Biassono

Borse di studio "da revisionare"

Le proposte avanzate da "Biassono Civica", lista all'opposizione, contenute in una mozione bocciata dalla maggioranza.

Borse di studio "da revisionare"
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"La nostra mozione sulle borse di studio ha due scopi fondamentali: quello di chiedere all’Amministrazione comunale di Biassono un investimento più significativo in questo settore e quello di sollecitare una revisione pressoché totale del regolamento". Questa la proposta di "Biassono Civica", lista all'opposizione.

Borse di studio

"Il Bilancio comunale 2023 prevede, infatti, una cifra “imbarazzante” per le borse di studio equivalente a 1.850 euro e senza le aziende e le associazioni del territorio, che ogni anno garantiscono l’erogazione di un certo numero di borse, gli studenti biassonesi non avrebbero di che stare allegri - spiega la consigliera comunale di "Biassono Civica", Cristina Schiatti - Non va meglio con il regolamento. Da quando è stata eliminata la commissione della quale, in passato, facevano parte anche la dirigente del comprensivo di Biassono e il presidente del Consiglio di istituto, i criteri erano indubbiamente più equi e democratici. Contestiamo, ad esempio, il fatto che le borse di studio vengano assegnate soltanto alla fine di ogni ciclo scolastico e accademico, e non per ogni anno scolastico".

I commenti sui social

"Come è stato giustamente commentato da un giovane studente sul nostro profilo instagram, chi, come lui, ha ottenuto voti altissimi negli ultimi due anni in terza e quarta superiore, non ha avuto alcuna possibilità di presentare la domanda per ottenere una borsa - spiega Schiatti - Paradossalmente, chi si è laureato con un voto dal 100 in su, può ottenere del denaro, anche se, magari, già sta lavorando e di certo non ha bisogno del denaro erogato attraverso le borse di studio. O, almeno, non ne ha bisogno per studiare. E questo è un altro dei punti deboli dell’attuale regolamento: non si vuole capire che la borsa di studio serve per finanziare un percorso di studi e non è semplicemente un premio".

Il criterio dell'equità sociale

"Riteniamo che sia fondamentale premiare le eccellenze, ma siamo dell’idea che, a parità di risultato, essa vada destinata a quegli studenti le cui famiglie autocertificano il reddito più basso. Abbiamo inoltre proposto che le famiglie che autocertificano un reddito superiore ai 50.000 euro non possano candidare i propri figli all’ottenimento di una borsa di studio. Non perché non si debbano premiare le eccellenze, ma per un criterio di equità sociale: chi ha mezzi economici per studiare, può essere premiato, giustamente, in modo diverso, con premi simbolici, riconoscimenti non in denaro, come è nello spirito originario delle borse di studio. Peccato che la maggioranza abbia bocciato la nostra mozione e la possibilità di lavorare insieme su un punto importante per i giovani del nostro paese, accusandoci, in modo improprio e superficiale, di non voler premiare il merito".

L'assessore Ilaria Rivolta

"Sono felice che quello delle borse di studio sia un tema sensibile, motivo per il quale il regolamento è stato frutto di una riflessione – ha spiegato in Aula l’assessore alla Pubblica istruzione, Ilaria Rivolta – Nulla vieta che si possa modificare in futuro ma divergono le posizioni relative ai principi. L’idea dell’Amministrazione comunale è quella di premiare il merito senza che questo debba comportare una prosecuzione degli studi. Colgo l’occasione per ringraziare le nostre aziende che ci sostengono in questo progetto: quest’anno l’importo della sponsorizzazione è stato anche superiore rispetto agli altri anni. Con la scuola c’è un confronto costante".

La lista "Biassono nel cuore"

La consigliera comunale all’opposizione Nadia Beretta della lista «Biassono nel cuore», ex assessore alla Pubblica istruzione, ha sottolineato: «Condivido con “Biassono Civica” il fatto che il regolamento vada rivisto perché c’è stata una riduzione delle borse di studio ed è stato un errore togliere quelle intermedie. Ritengo, inoltre, necessario ricostituire la commissione e riagganciare i rapporti con la scuola. Tuttavia non condivido l’introduzione del requisito del reddito familiare, è discriminatorio. Lo studente va premiato indipendentemente dal reddito familiare».

Il servizio completo è pubblicato sul Giornale di Carate in edicola da martedì 18 luglio 2023.

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