Dopo la condanna di primo grado

Il sindaco di Monza: “Solidarietà a Chiara Appendino, non possiamo essere sempre gli unici a pagare”

Alla sindaca di Torino è stata data una pena di 1 anno e 6 mesi, nel processo di primo grado, per gli incidenti di piazza San Carlo del 2017.

Il sindaco di Monza: “Solidarietà a Chiara Appendino, non possiamo essere sempre gli unici a pagare”
Politica 28 Gennaio 2021 ore 17:30

Il sindaco di Monza Dario Allevi solidale con il primo cittadino di Torino, Chiara Appendino, dopo la condanna in primo grado arrivata ieri in relazione ai tragici fatti di Piazza San Carlo. “Non possiamo essere sempre gli unici a pagare”.

Allevi solidale con il sindaco di Torino Chiara Appendino

Con un breve post sulla sua pagina Facebook il sindaco di Monza ha voluto esprimere massima solidarietà nei confronti della collega torinese, che ieri è stata condannata a un anno e mezzo, nel processo di primo grado, per i tragici fatti di piazza San Carlo.

“Resto convinto che essere Sindaco della propria città sia l’esperienza più bella del mondo: un onore, un privilegio e insieme una grande responsabilità. Ma la condanna inflitta ieri alla collega di Torino è davvero una brutta pagina per chi si occupa di amministrare il bene comune – ha scritto il sindaco Allevi -: non possiamo essere sempre gli unici in prima linea, gli unici a pagare, gli unici capri espiatori su cui scaricare tutte le colpe, comprese quelle gravissime legate in questo caso ai tragici fatti di Piazza San Carlo. Esprimo la massima solidarietà a Chiara Appendino, in attesa che si faccia chiarezza al più presto su ruoli e competenze istituzionali”.

I fatti del 3 giugno 2017

Era il 3 giugno 2017 quando la finale di Champions League Juventus-Real Madrid proiettata sul maxischermo in piazza si trasformò in una manciata di secondi nello scenario tragico che tutti conosciamo. Una banda di quattro rapinatori, armati di spray urticante, si introdusse in mezzo alla folla di tifosi e lo spruzzò per rubare collane e orologi preziosi. Un gesto che scatenò il caos e il panico portando a 1600 feriti e alla morte di due donne: Erika Pioletti e Marisa Amato.

Gli altri colpevoli

Oltre alla sindaca, sono stati riconosciuti colpevoli e condannati anche l’ex questore di Torino Angelo Sanna, l’ex capo di gabinetto Paolo Giordana, il dirigente di Turismo Torino (l’agenzia che prese in carico la creazione dell’evento) Maurizio Montagnese ed Enrico Bertoletti, un professionista che si occupò di una parte della progettazione (anche loro a un anno e sei mesi).

La reazione della Sindaca

Chiara Appendino in un lungo post pubblicato sulla sua pagina Facebook ha ripercorso la terribile vicenda che l’ha segnata profondamente, aggiungendo una riflessione sul difficile ruolo di responsabilità che hanno le istituzioni in casi del genere:

Non ve lo nascondo, questa tragica vicenda mi ha segnato profondamente. Quei giorni e i mesi che sono seguiti, sono stati i più difficili sia del mio mandato da sindaca sia della mia sfera privata, personale. E il dolore per quanto accaduto quella notte è ancora vivo e lo porterò sempre con me.
Con la stessa sincerità vorrei aggiungere ancora una cosa: a questi sentimenti, oggi, si somma anche una sensazione di amarezza. Perchè se è vero che la carica istituzionale che ricopro comporta indubbiamente delle responsabilità, alle quali non ho alcuna intenzione di sottrarmi, è altrettanto vero che oggi devo rispondere, in quanto sindaca, di fatti scatenati da un gesto – folle – di una banda di rapinatori.

Proprio sul difficile ruolo dei sindaci, sui rischi e sulle responsabilità a cui sono esposti, forse andrebbe aperta una sana discussione.
Concludo questo messaggio con un grazie a tutte le persone che mi sono state vicine, soprattutto in questi giorni, e ai miei legali, fiduciosa di riuscire a far valere le nostre tesi nei prossimi gradi di giudizio

 

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