Covid e futuro

“Bisogna potenziare la medicina del territorio”

Lo ha rimarcato il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa ospite in videoconferenza del Pd Monza e Brianza.

“Bisogna potenziare la medicina del territorio”
Monza, 22 Novembre 2020 ore 18:46

“Bisogna potenziare la medicina del territorio”. Lo ha rimarcato il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa ospite in videoconferenza del Pd Monza e Brianza.

“Bisogna potenziare la medicina del territorio”

Importante appuntamento quello organizzato giovedì dal Partito democratico di Monza e Brianza che ha organizzato una conferenza con il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa e il professor Gianni Corrao, docente di Statistica medica all’Università Bicocca. 

Il senatore del Partito democratico Roberto Rampi

Si è parlato ovviamente di emergenza Covid-19, ad introdurre i due relatori il senatore Roberto Rampi, a fare da interlocutore il consigliere regionale Gigi Ponti. Il primo a intervenire è stato il professor Corrao.

“Dalla prima metà di ottobre ad oggi la situazione è oggettivamente migliorata – ha sottolineato il docente –  I decreti hanno funzionato, sin dal primo decreto. Non è la singola restrizione che fa presa, quanto i comportamenti che ogni cittadino dovrebbe avere, per sé e per gli altri”

il professor Gianni Corrao, docente di Statistica medica all’Università Bicocca

Il professore ha quindi sottolineato che l’indice di contagio Rt è in calo il che significa “che stiamo andando nella direzione giusta. La velocità di contagio sta diminuendo e nei prossimi giorni  dovremmo assistere a un minor numero di ricoveri in Terapia intensiva e tra una settimana o due a un calo di ricoveri in generale”.

Insieme alla buona notizia il professor Corrao ha però sottolineato che ce n’è anche un’altra: “E’ sentir fare affermazioni del tipo ‘liberi tutti’ dato che la situazione sta migliorando. Questa è un’enorme sciocchezza, come il passato ci ha insegnato”.

“Visto che la velocità del contagio dipende unicamente dalla probabilità che ognuno di noi ha di avere contatti con altri è evidente che assisteremo a una terza ondata”.

Il consigliere regionale del Partito democratico Gigi Ponti

La domanda posta da Ponti quindi è: “Come disegnare il futuro? Come essere strategici rispetto a ciò che stiamo osservando?

“La Lombardia è una regione dove la gestione del paziente cronico è un problema, qui ci sono delle eccellenze ma sono marginali rispetto alla totalità delle persone. I bisogni sono per ognuno di noi che ha superato i 65 anni. Su questi pazienti si è abbattuta una situazione catastrofica. Quando pensiamo al Recovery fund dovremo quindi pensare al sistema sanitario regionale, perché in questi ultimi anni i pazienti cronici sono stati abbandonati”.

Sempre su sollecitazione di Ponti è intervenuto quindi il sottosegretario Sandra Zampa che ha affrontato soprattutto il discorso legato al vaccino.

Prima però l’esponente del Pd ha detto di essere rimasta “esterrefatta quando ho saputo che a Milano non ci sono le Usca, le Unità di continuità assistenziale ad andare a casa delle persone, ma i privati che vanno a domicilio per l’assistenza Covid, ovviamente a pagamento”.

“Mi fa piacere che il professor Corrao abbia detto che stiamo andando nella direzione giusta, non è stato facile mettere in campo un modello di lockdown light tenendo dove possibile attività e scuole aperte”.

Quindi la preoccupazione riguardo i vaccini, preoccupazione legata al  fatto “che moltissimi italiani dicono che di non volersi vaccinare”.

Anche Zampa si attende purtroppo una terza ondata a gennaio e teme che questa possa mettere a dura prova il sistema sanitario e la tenuta psicologica dei medici, già molto provati in questo momento.

Ha quindi rimarcato l’alto tasso di occupazione dei posti letto destinati a pazienti Covid in Lombardia, che hanno portato a rinviare interventi programmati per altre patologie, col timore di conseguenze pesanti a livello nazionale per mancati screening oncologici.

“Occorre potenziare la medicina del territorio perché molte persone sono seguite male o non vengono prese in carico per tempo, in quanto questa epidemia corre velocissima. Il Recovery fund dovrà servire per rafforzare la medicina territoriale e migliorare il rapporto tra medici ospedalieri e medici di medicina generale, per non sovraccaricare le strutture ospedaliere in occasioni di emergenze come è questa”.

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