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Cosa hanno chiesto i sindaci lombardi a Fontana per ripartire in sicurezza 

Lo spiega nel dettaglio Dario Allevi che insieme agli altri 11 sindaci dei capoluoghi della Lombardia ha partecipato ieri al vertice con il presidente Attilio Fontana. 

Cosa hanno chiesto i sindaci lombardi a Fontana per ripartire in sicurezza 
21 Aprile 2020 ore 16:28

Cosa hanno chiesto i sindaci lombardi a Fontana per ripartire in sicurezza. Lo spiega chiaramente il primo cittadino di Monza, Dario Allevi, che insieme agli altri 11 sindaci dei capoluoghi della Lombardia ha partecipato ieri al vertice con il presidente Attilio Fontana.

Coronavirus, l’aggiornamento del sindaco Allevi

Allevi nella serata di ieri, lunedì 20 aprile, ha aggiornato i suoi concittadini sulla situazione di emergenza sanitaria in città, che vede al momento 835 positivi sul territorio cittadino, con un incremento di 23 unità rispetto alla giornata di domenica. I deceduti in città sono purtroppo saliti a 95

Serve ancora molta prudenzapianificazione e pazienza da parte di tutti per non vanificare i risultati ottenuti finora” – ha spiegato Allevi, che ha anche parlato del vertice che si è tenuto con il Governatore Fontana  e gli altri 11 sindaci dei capoluoghi lombardi.

Le richieste dei sindaci a Fontana per ripartire in sicurezza

“Sono quattro le richieste che noi, primi cittadini, abbiamo avanzato a Regione Lombardia per programmare insieme una possibile ripartenza – ha spiegato il sindaco-: un maggior coordinamento tra Comuni e Regione sulle politiche socio/sanitarie e una pianificazione chiara nei numeri e nel tempo di tamponi e test sierologici; regole certe per la disponibilità di mascherine e dispositivi di protezione individuale; modalità di utilizzo del trasporto pubblico locale; sostegni alle famiglie con figli in età scolare per consentire il rientro al lavoro dei genitori”.

L’avvio dei test sierologici a fine mese

“Devo dire – ha proseguito Allevi in un lungo post sulla sua pagina Facebook – che le prime risposte di Regione Lombardia – che lavora costantemente a stretto contatto con il Governo – non si sono fatte attendere: ci hanno confermato l’avvio dei test sierologici da giovedì 23/4 per le province più colpite, mentre alla fine del mese contano di estenderlo su tutto il territorio. Saranno eseguiti solo quelli attendibili e certificati dal punto di vista scientifico in grado di riconoscere la presenza di “anticorpi immunizzanti”, si partirà inizialmente con le persone segnalate dalle ATS e dai medici di famiglia. I tamponi effettuati in Lombardia, invece, arriveranno nelle prossime settimane a 13.000 al giorno rispetto ai 3/4.000 iniziali e saranno processati in 42 laboratori: anche in questo caso si continuerà a privilegiare alcune categorie maggiormente a rischio”.

“Quando inizierà la fase 2? Ipotizzare una data certa oggi è prematuro – ha concluso Allevi. È più saggio attendere che gli indici di contagio scendano ancora per permettere a ciascuno di uscire di casa in sicurezza”.

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