La decisione

“Atto di memoria” o “Simbolo identitario”? A Carate Brianza il futuro parco Ramelli divide la città

Formalizzata l'intitolazione del giardino pubblico, al centro delle contestazioni in Aula del Centrosinistra e dell’Anpi la scorsa primavera. La pratica passa alla Prefettura per l'«ok» definitivo

“Atto di memoria” o “Simbolo identitario”? A Carate Brianza il futuro parco Ramelli divide la città

Saranno i giardini pubblici tra via Martin Luther King e via dei Gaggioli a portare il nome di Sergio Ramelli.

La Giunta di Carate Brianza ha approvato la delibera che individua l’area verde, finora priva di una propria denominazione toponomastica, come luogo da dedicare al diciottenne studente milanese, militante del Fronte della Gioventù, morto nel 1975 in seguito all’aggressione subita da alcuni militanti di Avanguardia Operaia.

La decisione dà attuazione alla mozione approvata dal Consiglio comunale il 10 aprile scorso, presentata dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia. Una seduta durata oltre un’ora e mezza e caratterizzata da un acceso confronto politico, conclusasi con l’approvazione del documento grazie ai soli voti della maggioranza di Centrodestra e con il «no» del Partito Democratico seguito poi anche dalla presa di posizione dell’Anpi di Carate Brianza, che aveva chiesto all’Amministrazione di riconsiderare la proposta.

Le perplessità dell’Anpi e del Pd: La richiesta di una memoria condivisa per tutte le vittime

In un comunicato, l’associazione partigiana aveva espresso la preoccupazione che un’intitolazione dedicata a una sola vittima degli anni di piombo non favorisse il dichiarato obiettivo di pacificazione, ma rischiasse, invece, di riaprire contrapposizioni ormai consegnate alla storia. Per questo aveva proposto, come alternativa, di dedicare un luogo pubblico a tutte le vittime della violenza politica degli anni Settanta, «senza distinzioni di parte», ritenendolo un messaggio più efficace di pace, memoria e condanna di ogni forma di violenza. In Aula il Pd aveva spiegato il voto contrario definendo Ramelli «un simbolo identitario della Destra», pur riconoscendo la tragicità della sua vicenda personale, osservando come altre vittime della violenza politica non abbiano ricevuto analoghi riconoscimenti.

Di diverso avviso Fratelli d’Italia: «Ricordare Ramelli non significa schierarsi politicamente; è invece un atto di giustizia e di memoria civile», aveva affermato il capogruppo Emanuele Bottani, spiegando che l’obiettivo della mozione fosse promuovere una cultura del rispetto e della convivenza democratica. Anche gli altri gruppi della maggioranza avevano espresso sostegno all’iniziativa, definendola un’occasione per trasmettere alle nuove generazioni il valore del rispetto della persona al di sopra di ogni ideologia.

La posizione del Centrodestra: “Un atto di giustizia civile contro ogni violenza”

La delibera approvata nei giorni scorsi dall’Esecutivo richiama proprio questi princìpi.

Nel testo si sottolinea che l’intitolazione «non intende esprimere adesione o riconoscimento di carattere politico», ma ricordare una vittima della violenza e riaffermare i valori della convivenza democratica, della non violenza e del rispetto della persona. L’Amministrazione ha anche rimarcato come il giardino, luogo di incontro e socialità, rappresenti uno spazio simbolicamente adatto a veicolare un messaggio di pace, dialogo e libertà. L’intitolazione, però, non è ancora definitiva.

Il Comune trasmetterà infatti la delibera alla Prefettura di Monza e della Brianza, chiamata a rilasciare il previsto nullaosta. Solo dopo il parere favorevole la nuova denominazione diventerà ufficiale e potrà essere organizzata la cerimonia di inaugurazione con la posa della targa commemorativa.