Politica
Un altro caso a Lissone

Critica il Green pass citando il nazista Göring

Il vicepresidente del Consiglio comunale Ignazio Lo Faro sulla sua pagina social ha ripostato la frase di un gerarca

Critica il Green pass citando il nazista Göring
Politica Monza, 14 Dicembre 2021 ore 18:47

Critica il Green pass citando un gerarca nazista. La bufera politica, ancora una volta, è partita da Lissone e dal suo Consiglio comunale.

Green pass e si cita... un nazista

Avrebbe potuto citare Hannah Arendt e Platone. Ma poteva scegliere anche tra il francese Raymond Aron e il giornalista italiano Giovanni Amendola.

Invece ha scelto una citazione, tra l’altro una delle più infelici della storia dell’ultimo secolo, affibbiata al maresciallo e gerarca nazista Hermann Göring e spesso ripresa da complottisti e negazionisti vari.

Se poche settimane fa la bufera era scoppiata dopo un post sui social dell’ex sindaco Fabio Meroni, che aveva citato la senatrice Liliana Segre con il numero di matricola tatuatole sul braccio durante i rastrellamenti del 1944, ora a far scattare la miccia ci ha pensato un altro esponente del Centrodestra lissonese.

Questa volta il protagonista è il vicepresidente del Consiglio comunale e consigliere di Forza Italia Ignazio Lo Faro.

Una citazione inopportuna

Sulla sua pagina social pubblica mercoledì ha ricondiviso un post nel quale viene citata una frase del gerarca nazista - e criminale di guerra - Göring che è stato braccio destro di Adolf Hitler e principale ideatore del tragico sistema dei campi di concentramento e di sterminio nel quale persero la vita milioni di persone.

Lissone, il post shock di Lo Faro
Lissone, il post shock di Lo Faro

Lo Faro, esponente di spicco del Club di Forza Italia in città, criticando velatamente il sistema del Green pass (lui è vaccinato e con terza dose, come tra l’altro comunicato di persona sul suo profilo Facebook) facendosi prendere la mano ha condiviso un estratto delle presunte dichiarazioni che il gerarca avrebbe pronunciato durante il Processo di Norimberga contro i criminali di guerra e gli organizzatori dell’Olocausto nazista.

Come avete convinto il popolo tedesco ad accettare tutto questo? E' stato facile e non ha nulla a che fare con il nazismo, ha a che fare con la natura umana. Lo puoi fare in un regime nazista, comunista, socialista, in una monarchia o in una democrazia. L’unica cosa che si deve fare per rendere schiave le persone è impaurirle. Se riuscite a immaginare un modo per impaurire le persone, potete fargli quello che volete.

Queste le parole associate al gerarca nazista e ripostate dal lissonese sul suo canale social. E la chiosa, paragonando il presente col passato, non poteva che essere: «Quanta attualità dopo 75 anni».

Un parallelismo (considerato che il post inizia con «Dalla storia si può solo imparare»), quello tra le barbarie del regime nazista in Germania e la gestione della pandemia, che è stata considerata assolutamente fuori luogo.

La dura presa di posizione

Il post dell’azzurro non è certo passato inosservato e, scontate, sono arrivate le critiche da parte del Centrosinistra lissonese.

A meno di venti giorni da quello che è successo dopo il caso di Fabio Meroni, ci troviamo di fronte a un altro caso simile - ha tuonato Daniele Mariani, capogruppo del Listone - Purtroppo c’è una certa tendenza a riesumare nostalgie di quel periodo buio per l’Italia e per l’Europa, temi che infondono paura nelle persone. Inizieremo a cambiare mentalità solo quando smetteremo di fare parallelismi inutili tra ciò che accade oggi con quel che accadde il secolo scorso.

Ma è lo stesso Mariani a lanciare il guanto di sfida.

Chiedo al collega Lo Faro, se ha coraggio e non prova vergogna, di ripetere a microfono quella frase durante il Consiglio comunale - chiosa - Purtroppo, al giorno d’oggi, la comunicazione sui social non permette di pensare bene a quel che si scrive pubblicamente.

Un’uscita, quella dell’azzurro, che ancora una volta solleva un tema di centrale e attuale importanza: l’utilizzo - spesso improprio - dei nuovi mezzi di comunicazione da parte della classe politica.

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