Lega e centrosinistra

Botta e risposta sull’ultimo Dpcm… attendendo misure più restrittive

La Lega critica le ultime misure adottate e scrive a Conte, il centrosinistra: "La contrapposizione politica in questa situazione è molto triste".

Botta e risposta sull’ultimo Dpcm… attendendo misure più restrittive
Monza, 03 Novembre 2020 ore 07:55

Botta e risposta sull’ultimo Dpcm… attendendo misure più restrittive. La Lega critica le ultime misure adottate e scrive a Conte, il centrosinistra: “La contrapposizione politica in questa situazione è molto triste”. Del resto anche a livello nazionale il confronto Stato-Regioni in questi giorni è moto duro, tanto da aver richiesto l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per invitare al dialogo e alla collaborazione.

Botta e risposta sull’ultimo Dpcm… attendendo misure più restrittive

Mentre si attendono le disposizioni del nuovo Dpcm, Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che per la Lombardia si prospettano rigorose, stante l’alto numero di contagi,  a Monza e in Brianza la discussione fra le forze politiche si è concentrata sulle disposizioni contenute nell’ultimo Dpcm, quello che, tra le altre cose,  ha chiuso palestre e piscine, mentre bar e ristoranti possono rimanere aperti solo fino alle 18.  Un botta e risposta a distanza fra Lega e centrosinistra.

I sindaci leghisti di Monza e Brianza hanno rimarcato in un comunicato di essere al lavoro insieme a Matteo Salvini per preparare un ricorso contro il Dpcm del 24 ottobre “che sta mettendo in ginocchio intere categorie” e un “piano cultura e spettacolo” per salvaguardare un settore importante che sta soffrendo tantissimo e “che è da irresponsabili definire superfluo”.

Lo ha ricordato Andrea Villa, referente provinciale della Lega, che ha annunciato la presa di posizione del Carroccio brianzolo che però, visto quanto si sta discutendo in queste ore a Roma, rischia di essere presto superato dagli eventi.

La Lega contro il Governo a fianco dei ristoratori

“Il Dpcm – è scritto nella lettera-ricorso indirizzata a Conte – mette in serio pericolo la nostra economia e quella di tante attività della Brianza che nonostante abbiano investito in misure di sicurezza sono costrette a chiudere alle 18 o chiudere completamente, senza sapere quando e se riapriranno. Inoltre il Governo non ha versato un euro per i servizi aggiuntivi del trasporto pubblico locale. Non è ancora stato approvato il decreto attuativo per il riparto dell’anticipazione dei primi 150 milioni sui 300 milioni di risorse stanziate dallo Stato. Il tutto è stato complicato dai ritardi di un Governo che, ha deciso quale debba essere la capienza dei mezzi pubblici solo alla vigilia della riapertura delle scuole, rendendo ancor più difficoltoso il lavoro di programmazione delle corse. Dopo un’estate in cui avrebbero potuto riorganizzare il Paese, non hanno fatto nulla e ora ci chiedono di pagare per la loro negligenze”.

“Le imprese che gravitano nel mondo della ristorazione generano un giro d’affari importante anche in Brianza e con questa scelta unilaterale del presidente Conte vengono punite ingiustamente, dopo avere investito e speso risorse per assicurare igiene e sicurezza al personale impiegato ed alla clientela” avevano aggiunto Luca Santambrogio, sindaco di Meda e presidente della Provincia e Andrea Basilico, primo cittadino di Cogliate e coordinatore dei sindaci leghisti.

Non possiamo e non vogliamo permettere che settori così importanti insieme a quelli delle palestre e del mondo dello sport siano presi di mira e messi in ginocchio, con il rischio che poi a dover gestire le situazioni di crisi siano proprio i sindaci, sulle spalle dei quali cadrebbero responsabilità ed oneri figli di scelte poco felici del governo centrale. Chi ha sempre rispettato sempre le regole, garantisce la sicurezza e ha investito per interventi di sanificazione e distanziamento non può essere costretto a chiudere se la situazione dei contagi è sotto controllo nella propria attività. Ricorrere contro il Dpcm è una necessità per salvare il lavoro e il reddito di centinaia di migliaia di famiglie”.

