere le aziende e attrarre giovani talenti da tutta Italia.

Dal fare rete al passaggio generazionale
Paola Esena, project manager di Fondazione Bicocca, ha posto l’accento sulla necessità di «creare un linguaggio comune tra università e imprese», mentre Alessio Frassoldati, docente dell’Università Bicocca, ha ricordato l’utilità di «facilitare l’innovazione tramite la formazione di personale qualificato». Nicla Gallenda di Tecnorobot ha invitato le aziende a fare maggiormente rete e a condividere competenze ed esperienze. Stefano Bianconi di Columbus Logistics ha invece raccontato l’importanza delle collaborazioni con il mondo universitario per affrontare mercati in continua evoluzione. Tra i temi emersi anche quello del passaggio generazionale, richiamato da Gianni Caimi, ex presidente di Assolombarda Monza e Brianza, mentre il commercialista Fabio Corno ha sollevato il tema della governance futura delle progettualità, chiedendosi chi sarà chiamato a coordinarne concretamente l’attuazione sul territorio.
GUARDA LA GALLERY (3 foto)