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Appalto rifiuti, Monza vince al Tar

La sentenza ha respinto il ricorso principale e i successivi motivi aggiunti dando ragione al Comune

Appalto rifiuti, Monza vince al Tar
Politica Monza, 29 Giugno 2021 ore 11:29

Si è chiuso il capitolo dei ricorsi al servizio di Igiene urbana di Monza con la vittoria del Comune di Monza. La sentenza emessa dal Tar Lombardia Milano Sez. IV  ha respinto il ricorso principale e i successivi motivi aggiunti in merito alla gara di appalto del servizio di igiene urbana. Ne ha dato notizia ieri sera in Consiglio comunale l'assessore all'Ambiente Martina Sassoli.

Esito favorevole al Tar

Ieri sera, lunedì 28 giugno 2021, è arrivata la notizia che il Tar della Lombardia ha accolto le argomentazioni del Comune di Monza, respingendo il ricorso principale della società "De Vizia" per il provvedimento di esclusione dall'appalto di igiene  urbana. Ma il Tar - ha reso noto l'assessore in Aula consigliare - ha dichiarato improcedibili anche  il ricorso accidentale e i motivi aggiunti dell'Impresa Sangalli e l’atto di intervento di Acsm Agam Ambiente e Amsa.

L'assessore ha quindi aggiunto: "Questa sentenza decreta presso il Tar una grande vittoria del Comune di Monza e certifica  l’eccellente lavoro svolto all’amministrazione che rappresentiamo. Un lavoro fatto di costanza, competenza e professionalità: caratteristiche queste che hanno contraddistinto, sin dal primo giorno, il lavoro di tutta la squadra. Un sentito ringraziamento dunque all’architetto Gnoni, all’architetto Nizzola, alla dottoressa Guelpa, alla Cua, alla dottoressa Sabatini, all’avvocato Brambilla, Avvocato Banza all’avvocatura tutta, unitamente all’avvocato Cruso. E il ringraziamento di cuore all’amica e collega Annamaria Di Oreste per il suo incalcolabile e preziosissimo apporto che in questi due anni non è mai mancato!".

La vicenda

La vicenda risale al 2020. In mezzo c'è l’appalto multimilionario - 111 milioni di euro per una durata di cinque anni - del servizio di igiene urbana di Monza.
La lunga battaglia legale trae la sua ragion d’essere dall’esclusione della società avellinese "De Vizia" che nel 2019 si era piazzata al primo posto nella graduatoria, preaggiudicandosi così l’appalto e superando la Sangalli.
A gennaio 2020, però, il Comune, dopo le verifiche del caso che avevano visto coinvolta anche l’Anac (l’Autorità nazionale anticorruzione), ne ha disposto l’esclusione per presunte «omissioni dichiarative di circostanze rilevanti ai fini della dimostrazione della affidabilità morale e professionale dell’azienda».
Motivazioni che la De Vizia non ha poi esitato a definire «forzate», avviando così l’azione legale.

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