“Le indicazioni delle regioni e delle autonomie locali non sono state minimamente prese in considerazione dal Presidente del Consiglio – hanno rincarato la dose i consiglieri regionali Alessandro Corbetta, Marco Mariani e Andrea Monti – che ha fatto perdere tempo prezioso in un confronto del quale non ha voluto tenere conto. Segno che da parte di questo governo manca la voglia di dialogo e collaborazione. In questi giorni stiamo incontrando operatori ed associazioni di categoria per trovare soluzioni, Regione Lombardia ha già chiesto al governo di sospendere la chiusura dei locali alle ore 18”.

La replica del centrosinistra

Passati un paio di giorni e il centrosinistra, cn un documento sottoscritto da diversi suoi esponenti, ha replicato alle posizioni leghiste.

“I dati di questi giorni ci dicono che il numero di positivi al Covid rilevati ai tamponi cresce senza sosta, anche se non siamo in grado di definire una percentuale perché non viene reso noto il numero di tamponi su base provinciale. Tuttavia, da semplici confronti, pare evidente che la situazione in Monza e Brianza sia tra le peggiori in una delle regioni in cui la situazione è peggiore” così l’attacco del documento.

E ancora: “Non basta certo una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio, lamentandosi per le misure dell’ultimo Dpcm, ad affrontare con la serietà necessaria la situazione. L’azione del presidente della Provincia e dei sindaci leghisti suona più come una posizione strategica nell’ambito della ricerca di un consenso politico facile e immediato. Questo tipo di contrapposizione polemica, in questa situazione, rende tutto molto triste. Tuttavia non possiamo tacere di fronte a certe argomentazioni e al tentativo di certe forze politiche di prendere in ostaggio le amministrazioni locali per polemiche irrispettose dei cittadini”.

Quindi l’affondo: “In tema di trasporto pubblico, forse sbagliano destinatario. Dovrebbero infatti sapere che nel settore dei trasporti le competenze sono attribuite alla Regione. Con il Decreto agosto, il Governo ha stanziato 300 milioni di euro per il finanziamento di servizi aggiuntivi di trasporto pubblico locale e regionale. Successivamente, con il decreto legge dell’8 settembre, ciascuna Regione è stata autorizzata all’attivazione dei servizi aggiuntivi per un importo pari a 150 milioni di euro. Gli altri 150 milioni sono stati destinati ai Comuni per il trasporto scolastico. Diverse Regioni si sono attivate per tempo, prima dell’inizio dell’anno scolastico. La Lombardia no.  Se proprio si vuole sollevare la problematicità della questione, lo si faccia almeno con un linguaggio di verità.

Il tema della scuola

“Avevamo presentato un appello alla collaborazione per trovare soluzioni alternative nel campo della scuola: siamo stati ignorati e, anzi, irrisi. Salvo poi ritrovare dichiarazioni dei vertici provinciali che auspicano da Regione il riconoscimento delle specificità del nostro territorio. Quello che sosteniamo dall’inizio. Il presidente della Provincia aveva annunciato l’intenzione di convocare un’Assemblea dei sindaci per discutere di Recovery Fund e delle progettualità per la Brianza. Solleciteremo formalmente, insieme ai nostri sindaci, la convocazione dell’Assemblea, non ancora arrivata, perché ci sia un confronto nelle sedi istituzionali adeguate, con un contributo propositivo rispetto ai problemi e alla ripartenza. Occorre dimostrarsi in grado di rinnovare il patto con i propri cittadini per superare questo momento, per ricominciare a pensare al futuro, per tornare a correre”.

Un documento sottoscritto da Vincenzo Di Paolo, capogruppo in Provincia di BrianzaReteComune,  Concettina Monguzzi, Alberto Rossi, Fabrizio Pagani, Rosanna Arnaboldi, Giorgio Monti, Sergio Cazzaniga, Egidio Longoni (consiglieri provinciali BrianzaReteComune); Pietro Virtuani (segretario provinciale Pd); Gigi Ponti (consigliere regionale PD); Gianmario Fragomeli (deputato Pd); Roberto Rampi (senatore Pd).

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