Fondi pubblici a K-Flex: interrogazione all’Ue

Intanto la lotta prosegue a Carate e Vimercate

Fondi pubblici a K-Flex: interrogazione all’Ue
26 Ottobre 2017 ore 09:47

Fondi pubblici europei alla K-Flex dopo il licenziamento di 187 operai: quattrogruppi interrogano l’europarlamento

La K-flex licenzia e delocalizza ma riceve finanziamenti dall’Unione Europea

“Oltre il danno, la beffa, la beffa l’Unione Europea assegna attraverso un bando ancora soldi pubblici europei e italiani alla K-Flex la multinazionale di Roncello leader mondiale in isolanti in gomma termici e acustici, che nel mese di maggio ha messo in atto la procedura di licenziamento di 187 lavoratori e delocalizzato la produzione in Polonia”.

E’ questa la considerazione dei gruppi Sinistra Italiana, Partito della Rifondazione Comunista, I Comitati di Possibile e Articolo 1, sezioi di  di Monza e della Brianza

Il punto sugli ex dipendenti

Oggi meno di un terzo di questi lavoratori sono riusciti a ricollocarsi con varie tipologie contrattuali, per gli altri c’è ancora l’estenuante ricerca di un posto di lavoro che non arriva. Il nostro giornale ne ha parlato diffusamente nelle scorse settimane

La reazione

“La notizia ci lascia esterrefatti – hanno commentato gli esponenti dei grupi sopracitati – A fronte degli impegni che molti nelle istituzioni avevano preso di adoperarsi affinché si realizzasse una legislazione che impedisse le delocalizzazioni o che perlomeno non finanziasse quelle aziende che portano all’estero la produzione, si realizza al contrario un nuovo gettito di soldi pubblici europei e dunque anche italiani mediante un progetto cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale volto a Istituzione di Centro Ricerca e Sviluppo K-Flex R & D”.

Il denaro

Tali fondi ammontano a circa 1.933.000 euro di valore del progetto e 440.000 euro cofinanziati per promuovere la ricerca e sviluppo proprio nel sito polacco dove l’azienda ha delocalizzato la produzione. “Tutto ciò lo consideriamo inaccettabile ed uno schiaffo a quei 187 lavoratori che si sono battuti per il mantenimento del posto di lavoro”.

Le prossime mosse

Le federazioni provinciali di Monza e Brianza dei partiti firmatari  si impegneranno da subito ad attivare i propri parlamentari europei affinché si faccia chiarezza sulla vicenda e i propri parlamentari nazionali per portare in Parlamento già in questa legislatura la discussione di una proposta di legge che intervenga sulle delocalizzazioni.

Intanto la lotta prosegue a Carate e  Vimercate

E’ di questi giorni in Brianza è il caso della Canali di Carate Brianza che chiude licenziando 134 dipendenti dopo che si erano già realizzati mobilità e riduzione oraria e di Nokia di Vimercate che preannuncia altri 82 licenziamenti di cui 52 ex-Alcatel e 30 ex-Nokia , non rispettando l’intesa sottoscritta con le parti sociali. “In tal senso – assicurano i partiti firmatari – ci impegniamo ad organizzare nel prossimo periodo sul territorio brianzolo momenti di confronto aperti con la cittadinanza”.

 

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