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Parla il consigliere regionale del Pd

Fallimento Odos, Ponti "La Regione sostenga i pazienti rimasti senza cure"

Il consigliere regionale "le esternalizzazioni hanno già gravemente fallito nel recente passato ed è ora di rilanciare una odontoiatra pubblica sul territorio e in ospedale".

Fallimento Odos, Ponti "La Regione sostenga i pazienti rimasti senza cure"
Politica 18 Febbraio 2021 ore 21:00

Deve intervenire Regione Lombardia a risolvere la situazione tra pazienti e Odos Service, la società privata che garantiva prestazioni odontoiatriche nei poliambulatori pubblici di Cesano Maderno, Limbiate, Muggiò, Nova Milanese, Desio, Brugherio e in altri territori.

Fallimento Odos, Ponti "La Regione sostenga i pazienti rimasti senza cure"

Lo chiede Gigi Ponti, consigliere regionale del Pd, di fronte al fallimento dell’azienda che da anni gestisce servizi odontoiatrici in service all’interno di reparti o ambulatori di aziende sanitarie pubbliche: “Di fronte a una situazione tanto singolare, deve essere la Regione a sostenere i pazienti rimasti da mesi senza cure in seguito al fallimento. Ne sono ancora più convinto dopo aver ascoltato in audizione, in Commissione Sanità, i direttori generali dell’Asst di Monza e Brianza e Vimercate”.

Mille persone hanno pagato per prestazioni mai ricevute

Lo stato delle cose è arrivato un punto davvero critico, sottolinea il consigliere Pd: “Dal 28 ottobre, cioè da quando è stata emessa la sentenza di fallimento del service, sono state quasi mille le persone che hanno pagato prestazioni mai ricevute: 330 hanno chiesto un rimborso, 590 hanno chiesto di poter continuare le cure. Di queste solo poche decine hanno ottenuto il rimborso e pochissimi, solo i casi più urgenti, hanno ricevuto le cure. A rendere tutto più complicato è il fatto che i pazienti hanno avuto non poche difficoltà a recuperare le proprie cartelle cliniche”.

"Potrebbe essere solo la punta di un iceberg"

Insomma, un quadro grave “che coinvolge cittadini che spesso già vivono in condizioni di difficoltà e non sono in grado di tutelarsi da soli. Persino i numeri che abbiamo a oggi rischiano di essere la punta di un iceberg perché sono relativi solo a coloro che hanno informato l’Asst del problema, altri potrebbero non averlo neppure fatto. Per questo l’urgenza è innanzitutto definire il perimetro dei cittadini rimasti senza cure e avviare un percorso accelerato che garantisca loro il servizio che attendono da mesi al più presto. Chiediamo alla Regione di attivarsi per questo”.

"Ora rilanciare l'odontoiatria pubblica"

Resta poi il tema urgente di valutare come “il servizio sanitario regionale debba cambiare linea sulla odontoiatria pubblica: le esternalizzazioni hanno già gravemente fallito nel recente passato ed è ora di rilanciare una odontoiatra pubblica sul territorio e in ospedale che dia risposte certe e di qualità innanzitutto verso i pazienti più fragili e complessi”, conclude Ponti.

(foto archivio)

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